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Milano, 4 nov. (askanews) - Fessure, ferro corroso, oscillazioni anomale e calcinacci in caduta rappresentano i campanelli d'allarme più evidenti per infrastrutture stradali e ferroviarie. Ma una minaccia seria e invisibile è legata anche ai cambiamenti climatici. È quello che emerge da un rapporto di Nexta, società di ingegneria del gruppo Bureau Veritas in Italia, che fornisce indicazioni innovative sulla sicurezza in tema di controlli e ispezioni. Queste non possono limitarsi alla ricerca di difetti, ma è necessario verificare anche se siano cambiate le condizioni per le quali le opere erano state progettate. Un'infrastruttura può infatti mantenere un aspetto apparentemente integro, ma trovarsi a operare in un ambiente diverso rispetto a quello considerato in origine.Ogni infrastruttura viene progettata sulla base di determinate condizioni ambientali, idrologiche, geologiche e geotecniche. Nel corso della vita utile dell'opera, tuttavia, questi parametri possono modificarsi. L'aumento delle temperature, l'alternanza tra periodi di siccità e precipitazioni intense, la variazione dei regimi di piena e l'instabilità dei versanti cambiano drasticamente il quadro di riferimento e le sollecitazioni a cui sono sottoposte le infrastrutture. Aspetti che la crisi climatica rende sempre più attuali. In Italia la rete infrastrutturale comprende circa 600.000 chilometri di strade, oltre 16.000 chilometri di linee ferroviarie, circa 240.000 ponti e viadotti censiti e 3.500 gallerie. Il 60-70% di queste opere è stata realizzata più di 30 anni fa, sulla base di condizioni climatiche, idrologiche e territoriali diverse da quelle attuali. Secondo l'ISPRA, nel 2023 il 18,4% del territorio nazionale risultava a rischio frana e il 4,1% a rischio alluvione nello scenario di pericolosità più elevata; e ora su questo scenario impatta anche la tendenza di variabilità dei valori climatici in Italia che confermano un incremento veloce delle temperature, una riduzione della piovosità con importante incremento di intensità dei singoli eventi. In questo contesto opera Nexta, impegnata da anni nella valutazione, nel monitoraggio e nella gestione delle infrastrutture e del territorio. Grazie a un gruppo di professionisti con competenze multidisciplinari, Nexta affronta questi temi integrando ingegneria strutturale, idraulica, geotecnica, ambientale e gestione del rischio. Un approccio coordinato, secondo Bureau Veritas, è essenziale per comprendere non solo lo stato di un'opera, ma anche l'evoluzione delle condizioni nelle quali essa vive e per individuare soluzioni di prevenzione e adattamento adeguate.

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00:00Fessure, ferro corroso, oscillazioni anomale e calcinacci in caduta rappresentano i campanelli
00:05allarme più evidenti per infrastrutture stradali e ferroviarie, ma una minaccia seria e invisibile
00:10è legata anche ai cambiamenti climatici. È quello che emerge dal rapporto di Nexta,
00:15società di ingegneria del gruppo Bureau Veritas in Italia, che fornisce indicazioni innovative
00:19sulla sicurezza in tema di controlli e ispezioni. Queste infatti non possono limitarsi alla ricerca
00:24di difetti, ma è necessario verificare anche se siano cambiate le condizioni per le quali
00:28le opere erano state progettate. Un'infrastruttura può mantenere un aspetto apparentemente integro,
00:34ma in realtà trovarsi a operare in un ambiente diverso rispetto a quello considerato in origine.
00:38Ogni struttura viene progettata sulla base di determinate condizioni ambientali, idrologiche,
00:43geologiche e geotecniche nel corso della vita utile dell'opera. Tuttavia, questi parametri
00:47possono modificarsi. L'aumento delle temperature, l'alternanza tra periodi di siccità e precipitazioni
00:53intense, la variazione dei regimi di piena e l'instabilità dei versanti cambiano drasticamente
00:58il quadro di riferimento e le sollecitazioni a cui sono sottoposte le infrastrutture, aspetti
01:03che la crisi climatica rende sempre più attuale. In Italia, la rete di infrastrutture comprende
01:08circa 600.000 km di strade, oltre 16.000 km di linee ferroviarie, circa 240.000 ponti e
01:15viadotti censiti e 3.500 gallerie. Il 60-70% di queste opere è stata realizzata più di 30
01:22anni fa sulla base di condizioni climatiche, idrologiche e territoriali diverse da quelle
01:26attuali. Secondo l'ISPA, nel 2023, il 18,4% del territorio nazionale risultava a rischio
01:33frana e il 4,1% a rischio alluvione, nello scenario di pericolosità più elevata. E ora,
01:39su questa situazione, impattante la tendenza di variabilità dei valori climatici in Italia,
01:44che confermano un incremento veloce delle temperature, una riduzione della piovosità con un importante
01:49incremento di intensità dei singoli eventi. In questo contesto, opera Nexta, impegnata da anni
01:54nella valutazione, nel monitoraggio e nella gestione delle infrastrutture del territorio.
01:59Grazie a un gruppo di professionisti con competenze multidisciplinari, Nexta affronta
02:03questi temi integrando ingegneria strutturale, idraulica, geotecnica, ambientale e gestione
02:07del rischio. Un approccio coordinato, secondo Buro Veritas, è infatti essenziale per comprendere
02:13non solo lo stato di un'opera, ma anche l'evoluzione delle condizioni nelle quali essa vive e per
02:18individuare soluzioni di prevenzione e adattamento adeguate.

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