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Jacopo Mostacci - Sollicitando un poco
Riccardo Pasqualin
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1 anno fa
Lezione su Jacopo Mostacci, autore della scuola poetica siciliana, e analisi di un suo componimento.
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Apprendimento
Trascrizione
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Salve a tutti ragazze e ragazzi e bentornati al nostro corso di letteratura italiana. Anche
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oggi proseguiamo il nostro approfondimento sugli autori della scuola poetica siciliana.
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Nella precedente lezione abbiamo introdotto la tensione sull'amore, quindi quella disquisizione
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nata nella corte di Federico II di Svevia attorno al tema della natura e dell'essenza
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dell'amore. Quindi i poeti si sono interrogati su come l'amore nasca, come si sviluppi e
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su cosa sia materialmente l'amore. Abbiamo visto la risposta che Giacomo Dalentini scrive
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sotto forma di sonetto a un altro autore, che è quello che ha fatto iniziare questa
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tensione. Quell'autore è Jacopo Mostacci, a cui appunto Giacomo Dalentini ha risposto.
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Mostacci lo abbiamo presentato come il falconiere di Federico II di Svevia e oggi andiamo a studiare
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una sua poesia, quella che appunto ha aperto la tensione sull'amore. Jacopo Mostacci è un'altra
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figura per noi misteriosa del medioevo siculo. Di lui ci sono rimaste soltanto quattro canzoni
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e un sonetto, quello che andremo a studiare oggi, e non abbiamo certezza riguardo la sua data di
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nascita e quella di morte. Sappiamo che nel 1240 era falconiere di Federico II di Svevia e che in
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quell'anno ha ricevuto un incarico, quello di procurare all'imperatore dei buoni falchi da
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caccia. Sappiamo che Mostacci è sopravvissuto a Federico II di Svevia. Federico è morto nel 1250
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ma Mostacci lo ritroviamo nel 1262 quando Manfredi, re di Sicilia, figlio naturale di Federico II che
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ha governato dal 1258 alla sua morte, 1266, ha incaricato Jacopo Mostacci di fare l'ambasciatore
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in Aragone. Quindi se nel 1240 era falconiere doveva avere un'età consona per svolgere quell'incarico,
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doveva essere nato una ventina di anni prima? Non lo sappiamo e necessariamente avendo ricevuto
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l'incarico di fare l'ambasciatore nel 1262 deve essere morto dopo quella data. Altro su Jacopo
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Mostacci purtroppo non sappiamo. Sappiamo che è stato lui a far iniziare l'attenzione sull'amore
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e oggi andiamo appunto a studiare quel suo sonetto e poi lo parafrasiamo e lo commentiamo.
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Questo sonetto viene ricordato con le prime parole del suo primo verso sollecitando un poco. Segue
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lo schema metrico AB AB AB AB CDE CDE e adesso lo andiamo a leggere.
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Non lo voglio consentire però che amore no parse mi pare. Ben trova l'om una amorositate la
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qual par che nasca di piacere e zo vuol dire om che sia amore. Io non li saccio altra qualitate
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ma zocché da voi voglio audire però ven faccio sentenziatore. Allora traduciamo in prosa e in
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italiano corrente questo sonetto. Sollecitando un po' il mio desiderio di sapere, il mio desiderio
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di conoscenza e con lui volendo dilettarmi mi è nato un dubbio a cui chiedo a voi di darmi
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risposta. Si dice che l'amore abbia il potere e la forza di costringere ad amare ogni uomo ma io non
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intendo condividere tale opinione perché l'amore non si vede né s'è mai visto. Che cosa significa?
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Significa che Jacopo Mostacci sostiene che l'amore non sia una sostanza poiché è invisibile,
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intangibile, bensì una qualità . Si ritrova invece in ogni uomo, nell'uomo, una disposizione ad amare
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che sembra derivi dal piacere e ciò spinge a credere che l'amore esista di per sé. Quindi per
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Jacopo Mostacci l'amore è un effetto del piacere, è una qualità e non una sostanza poiché è invisibile.
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Sono riflessioni molto elevate di carattere scientifico per quell'epoca e all'amore non
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riconosco altra qualità che quella appunto del piacere, sta dicendo. Ma che cos'è l'amore? Lo
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voglio sentire da voi e per questo vi faccio sentenziatori, cioè vi do la possibilità di
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esprimere il vostro pensiero su che cosa sia l'amore. Quindi Jacopo Mostacci espone sinteticamente il
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suo pensiero che l'amore non è una sostanza bensì una qualità , un effetto, e passa la parola a altri
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poeti. Giacomo Dalentini che abbiamo già ascoltato, ma il primo a rispondere è stato
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Pier della Vigna o Pier delle Vigne di cui parleremo nella prossima lezione. Vi ringrazio
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come sempre per la vostra attenzione, vi saluto e alla prossima.
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