00:00Una delle categorie più fragili è quella dei malati oncologici. Purtroppo in molti sono costretti
00:06a spostarsi in regioni del nord perché il Lazio è tra le peggiori regioni italiane a livello di
00:10prevenzione oncologica, rete di cura e ricerca. Si assesta al terzo ultimo posto. I dati del sito
00:16dell'Osservatorio Nazionale Screening relativi all'anno scorso la piazzano infatti agli ultimi
00:21posti per percentuale di partecipazione alle campagne da parte dei cittadini. Dopo i difficili
00:27anni della pandemia, spiegano da Foce, Federazione Oncologi, cardiologi e matologi, si è assistito a
00:33un timido lieve miglioramento, ma è davvero poca cosa. Rimangono ancora bassi i tassi di adesione,
00:39soprattutto si registrano grandi differenze a livello regionale. Rimangono forti le
00:44disuguaglianze tra il nord e il sud del paese. Per quanto riguarda gli screening del colon retto,
00:49li fa appena il 18% della popolazione, percentuale che sale al 27% per gli esami di prevenzione per
00:56il cancro della cervice uterina. Al 41% è lo screening per il carcinoma mammario, ben lontano
01:03dall'obiettivo imposto dall'Unione Europea del 90% da raggiungere entro il prossimo anno. Un
01:09fenomeno che dovuto a una sottovalutazione generale da parte della popolazione per la
01:13scarsa informazione. Per il Foce occorrerebbe sfruttare maggiormente le nuove tecnologie
01:18offerte dal web e dalle telecomunicazioni e poi implementare la ricerca negli IRCS. Nel Lazio ce
01:24ne sono nove di cui sei privati e tre pubblici.
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