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  • 1 anno fa
ROMA (ITALPRESS) - I cambiamenti climatici non colpiscono solo l’ambiente, ma hanno un impatto diretto anche sulla nostra salute. E la pelle è tra gli organi più esposti e vulnerabili. Temperature sempre più estreme, smog, inquinamento e fenomeni meteo violenti rappresentano oggi una minaccia concreta per il benessere cutaneo. A lanciare l’allarme è la Sidemast, la Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse, in occasione del Congresso Nazionale Special Edition 2025 all’interno del XIV International Congress of Dermatology. “L’aumento delle radiazioni ultraviolette, legato al cambiamento climatico e all’assottigliamento dello strato di ozono stanno aumentando il rischio di scottature, invecchiamento precoce e tumori della pelle, come melanomi e carcinomi. Secondo gli esperti, ogni riduzione dell’1% dello strato di ozono si traduce in un aumento fino al 4,6% dei carcinomi squamosi. Ma non è solo il sole a preoccupare: l’inquinamento atmosferico danneggia la barriera cutanea, favorendo patologie come acne, eczemi e infiammazioni croniche. E dopo ondate di calore o inondazioni, aumenta significativamente l’incidenza di malattie cutanee infiammatorie e infettive. La dermatite atopica, ad esempio, colpisce fino al 20% dei bambini e può peggiorare con l’umidità, la presenza di muffe e le condizioni abitative precarie. Anche il freddo estremo non è meno pericoloso: in Cina, le visite per dermatite atopica sono aumentate del 160% nei giorni sotto zero, rispetto alla media ideale di 22 gradi. In alcune aree del mondo, inoltre, la difficoltà di accesso ad acqua pulita e sicura aggrava ulteriormente il quadro. “Serve un approccio integrato – afferma il presidente Sidemast, Giuseppe Argenziano – Promuovere l'educazione sulla cura della pelle in un'epoca di cambiamenti climatici è essenziale per prevenire i rischi e, al contempo, è fondamentale che la ricerca prosegua nell'analisi degli effetti ambientali sulla salute della pelle".
abr/gtr/col

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00:00I cambiamenti climatici non colpiscono solo l'ambiente, ma hanno un impatto diretto anche
00:08sulla nostra salute e la pelle è tra gli organi più esposti e vulnerabili. Temperature sempre
00:14più estreme, smog, inquinamento e fenomeni meteo-violenti rappresentano oggi una minaccia
00:20concreta per il benessere cutaneo. A lanciare l'allarme è SIDEMAST, la società italiana
00:25di dermatologie e malattie sessualmente trasmesse in occasione del congresso nazionale Special
00:31Edition 2025. L'aumento delle radiazioni ultraviolette legate al cambiamento climatico e all'assottigliamento
00:38dello strato di ozono stanno aumentando il rischio di scottature, invecchiamento precoce e tumori
00:43della pelle come melanomi e carcinomi. Secondo gli esperti, ogni riduzione dell'1% dello
00:49strato di ozono si traduce in un aumento fino al 4,6% dei carcinomi squamosi. Ma non è solo
00:56il sole a preoccupare, l'inquinamento atmosferico danneggia la barriera cutanea, favorendo patologie
01:02come acne, eczemi e infiammazioni croniche. E dopo ondate di calore o inondazioni aumenta
01:08significativamente l'incidenza di malattie cutanee infiammatorie e infettive. La dermatite
01:13atopica, ad esempio, colpisce fino al 20% dei bambini e può peggiorare con l'umidità,
01:19la presenza di muffe e le condizioni abitative precarie. Anche il freddo estremo non è meno
01:24pericoloso. In Cina le visite per dermatite atopica sono aumentate del 160% nei giorni sotto
01:31zero rispetto alla media ideale di 22 gradi. In alcune aree del mondo, inoltre, la difficoltà
01:38di accesso ad acqua pulita e sicura aggrava ulteriormente il quadro. Serve un approccio integrato,
01:43afferma il presidente Side Mast Giuseppe Argenziano. Promuovere l'educazione sulla cura della pelle
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