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00:05Spostiamoci in Francia invece dove l'OAT, il titolo di Stato francese a 10 anni, rende il 4,94%,
00:11prende un po' di respiro dopo la forte pressione, le forti vendite delle scorse giornate.
00:16Ricordiamo il 22 ottobre aveva bucato per la prima volta dal 2022, quindi per la prima volta da 24 anni,
00:22la soglia del 5%.
00:24Vediamo però come questa crisi, o se non crisi, questa forte tensione sul debito sovrano francese viene vista dal mondo
00:33delle imprese.
00:34Abbiamo in collegamento Edouard Néron, presidente della Camera di Commercio Italo-Francese.
00:39Ben ritrovato, buon pomeriggio, grazie per essere qui con noi.
00:42Sì, la ringrazio Carlo. Prima di entrare nel merito dei dati economici e dell'intervista,
00:47magari ci tengo a ricordare la prospettiva della quale parlo oggi, quella della Camera di Commercio Francia-Italia.
00:54Fondata nel 1885, siamo la più antica Camera di Commercio presente in Italia.
01:01Un'istituzione radicata a Milano, Roma, Napoli,
01:04e rappresentiamo 450 aziende associate che spaziano dai grandi gruppi industriali, finanziari,
01:11fino alle PMI più dinamiche.
01:13Quindi a livello globale facciamo parte di una grande rete, però siamo molto radicati qua in Italia.
01:19Esatto, recitato appunto quelle stee 450 imprese,
01:22il legame fortissimo come Camera di Commercio tra Italia e Francia,
01:26prodromico anche allo sviluppo di opportunità di business.
01:30Il primo commento che le chiedo è molto generale.
01:32Lei con quanta preoccupazione guarda a questa situazione,
01:36perché comunque le tensioni sull'economia francese si sono travasate comunque sul mercato dei capitali.
01:43Parlavo del mercato obbligazionario, questo effetto spillover che aveva già riguardato,
01:48per esempio l'Italia, per esempio la Grecia, la Spagna, l'Irlanda,
01:50tanti anni fa nella crisi del debito sovrano del 2011-2012,
01:55e oggi invece, sembrava dimenticato, lo ritroviamo per un'economia molto più grande,
02:00la seconda dell'eurozona quella francese.
02:02Quanto siete preoccupati?
02:04È ovvio che i mercati e il mondo economico guardano certamente con molto serietà
02:10i parametri della finanza pubblica francese.
02:13I numeri fotografano una fase abbastanza complessa, come lei l'ha già detto.
02:17Il debito, che ha raggiunto quasi 3,5 miliardi di euro,
02:22è un disavanzo previsto al 5,4% per il 2026,
02:27in percentuale del PIL, quindi comporterà emissioni ricordi di indebitamento
02:33per l'anno prossimo e un onereo per interessi altissimi.
02:38Di fronte al piano di aggiustamento dal governo francese,
02:42la posizione del tessuto imprenditoriale,
02:45espressa con grande coerenza e fermezza,
02:47penso che dal MEDEF, che è l'organizzazione padronale in Francia,
02:52nelle ultime settimane è categorica.
02:54Il riequilibrio di bilancio non può essere e non deve avvenire
02:58attraverso un nuovo incremento della pressione fiscale sulle imprese.
03:02Sarebbe un errore strategico che smantellerebbe anni di politica dell'offerta
03:07e frenando anche sul nascere dell'attrattività e della competitività.
03:13Quindi se guardiamo al confronto con l'Italia,
03:15vediamo una dinamica molto interessante.
03:17In Italia abbiamo puntato su una crescita dall'1% nel 2026
03:24e stimiamo un deficit che scenderà sotto la sola del 3%,
03:28speriamo nel 2027.
03:31Quindi quali sono le ricadite per l'intercambio tra la Francia e l'Italia?
03:35Come lo vediamo noi dalla CCI,
03:39a dispetto dei timori, l'impatto immediato è estremamente limitato
03:43per chi vive da entrambi i lati della frontiera.
03:47Le catene del valore italo-francesi,
03:49dalla meccanica alla chimica all'aerospazio all'agroalimentare,
03:54sono cose integrate e complementari
03:56che non si arrestano per le oscillazioni elettorali.
04:00Quindi dal nostro punto di vista,
04:02le imprese dei nostri due paesi hanno sviluppato
04:05un'elevante resilienza
04:06che dovrebbe aiutarci ad assorbire la volatilità
04:10e continuare a fare sempre più scambi di beni e servizi
04:15perché la convenienza industriale di fondo
04:17resta, secondo me, abbastanza inalterata.
04:21Ecco, ha già anticipato molti punti.
04:24Le chiedo se non tanto nell'interscambio
04:27quanto nella propensione all'investimento,
04:29negli investimenti diretti esteri
04:31o anche solo non inide,
04:33ci può essere un qualche impatto
04:35da questa crisi sull'asse Francia-Italia,
04:38a suo avviso e dal suo osservatorio.
04:41Secondo me c'è un punto abbastanza fondamentale.
04:44Vediamo un rischio,
04:45perché lei ha parlato prima della Grecia,
04:48della Spagna,
04:48che sono stati anche in grande periodo di difficoltà anni fa.
04:52Vediamo questa stessa criticità,
04:56una crisi sistemica.
04:58La risposta è no.
05:00Non vi è alcun rischio di colasso,
05:03di liquidità a breve termine.
05:05Per me la vera minaccia
05:06per il tessuto produttivo francese
05:09con ricadute magari all'estero
05:11è più insidiosa
05:13ed è a medio termine.
05:15Quando uno Stato assorbe risorse,
05:17ricordo, per pagare gli interessi
05:18del debito pubblico,
05:20lo spread si arrega così tanto,
05:22come lei l'ha detto,
05:23di quasi 140 punti di base.
05:26Le condizioni di rifinanziamento
05:28per l'intero settore privato
05:30si inapriscono
05:31e se a questo costo del capitale
05:35si aggiunge una pressione fiscale
05:37che resta a livelli comunque altissimi
05:39dal lato francese,
05:41l'effetto immediato
05:42è una contrazione dell'autofinanziamento
05:45insieme agli investimenti.
05:46Lo vedo chiaramente dall'angolo industriale,
05:50nei settori energivori
05:51o a forte intensità di capitale,
05:54è ovvio che decisioni di investimento
05:56da centinaia di milioni di euro
05:58potrebbero avere una decisione
06:00un po' più lunga
06:00o un orizzonte temporaneo
06:02che si sposterebbe un po' in là,
06:04dando spazio un po' alla realtà
06:06che sta vivendo oggi il Paese.
06:08Quindi questo è il danno reale,
06:09non un'esplosione finanziaria,
06:11ma un progressivo svuotamento
06:14della capacità di ammodernamento
06:18dell'industria europea
06:19e la capacità di investimento.
06:22Chiarissimo.
06:23Noi italiani, guardando la Francia,
06:25invidiamo e anche ammiriamo
06:26la capacità di generazione di energia elettrica
06:29dovuta dagli investimenti nucleari
06:31fatti in maniera molto puntuale negli anni 70.
06:34Il tema è molto dibattuto anche in Italia.
06:38Eppure ci sono comunque dei segnali
06:40che questa crisi dell'energia,
06:42malgrado la minore dipendenza di Parigi
06:45dagli idrocarburi,
06:47stia mordendo anche le imprese francesi.
06:49Il gas a 95 euro al megawattora
06:52sul TTF ad Amsterdam,
06:53il petrolio sopra i 110 dollari al barile,
06:57contratto Brent ovviamente.
06:59Quanto può impattare sulle imprese francesi
07:01anche qui se può essere un elemento
07:04che disturba l'interscambio Italia-Francia,
07:07il quale è il più delle volte
07:09o via mare o via ruota?
07:13È ovvio che la Francia da questo punto di vista
07:16puramente energetico è messa a meglio dell'Italia
07:19perché noi siamo comunque in Italia
07:21molto dipendenti sul gas
07:23e quindi bisogna trovare un modo
07:25per avere una visione
07:27sulla procura di energia
07:29per i prossimi anni.
07:32Se guardiamo al livello francese
07:34è ovvio che siamo anche collegati
07:36al gas naturale
07:37che è indirizzato più o meno
07:39al livello europeo,
07:41quindi non si vede solo al livello del paese
07:43è quello che anche soffriamo in Italia.
07:46Quindi secondo me
07:47questo deve essere assolutamente
07:49un'opportunità
07:50al livello dell'Europa,
07:52dell'Unione Europea
07:53per ripensare una strategia
07:54un po' più industriale
07:56su come fare ad abbassare
07:59i costi dell'energia.
08:01I segnali operativi
08:02devo dire sono già
08:04e vanno incoraggiati.
08:06Quindi penso alla legge
08:07sul quadro dell'energia nucleare
08:11sostenibile promulgata in Italia
08:13per sviluppare gigawatt
08:16entro il 2050.
08:17Penso alla cooperazione
08:19sulla filiera energetica
08:21Francia-Italia
08:22con Ansaldo,
08:23IDF e altri
08:24per creare un'area di competenza
08:28molto spinta sul nucleare.
08:30Penso anche alla forza negoziale
08:32che potremmo avere
08:33nell'acquisto di materie prime
08:36e questo ci fa dire
08:37che comunque l'Unione Europea
08:40forte insieme
08:41potrebbe dare una vera spinta diversa
08:43per quanto riguarda
08:45il mondo dell'energia.
08:46Poi c'è anche una intesa
08:48in parallelo
08:49che va discussa
08:50sul sistema e le regole dell'ITS,
08:52sul trasporto maritimo,
08:54sugli energivori
08:55che sono al momento
08:57in discussione
08:58a livello del Parlamento Europeo.
09:00Quindi questa deve essere
09:01la vera risposta
09:02a livello francese
09:04e non mi aspetto
09:05un fattore aggravante
09:07perché come dicevo prima
09:09la Francia è messa
09:10meglio degli altri
09:11per conto del misto
09:12di produzione
09:13dell'energia elettrica
09:14in particolare.
09:16Neron,
09:17chiudo con
09:19una domanda generale
09:20però non so se ricorderà
09:21quando nel 2011
09:22ci fu quel siparietto
09:23tra la Merkel e Sarkozy
09:25in merito alla capacità
09:26del governo Berlusconi
09:27di tenere fede
09:28a ciò che chiedeva
09:29la Banca Centrale Europea.
09:31Era evidente
09:32all'epoca
09:32la sfiducia
09:33nei confronti dell'Italia
09:34e nella capacità
09:35di mantenere
09:35un rigore fiscale.
09:36Le chiedo,
09:37lei che vive a cavallo
09:38delle due economie,
09:40c'è qualcosa
09:41che la Francia
09:41può imparare
09:43dall'Italia
09:43degli ultimi anni
09:44che può essere
09:45di fatto
09:46traslato
09:48nel mondo
09:48economico francese?
09:50Se vogliamo
09:51analizzare un po'
09:53con lucidità
09:54quanto è accaduto
09:56all'Italia
09:57secondo me
09:58in quel periodo
09:59le imprese italiane
10:00hanno subito
10:01un durissimo
10:02credit crunch
10:03quindi collegato
10:05a un colo
10:05della domanda
10:06interna
10:07e tassi insostenibili.
10:08Eppure
10:10è proprio
10:10questa crisi
10:11che ha spinto
10:12il capitalismo
10:13un po'
10:13all'italiano
10:14per una trasformazione
10:15straordinaria
10:16quindi
10:17tutto
10:18il tessuto
10:20imprenditoriale
10:21e industriale
10:22italiano
10:23ha ridotto
10:23l'indebitamento
10:25bancario
10:25ha diversificato
10:27le fonti finanziarie
10:28ha modernizzato
10:30gli impianti
10:31e ha puntato
10:31con forza
10:32sull'export
10:32ad altissimo
10:33valore aggiunto
10:34e quindi
10:36quello magari
10:37potrebbe essere
10:38un esempio
10:38molto credibile
10:39per la Francia
10:41per uscire
10:41un po'
10:41di questa situazione
10:44facendo anche
10:45leve
10:45sulle possibilità
10:46che potrebbe
10:47offrire
10:47il mercato
10:48europeo
10:50un po'
10:50più protetto
10:51dai dazi
10:53antidumping
10:54e altre
10:55varie
10:56diciamo
10:56criticità
10:57che stiamo
10:58affrontando oggi
10:59però facendo
11:00veramente
11:00opera comune
11:01su tutto
11:02il mercato
11:02europeo
11:03benissimo
11:04allora
11:04grazie al presidente
11:05della camera
11:06di commercio
11:06ditole francese
11:07edward niran
11:08grazie ancora
11:08per la sua partecipazione
11:10e arrivederla
11:11grazie a tutti