Il premier tailandese non ha dubbi, l’attentato ha chiaramente una matrice politica.
A volere la strage, per lui, chi vuole distruggere l’economia e il turismo della Tailandia.
Non li nomina nella sua dichiarazione, ma i nemici giurati sono le camicie rosse, che sostengono il clan dell’ex premier Thaksin Shinawatra, deposto nel 2006 con un colpo di Stato.
A destabilizzare la Tailandia negli ultimi dieci anni, il conflitto politico sociale legato a due fazioni: il clan dei Shinawatra, popolare nelle aree rurali del nord-est del Paese,spalleggiato dalle camicie rosse, da un lato, e dall’altro, l‘élite finanziaria e istituzionale di Bakgog, legata invece all’esercito e rappresentata dalle camicie gialle.
Le prime hanno presa nelle aree rurali e povere del nord est.
Le camicie gialle sono presenti nelle zone più ricche e anche più turistiche del Paese.
Il clan Shinawatra e i suoi sostenitori puntano invece il dito contro i militari, farebbero uso di una sorta di strategia della
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