00:00Torino, tra sedi, un artista che pur a cento anni dalla sua nascita continua ad essere attuale, contemporanea, mai richiudibile
00:07dentro definizioni fisse.
00:09Marisa Merz, la danza delle ore, titolo bellissimo, si articola in tre atti in Fondazione Merz alla GAM e al
00:15Castello di Orivoli
00:16e in ciascuno spazio la sua storia viene raccontata in modi diversi per comporre alla fine un ritratto plurale.
00:22Qui in Fondazione con Beatrice Merz abbiamo pensato di costruire una mostra intorno all'idea della trasformazione, della metamorfosis, della
00:32sperimentazione.
00:34Abbiamo provato a far capire al pubblico ma anche a presentare tante opere inedite, opere finite, opere iconiche, però anche
00:44opere sperimentative, nel senso sia con il materiale che con il pensiero.
00:49Lo spazio che resta aperto non definito, le pratiche molteplici dalla scultura all'installazione, dal disegno alle opere più grandi,
00:56come la Living Sculpture del 1966, che viene presentata dopo un importante restauro.
01:02Entrare nel mondo di Marisa Merz è un'esperienza intensa, non facile, ma piena di sorprese che dialoga anche con
01:08la dimensione museale.
01:09Il mio lavoro qui alla GAM, spero che lo si percepisca là fuori, è proprio di riuscire a far sì
01:15che l'opera entra dentro ma rimane viva, cioè il museo non mortifica, cioè non fa diventare morte le opere,
01:23ma le rende vive.
01:24Quindi io spero che questa mostra, pur avendo una tonalità museale per la qualità dei lavori che ha, cioè di
01:30tappe storiche importante nell'opera di Marisa, sia anche però piena di vita o comunque che faccia capire la profonda
01:37vitalità che animava l'opera di Marisa.
01:40Questa vitalità, si sente, è invisibile ma presente come se fosse un campo magnetico e si protende verso l'esterno.
01:47Così, se in Fondazione Merz è presente un intervento fotografico di Tassi Tadine, al Castello di Orivoli dieci artiste più
01:54un pittore giottesco hanno creato dei lavori ispirati alla Merz.
01:58Marisa Merz è stata accolta come a costituire una sorta di infrastruttura immaginaria, una cassa di risonanza per ospitare dieci
02:08artiste e un undicesimo che ha gnologati, per cui passato e presente è una proiezione verso il futuro.
02:14Lei è stata un'artista libera, non amava essere definita, non amava essere chiusa dentro delle definizioni precise, capricciosa, amante
02:23della musica, era proprio uno spirito libero.
02:25Questa libertà, che è complessa e tutt'altro che scontata, sembra essere alla fine la cifra costante di tutti i
02:32momenti del progetto espositivo, ma forse il vero valore delle tre mostra è che, comunque, Marisa Merz è inafferrabile e
02:39continua a volare verso il futuro, come una delle sue bellissime figure che si allungano sulla tela, enigmatiche e perfette.