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  • 3 anni fa
Trascrizione
00:00 Il primo intento è quello di salvare vite, quindi di accogliere chiunque venga nel nostro
00:10 territorio per cercare un futuro migliore. La Chiesa mette a disposizione, l'ha sempre fatto
00:16 con generosità, attraverso le strutture della Caritas, delle diocesi e delle congregazioni
00:22 religiose la propria possibilità di accoglienza. Il secondo passo è quello della cosiddetta
00:30 integrazione, non è in verità un sostantivo molto felice, ma significa aiutare le persone
00:37 che accogliamo a sentirsi parte di questa società, a sentirsi parte di questo popolo. Significa
00:45 un'attenzione alla cultura, un'attenzione alla lingua, un'attenzione al rispetto e alla
00:51 possibilità di espressione delle tradizioni sociali. Questo permetterebbe a loro di esprimere
00:58 la propria identità e al popolo italiano di avere meno paura, perché la conoscenza a questo livello
01:06 può diventare motivo di ricchezza. Non neghiamo che tutto ciò richieda certamente una politica
01:13 concertata, almeno da parte dell'Europa, ma almeno nell'Europa, perché il fenomeno è globale,
01:20 come può la risposta non essere altrettanto coordinata e globale. Quindi l'idea, parlavo
01:29 di amicizia sociale, di mettere assieme le istituzioni nazionali, gli enti locali, le
01:36 organizzazioni anche della Chiesa, le altre organizzazioni del terzo settore, può essere
01:42 un'idea significativa per sperimentare in modo concertato di affrontare una situazione che
01:49 rischia di essere di emergenza, se non affrontata in modo coordinato.
01:55 [Musica]
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