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  • 10 mesi fa

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Trascrizione
00:00A casa di amici, il salotto di Radio Roma.
00:30Intanto però abbiamo scelto un frame, anzi dei frame di un film cult in cui la protagonista non poteva non essere Bridget Jones e quindi insomma ecco il diario di Bridget Jones. Abbiamo scelto dei frame particolari, infatti volevamo partire proprio da qui.
00:46Intanto adesso la nostra regia cercherà di, ecco questa è la prima, ce ne sono diversi, ma io Daniele con il tuo aiuto volevo capire, intanto volevo partire dall'inizio perché spesso si parla anche un po' superficialmente di disturbi alimentari e soprattutto si parla di questi disturbi alimentari molto spesso anche dal lato fisico, quindi si può pensare che magari sia un problema esclusivamente fisico.
01:12Ma dal punto di vista psicologico invece, dietro un attaccamento al cibo cos'è che si nasconde?
01:19Allora innanzitutto diciamo che il disturbo alimentare in maniera generica è sempre collegato ad un discorso psicologico, cioè non c'è un disturbo alimentare che non è legato a qualcosa che in realtà noi abbiamo dentro, no?
01:35Che sia un bisogno di perfezionismo e quindi di non mangiare, un bisogno di vedersi sempre magre, piuttosto che invece un bisogno del cibo, quindi di abbuffarsi.
01:46Quindi sicuramente è fondamentale capire che in ogni frame che stiamo vedendo in realtà c'è un disagio psicologico di questa persona che viene riversato nei confronti del cibo.
02:00Bene, quindi chiaramente le immagini parlano chiaro in questo caso, noi prendiamo spunto proprio da queste immagini.
02:06Esatto, esatto, perché chiaramente il cibo nel momento in cui noi abbiamo un disagio emotivo entra in gioco e siccome va a toccare quello che è il senso del piacere, ok?
02:23Noi andiamo a mangiare qualcosa che ci dà piacere, quindi andiamo a stimolare la dopamina che ci dà un sistema di ricompensa.
02:33Quindi praticamente il ziostro cervello ci dice questa cosa che ti dà piacere ti fa bene e ti fa star bene perché rilascia dopamina e attiva il sistema della ricompensa.
02:45Ecco, questo fondamentalmente è un inganno, abbiamo detto tante volte che la mente mente, ecco, in questo caso è un inganno perché quella sensazione di piacere che sta nel cibo, che è una cosa sana,
02:58riversata su un bisogno psicologico di, diciamo, vuoto emotivo, diventa non più sana.
03:09Mi sono spiegata Giulia?
03:10Sì, benissimo, stavo pensando anche a tutte queste emozioni, questo turbinio di emozioni che abbiamo magari in alcuni momenti specifici, no?
03:19Nella maggior parte dei casi ci si abbuffa di cioccolato, il nostro caro amico nemico cioccolato, ed è la prima immagine che mi è venuta in mente, insomma,
03:29ma quindi in sostanza si può mangiare anche in risposta ad alcune emozioni come per esempio ansia, tristezza o noia anche, si può mangiare per noia?
03:39Sì, è una cosa molto interessante, noi cerchiamo dei cibi che appunto vadano ad attivare determinate aree cerebrali, facciamo il conto al cioccolato.
03:48Il cioccolato non è un caso che va ad apportare al nostro organismo la serotonina, la serotonina è proprio quello che serve per tirarsi su,
03:58come lo fa la caffeina in maniera diversa.
04:01Quindi il cioccolato in realtà in sé ha proprio delle molecole che in realtà ci aiutano a sentirci meglio.
04:11Cosa voglio dire con questo?
04:12Che i cibi in generale, se presi in maniera adeguata, sono utili e fanno del bene.
04:19Il problema è quando alla luce di ansia, di appunto come abbiamo detto tristezza o piuttosto frustrazione,
04:27andiamo a mangiare non per soddisfare quel piacere, ma in realtà mangiamo per farci quasi del male.
04:36Cioè il problema non è una vaschetta di cioccolato piccolina, quella da 3 euro per capirci,
04:42il problema è il chilo e mezzo, quindi la boffata nasce perché è lì che nasce il campanello dell'arme
04:50che una persona se si rende conto di questo deve trovare un modo per provare a parlare con qualcuno di competente
04:57e dirgli guarda io mi abboffo, non è che io mangio un po' di dolce, perché lì vuol dire utilizzare il cibo
05:04per andare a colmare un vuoto emotivo.
05:07Io spesso e volentieri alle persone che seguo gli chiedo, al momento in cui stai per aprire il frigo
05:12o stai per prendere il gelato, chiediti che cosa vorresti in quel momento?
05:20Una carezza? È un bisogno di compagnia? È invece parlare? È invece stare da soli con se stessi in maniera sana
05:29e quindi andarsi a fare una passeggiata?
05:30Cioè individuare che cos'è che ti spinge ad aprire quel frigo, ma che fondamentalmente non sta nell'apertura del frigo,
05:39sta dentro di noi, quindi cerchiamo di poi andare a riempire quel vuoto.
05:43Come? Chiudo il frigo, provo a uscire, provo a telefonare, provo a non stare da sola, provo a parlare,
05:49provo ad affrontare diversamente quello che mi sta accadendo.
05:53Cioè nel momento in cui io faccio questa azione consapevole di prendere il cibo per farmi del male,
06:00deve nascere la domanda cosa ci metterei al posto di.
06:05Anche se fa male, anche se ci fa soffrire, ma se capiamo cosa ci mettiamo al posto di,
06:11evitiamo di utilizzare il cibo per farci del male.
06:13Questa è una domanda che forse tutti noi dovremmo farci in queste situazioni,
06:20portarla con noi adesso e magari analizzarla insieme,
06:24perché come dici tu giustamente l'elemento della consapevolezza è sempre, come dire, il primo passo,
06:30anche se è difficile, anche se è complicato.
06:33Anche perché poi, ovviamente te lo chiedo Danila, in questo caso tu ci puoi aiutare,
06:38ma chiaramente assaggiare una vaschetta di gelato oppure un pezzo di cioccolata,
06:43magari va a colmare in quel momento, ma non a lungo termine,
06:47magari dentro di noi abbiamo qualcosa di veramente molto più pesante,
06:50quindi è qualcosa di passeggero che può migliorare a livello passeggero.
06:54Assolutamente, è effimera quella cosa, che se io ho quel problema,
06:59devo capire che cosa ho dentro che devo andare a riempire e lo riempio col cibo.
07:05Ed è una cosa passeggera, perché passa, perché al momento in cui ho fatto quello che abbiamo detto prima,
07:10ho lavorato sul cervello, sulla dopamina, su ricompensa, sul bisogno, sul piacere,
07:16smette per poco tempo, poi ricomincia.
07:19Certo.
07:19Questo è il problema grosso.
07:21Certo, poi si ripete e crea un effetto domino.
07:25Mi viene in mente adesso Danila, per tutte le persone che ci stanno seguendo,
07:29ci saranno anche tantissimi genitori che magari possono prevenire questo tipo di comportamento,
07:35atteggiamento, ovviamente non lo so, io lo chiedo a te, nei bambini.
07:38È possibile, cioè come possiamo aiutare almeno i bambini ad approcciarsi al cibo in maniera sana?
07:47Ecco, non so poi se è permanente, credo sia molto difficile.
07:51Allora, sicuramente c'è bisogno di un'igiene alimentare,
07:56cioè nel senso che già da piccoli i bambini devono comprendere che mangiare
08:02non è soltanto, diciamo, una forma di gioco, ma mangiare è importante,
08:08è importante per la salute, bisogna portare all'organismo tutte quelle che sono le parti fondamentali,
08:15proteine, carboidrati, verdure, no?
08:17E quindi il genitore può fare, per esempio, al bambino il discorso del piatto tondo,
08:23mettendo per gioco i colori.
08:26Quindi creare ai bambini anche un discorso di colorato, cioè il cibo è colorato,
08:32quindi usiamo i cibi colorati, anche perché se bastano quelli per invogliare i bambini.
08:37Però il momento del cibo è quello, non è che si mangia durante tutta la giornata,
08:43i pranzi non possono durare in maniera interminabile con questi bambini che scendono,
08:49salgono i genitori che gli danno per forza da mangiare.
08:52Ecco, tutto questo crea confusione, anche perché se il bambino per caso lascia nel piatto
08:58perché non ha voglia in quel momento, sicuramente a sé la mangia al doppio.
09:02Però ci deve essere un'educazione in questo senso.
09:05E un'altra cosa molto importante potrebbe essere quella di non creare delle ricompense ai bambini
09:12col cibo.
09:14Cioè, se tu ti comporti bene, oppure se fai questa cosa a scuola,
09:18oppure se questo, questo e quell'altro, mamma ti compra il gelato.
09:23Quindi il cibo diventa la ricompensa per il bambino.
09:26Ok?
09:27Quindi si attiva già da subito quello che abbiamo già detto prima.
09:31Possiamo provare a immaginare che se questo accade,
09:34cioè se il bambino fa quello che noi gli chiediamo di fare e lo fa bene,
09:37andiamo al cinema, oppure giochiamo, oppure andiamo a fare una passeggiata nel parco,
09:46oppure prendiamo la palla.
09:48Cioè, nel senso, no?
09:49Mille possibilità.
09:50Non dare l'accezione, ricompensa al bambino del cibo per qualunque cosa lui faccia di bene.
09:58Perché se no l'associazione è immediata.
09:59Stiamo notando, e ti ringrazio per questo Danila,
10:04quanto è importante l'educazione sin da bambini,
10:07ma soprattutto sul cibo, non solo sul resto,
10:12perché l'educazione in generale, ne abbiamo parlato tante volte,
10:14è importante su più fronti.
10:16Però questo potrebbe essere decisivo proprio per stabilire un rapporto con il cibo a 360 gradi,
10:21perché in un modo o nell'altro, nel corso del tempo, si può cadere nell'eccesso.
10:25Ti volevo dare un'opportunità, quella di rivolgerti ai nostri amici,
10:30in maniera magari diretta, per dire un po' quello che è il tuo messaggio,
10:33quello che pensi in questo momento.
10:35Rivolgiti a loro.
10:37Allora, il cibo è una cosa sana, ed è un piacere.
10:41Il piacere di mangiare, di gustare quello che ci fa bene.
10:46Il problema non è il cibo, è la quantità.
10:48Se io utilizzo il cibo per farmi del male, è lì il problema, è quanto ne mangio.
10:57Non mangiare sano, mangiare bene, godersi quelle piccole dolcezze
11:03o quei piccoli grandi piatti che vengono fatti anche dai chef molto bravi,
11:09o anche meno bravi, ma che comunque la cucina fa parte della cultura italiana.
11:16o una bella pizza, una bella pasta, non è lì il problema.
11:20Il problema è come io utilizzo il cibo, come posso farmi del male con cibo.
11:26Il problema non è una pizza, è sei pizze.
11:30A casa di amici, il salotto di Radio Roma.

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