00:00Siamo veramente alle origini, in un ruolo apicale del movimento paralimpico, quando ho iniziato
00:08ripeto era un'associazione, un'associazione di handicappati, così li chiamavano e oggi
00:13è diventato un ente delitto pubblico, anzi da 8 anni e credo che questo sia il quadriennio
00:18per incidere maggiormente su quelle che sono ancora delle minime carenze che non riguardano
00:23soltanto quello che viene fatto all'interno del CIP ma riguarda soprattutto il movimento
00:27dal punto di vista culturale, il nostro paese ha fatto passi da giganti soprattutto nello
00:31sport in materia di disabilità, credo che lo sport serva proprio a fare in maniera che
00:36si colmino queste lacune e soprattutto il gap tra quello che è un paese civile a tutto
00:42tondo e un paese che naturalmente ancora ha qualcosa da dire e da fare, parlo dei paesi
00:47anglosassoni, naturalmente ho girato il mondo come capo missione per 20 anni, posso dire
00:52che i paesi anglosassoni, l'America e il Canada in tema di disabilità sportiva stanno un tantino
00:56avanti e noi dobbiamo cercare di fare quel passo in avanti e in questa maniera potremo
01:01anche avere molti più tesserati, molti più affiliati, quindi dare più opportunità a
01:06tanti ragazzi che ancora non conoscono il beneficio dello sport.
01:10Il territorio deve avere più autonomia, nei limiti della legge ci mancherebbe, ma deve
01:14avere autonomia, deve essere un'autonomia incentrata soprattutto sull'iniziativa che sono
01:20tantissime a livello territoriale, puoi sapere che ogni regione ha una propria mentalità, ogni
01:25regione porta avanti i progetti, dovremmo avere un'azione pilota, un'azione più unitaria
01:29a livello territoriale, questo l'ho fatto per esempio nelle bocce con il progetto sull'invecchiamento
01:33attivo, un progetto fatto in Lombardia, vorrei che questo progetto venisse naturalmente
01:39intrapreso da tutte le regioni, noi dobbiamo fare un'azione unitaria, però se è importante
01:42che è il ligame con i coni.
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