00:00Il mio sogno sarebbe di vedere duemila persone uscire alla fine con un sorriso che vada da un orecchio all'altro, voilà.
00:08È un'opera che parla di un amore tragico ma sullo sfondo c'è anche la guerra.
00:13Ci sono dei riferimenti, delle letture che secondo lei possiamo fare con l'attualità?
00:18Naturalmente c'è sempre questa relazione dialettica tra un soggetto d'opera come quello e la vita reale.
00:26Non è che ci possa portare a molto ottimismo, perché noi crediamo sempre che l'umanità faccia dei progressi nel corso del tempo
00:41ma alla fine ogni tanto un'opera ci fa mettere il dito su questo fatto non tanto bello che questi progressi non esistono tanto.
00:50Il regista l'ha voluto così perché racconta questa storia di guerra su un arco di tempo di tre secoli, molto interessante.
01:00Lo scorso anno dopo l'inno nazionale c'erano state delle urla viva l'Italia antifascista, quest'anno si aspetta qualcosa di simile?
01:09Io non aspetto nulla perché naturalmente sono dei momenti in cui alcuni si vogliono profilare e far passare un messaggio
01:22ma noi vogliamo fare più che altro un spettacolo di apertura della stagione d'opera perché alla fine si parla di tutto tutto il tempo.
01:29Questa è la serata d'apertura della stagione del Teatro alla Scala, c'è molta roba intorno ma il fatto principale è l'apertura stagione.
01:43Merita un po' di rispetto di fare.
01:47Come la chiamano?
01:50Io sono francese quindi non mi sento scaramantico, la chiamo la forza del destino.
02:06Mi diverto con questo folklore di scaramanzia.
02:14Io tocco la mia testa.
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