00:00L'Europa, ricordava Simon Weil al Parlamento europeo di 1979, è consapevole che le isole
00:12di libertà sono circondate da regimi nei quali prevale la forza bruta. La nostra Europa
00:19è una di queste isole. Restare arroccati su questa isola non è la risposta. Abbiamo
00:27bisogno di un ordine internazionale stabile e maturo per agire all'entropia e al disordine
00:33causate dalle politiche di potenza e per affrontare le grandi sfide transnazionali del nostro
00:39tempo. Le attuali istituzioni non bastano, tuttavia, e le riflessioni poste in essere
00:47dalla conferenza sul futuro dell'Europa negli anni scorsi meritano di essere riprese
00:54e attuate, con una politica estera e di difesa comune più incisiva, capacita a smettere
01:01fiducia nei confronti del ruolo europeo nella risposta alle sfide globali. Abbiamo dimostrato
01:09di sapere reagire con efficacia nelle crisi, come durante la pandemia, e di saperci opporre
01:16con unità d'intenti alle violazioni inaccettabili del diritto dei popoli, come nel caso dell'aggressione
01:23russa all'Ucraina. Con la stessa efficacia e unità dobbiamo ora rinnovarci per salvaguardare
01:30la sicurezza e il benessere dei popoli europei e per contribuire alla pace mondiale, a partire
01:38dalla dimensione mediterranea e dal rapporto con il contiguo continente africano. Non può
01:45guidarci la rassegnazione, ma la volontà di dare contenuti ai passaggi necessari per
01:51ottenere questi risultati. Aldo Amoro, costatista italiano assassinato
01:58dalle Brigate Rosse, nella sua qualità di presidente di turno dell'allora Comità
02:04Europee, raccoglievano nove paesi, intervenendo nella sessione conclusiva della conferenza
02:10di Helsinki, si proponeva di dar senso alla fase di distensione internazionale che si
02:16annunciava, sottolineando che significava l'esaltazione degli ideali di libertà e
02:22giustizia, una sempre più efficace tutela dei diritti umani, un arricchimento dei popoli
02:29in forza di una migliore conoscenza reciproca, di più liberi contatti, di una sempre più
02:35vasta circolazione delle idee e delle informazioni. La Unione Europea, e in essa Francia e Italia,
02:44deve porsi alla guida di un movimento che, nel rivendicare i principi fondanti del nostro
02:50ordine internazionale, sappia rinnovarlo, attenta alle stanze di quanti, nell'attuale
02:57costruzione, si sentano emarginati. Una strada che non è quella dell'abbandono
03:03degli organismi internazionali, né quella del ripudio dei principi e delle norme che
03:08ci governano, ma di una profonda e condivisa riforma del sistema multilaterale, più inclusiva
03:15ed egualitaria rispetto a quanto furono capaci di farle potenze vincitrici della seconda
03:21guerra mondiale. Qui va tuttavia riconosciuto il grande merito di mettere insieme vincitori
03:27e vinti per un mondo nuovo. Servono idee nuove, e non l'applicazione di vecchi modelli a
03:35nuovi interessi di pochi. Le università sono candidate a far emergere queste idee.
03:41Per studentesse e cari studenti, la storia è incisa nei comportamenti umani. Il futuro
03:50del pianeta passa dalla capacità di plasmare l'ordine internazionale perché sia a servizio
03:57della persona umana. Le scelte di multilateralismo e di solidarietà di oggi determineranno la
04:05qualità del vostro domani. Si tratta di non ripetere gli errori del passato, ma di dar
04:11vita a una nuova narrazione. Soltanto insieme, come comunità globale, possiamo sperare di
04:18costruire un avvenire prospero, ispirato a equità e stabilità.
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