00:00Sottotitoli creati dalla comunità Amara.org
00:31Il Museo archeologico provinciale di Salerno, istituito nel 1927,
00:35venne ospitato inizialmente nel Palazzo di Governo, l'attuale sede della provincia.
00:39Trasferito nel 1939 nella Casina dell'Orto Agrario in seguito allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale,
00:45ritornò nuovamente nella sede originaria fino al 1964,
00:48quando il direttore Venturino Panebianco scelse, come collocazione definitiva,
00:53l'antico complesso medievale di San Benedetto,
00:55in quello che in epoca medievale era considerato il Plium Montis.
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01:20Un museo non è solo un contenitore, in realtà è un modo di leggere il passato,
01:26ognuno poi lo legge a modo suo.
01:28Siamo nel Lapidarium del Museo archeologico di Salerno,
01:32una delle collezioni di cui la provincia è gestore e nello stesso tempo collezionista.
01:40Sì, nel 2022 l'amministrazione provinciale, con il presidente Michele Streanese,
01:45ha riaperto al pubblico, dopo un periodo di stop che aveva avuto anche il Museo archeologico provinciale,
01:51delle infiltrazioni che c'erano proprio sul tetto del Museo archeologico provinciale.
01:56Era una piaga per la città di Salerno, perché è uno dei musei più importanti
02:01che insistono nel pieno centro storico della città di Salerno.
02:05Sicuramente a proprio interno sono conservati, tra l'altro, i reperti più importanti,
02:10più belli, più significativi degli scavi archeologici dell'area archeologica di Fratte.
02:16Quindi molti reperti dell'area archeologica di Fratte sono conservati in questo posto.
02:20Sicuramente si conclude il ciclo, poi, dopo della visita con la testa dell'Apollo,
02:26che è uno dei pezzi che contraddistingue tutta la rete dei musei della provincia di Salerno.
02:31È un po' il segno identificativo della rete dei musei della provincia di Salerno.
02:36Nelle ultime settimane, tra l'altro, abbiamo lavorato affinché anche al Museo archeologico provinciale,
02:43come in Pinacoteca, ci fosse l'abbattimento delle barriere architettoniche,
02:47il piano realzato, dove tra l'altro è ospitato il pezzo più importante, la testa dell'Apollo.
02:53Sarà possibile, anche per chi ha delle diverse abilità, poterlo raggiungere
02:58grazie a un nuovo strumento che l'amministrazione provinciale si è dotata
03:02e che stiamo installando proprio in questo periodo.
03:17Il Lapidario raccoglie reperti lapidei d'epoca romana, tra cui statue, rilievi figurati e basi onorarie,
03:23rinvenuti in città a partire dal Seicento nel centro storico.
03:26Tra tutte spiccano una statua a cefala di Venere con Delfino e anche una base marmorea rettangolare
03:32che reca sui quattro lati decorazioni figurate a basso rilievo dell'arrivo di un imperatore
03:37e di un'imperatrice.
03:38Il lapidario raccoglie i reperti lapidei d'epoca romana, tra cui statue, rilievi figurati e basi onorarie,
03:44decorazioni figurate a basso rilievo dell'arrivo di un imperatore in città.
03:49All'interno l'esposizione è cronologica.
03:51La prima sezione è dedicata alla preistoria, reperti faunistici da eboli,
03:55alcuni strumenti di industria ittica da Amalfi e Palenure e materiali databili al Paleolitico e all'età del bronzo
04:00provenienti dalle grotte di Polla e Pertosa.
04:15La collezione ha anche alcune bacheche dedicate all'epoca preistorica,
04:21con dei reperti paleontologici in realtà,
04:26cioè delle ossa e dei reperti che appartengono appunto ad animali preistorici.
04:31Sì, diciamo che nel tempo ci sono stati altri ritrovamenti,
04:35ricordo quando ero in sovrintendenza,
04:39però qui si conservano le scoperte più antiche,
04:42e c'è questo femore di elefante che è molto interessante.
04:45Interessante perché? Perché l'elefante,
04:48possiamo fare riferimento all'utilizzo perverso dell'avorio,
04:54e quindi delle povere zanne degli elefanti,
04:56laddove morivano di morte naturali,
04:58ovviamente trovavano questi resti di elefanti,
05:02potevano utilizzare le zanne.
05:05Io mi sono trovata molte volte in scavi dove le donne avevano
05:09degli esemplari di pregio,
05:12che erano costituiti proprio da cerchi del corno dell'elefante.
05:40Si possono apprezzare i numerosi reperti della prima età del ferro
05:44provenienti da diverse località,
05:46tra le tombe di Sala Consilina, di particolare interesse,
05:49e la tomba databile all'VIII secolo a.C.
06:10Proseguiamo in senso cronologico,
06:13avanziamo di diverse migliaia di anni.
06:16Certo, eravamo molto molto lontani,
06:19ora invece ci stiamo avvicinando,
06:21si fa per dire che stiamo nell'VIII secolo a.C.
06:25e siamo andati a Sala Consilina,
06:27l'estremità poi per il percorso nostro con Padula,
06:32nel museo provinciale.
06:35Di che si tratta? Di vasi cosiddetti a tenda,
06:37è una decorazione molto bella, effettivamente a tenda,
06:40un solo livello di tenda, due livelli di tenda,
06:44sono dei vasi appunto dell'VIII secolo a.C.
06:47con una argilla figulina molto ben depurata,
06:50molto ben dipinti.
07:06Al secolo successivo, III secolo a.C.,
07:09risale un gruppo di vasi a vernice nera
07:11con decorazioni sopradipinte provenienti da Ponte Cagnano.
07:14Nel corso museale sono inserite poi due spazi
07:17dedicati ai costumi maschili e a quelli femminili
07:19attraverso l'esposizione di diversi oggetti di corredo.
07:36Un valore e un'altra visione
07:38di un valore e un'altra visione di un valore
07:40è un valore, un valore e un'altra visione di un valore,
07:42e questo è il valore che vuole il valore
07:45o il valore che vuole le persone.
07:48Oltre alle bacheche ci sono in realtà anche dei reperti che sono, come dire, in piena vista,
08:06tra queste ci sono le anfore che abbiamo qui vicino a noi.
08:10Sì, un bel gruppo di anfore sistemate anche un po' a piramide, diciamo,
08:16e semplificare come venivano trasportate anche, perché questo è importante,
08:21trattandosi di liquidi, insomma, dovevano avere una certa posizione,
08:25in genere incastrate l'una nell'altra, quindi il puntale si alternava.
08:30L'anfora, l'anfora per eccellenza, ne troviamo tante qua, ma questa c'è un puntale,
08:35quindi un'anfora commerciale e si arriva a trasportare dei liquidi.
08:39Poteva essere olio, poteva essere vino, potevano essere il garum, la salsa da pesce,
08:45e poteva esserci un arco cronologico molto vasto, a seconda delle tipologie delle anfore.
08:50Perché diciamo anfora? Perché anfi foreo, cioè io la porto dai due lati, è un vaso con due manici.
09:16Da Roscigno, il bellissimo corredo di una tumba principesca,
09:19databile fra la fine del quinto e l'inizio del quarto secolo a.C.
09:23Ci troviamo davanti ai resti di una tomba trovata a Roscigno, forse uno dei primi ritrovamenti oltretutto
09:53c'è una storia che in qualche modo è divertente, almeno per gli archeologi, ma non solo per loro.
09:57È una tomba, cos'è detta tomba principesca? In effetti non sappiamo che questo principe nel
10:04suo nome, non sappiamo niente di lui, però sappiamo che è un individuo che si è voluto
10:09far seppellire con oltre 40 oggetti, oggetti molto significativi, non solo per bellezza e
10:15importanza, ma anche perché dimostrano che lui, che era un indigeno, diciamo era del territorio,
10:21voleva imitare i Gresce. Tutti i vasi che sono in questa tomba sono dei vasi di origine greca,
10:29ce ne sono, ce n'è uno che è tutto d'argento, ha anche una decorazione sul fondo ed è il cosiddetto
10:37Cantaros, cioè era un vaso che con le anze soprilevate serviva a contenere il vino ed era
10:44il vaso di Bacco o di Onison. Poi c'è una ruota, una ruota che era la ruota di un carro. Il carro
10:51è un'altra testimonianza di importanza dell'individuo, quindi aveva un suo carro,
10:57questo era fondamentale, bacini di ogni genere, di bronzo, di altro, un vaso molto bello con la
11:04testa di ariete, quindi le figure rosse cosiddette. C'è una varietà di elementi, ci stanno le corone
11:11d'argento che si mettevano sulla fronte durante il banchetto, quindi è l'aderenza piena ai moduli
11:17greci, insomma un indigeno che voleva far parlare di sé.
11:41Sempre al piano terra sono esposti materiali provenienti dalle tombe databili fra il secondo
11:46e il sesto secolo d.C. rinvenuti lungo il corso Vittorio Emanuele di Salerno,
11:50dove erano ubicate le necropoli della Salerno romana.
11:53Abbiamo detto che il Museo archeologico ospita i reperti ritrovati in tutto il territorio
12:19salernitano ma anche nel capoluogo e c'è stato un momento in cui Salernum era una città romana.
12:26Una città romana che era così in profondità rispetto a tutte le stagioni poi medievali che
12:33è stata praticamente sconosciuta per un lungo periodo. Le immagini che ho alle mie spalle sono
12:39molto interessanti perché provengono proprio dal corso di Salerno, dalla necropoli di Salerno e
12:45in particolare due erano restate sul ripiano di fronte all'ingresso che era quello dei reperti
12:53di sconosciuta provenienza. La fortuna è stata che in un volume del mio nonno che era il volume
13:01della prima mostra fratrici del salernitano qui in 1927 pubblicato il 28, io rindracciassi proprio
13:08con una specie di rende d'ingrandimento in una delle sale espositive queste due opere che poi
13:14vengono confermate da una nota su quello che è stato lo scavo durante la necropoli e c'è di due
13:25teste di epoca tiberiana un uomo e una donna di grande bellezza. Poi c'è ancora Liberalis ancora
13:32dal corso poi vi sono le stele lunghe con le teste tonde cosiddetta columella c'è un bambino
13:39di due anni c'è un un agustale e soprattutto c'è una donna di vent'anni che si chiama Creste
13:46forse la più antica cristiana di Salerno.
14:09Il primo piano è occupato dall'esposizione di materiali provenienti dall'antico insediamento
14:23etrusco salnitico di Fratte ubicato nella periferia settentrionale della città.
14:39Siamo al primo piano del museo archeologico siamo alla fine degli anni 50 si sta provvedendo
14:50dopo la guerra a riprendere tante zone della città e l'architetto De Felice scopre dietro
14:58ai resti di una caserma questa straordinaria meraviglia. Allora in questo sito c'è nei
15:03depositi il resto della fortificazione Longobarda dove siamo noi ora abbiamo questo loggiato
15:09bellissimo del 400 legato a Margherita di Durazzo al piano inferiore invece questa lunga
15:16colonnata che praticamente era il lato finale dell'atrio della chiesa di San Benedetto. E poi
15:23abbiamo in realtà un quarto strato che sono i reperti questi dell'epoca etrusca. Quello che
15:27alloggiano magnificamente ed elegantemente questa bellissima struttura e qui diciamo noi
15:34abbiamo la città nella sua fase più antica cioè abbiamo la fase etrusca di Salerno che era sulla
15:40collinetta Scigliato dove c'è un'area archeologica e di dove sono stati tratti tutti questi reperti
15:46cioè in varie località anche più ampiamente rispetto alla località Scigliato dove c'era
15:52l'acropoli dove furono trovati anche dei resti di necropoli una stratigrafia complessa complessa
15:58in fondo come la vita degli etruschi di Salerno che erano una etnia mista quindi c'erano i locali
16:08poi c'erano gli etruschi poi c'erano i greci. Queste tre etnie tra l'altro si vedono molto
16:14bene in un vaso dove ci sono sette nomi uno etrusco due sono greci e gli altri sono indigeni
16:22ed è una olpetta molto particolare dove è palese la pederastia era normale in età antica e dove
16:32Apollodora, Maxilla, Nixua, Parmenius vari nomi e sono tutti legati a queste etnie diverse.
16:44L'esposizione culmina nella saletta dove è esposto uno dei reperti più importanti della
17:09collezione della provincia una testa bronzeata 51 centimetri databile orientativamente tra il
17:14primo secolo dopo cristo e il primo secolo avanti cristo ripescata nelle acque del golfo
17:19di Salerno il 2 dicembre del 1930.
17:39E' già quasi sera i pescatori in fila rientrano in porto sono i pescatori d'Alici questo è
17:44l'incipit del testo La Pesca Miracolosa scritto da Giuseppe Ungheretti il 5 maggio del 1932
17:51riferimento alla pesca è una pesca avvenuta il 2 dicembre del 1930 la testa bronzeata che
17:57alle nostre spalle. L'Apollo è sicuramente conclude il viaggio all'interno del museo
18:03archeologico provinciale di Salerno il pezzo più importante che contraddistingue un po' tutta la
18:08rete dei musei della provincia di Salerno. Sul Apollo c'è stato un lavoro molto importante
18:14soprattutto nel 2024 grazie a un partenariato che l'amministrazione provinciale di Salerno ha tenuto
18:20con la fondazione Comunità Salernitana per installare all'interno del museo archeologico
18:27provinciale di Salerno dei rilevatori del microclima indoor all'interno del museo archeologico
18:33provinciale rilevatore a cui tutti i visitatori che faranno un passaggio all'interno dello stesso
18:40museo possono rilevare attraverso un QR code quelle che sono le temperature ma soprattutto
18:46anche il grado di umidità per la conservazione dei beni archeologici. Poi per quanto riguarda
18:51il progetto l'Apollo 4.0 è un progetto che ha visto il coinvolgimento tra l'altro anche delle
18:57istituzioni scolastiche della provincia di Salerno si è lavorato sulla digitalizzazione
19:02sulla realizzazione di un video mapping per quanto riguarda l'animazione la realizzazione
19:07in 3d dell'Apollo ma soprattutto il museo è dotato anche di una stampante in 3d proprio
19:12finanziata dal ministero della cultura per promuovere maggiormente quelle che sono i
19:17beni archeologici della provincia di Salerno con particolare riferimento all'Apollo.
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