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  • 2 giorni fa
Una famiglia milanese ha restituito alla spiaggia di Is Arutas, nel territorio di Cabras, 40 chilogrammi di chicchi di quarzo bianco prelevati oltre quarant'anni fa. Un gesto simbolico che riaccende l'attenzione sulla tutela delle spiagge della Sardegna e sull'importanza di preservare un patrimonio naturale unico al mondo.

La sabbia era stata portata via nel 1979, quando Silvia Ferrari, allora adolescente, aveva raccolto insieme ai genitori una quantità di quarzo dalla spiaggia del Sinis per realizzare un giardino zen nella propria abitazione a Milano. All'epoca la consapevolezza sui danni provocati dall'asportazione della sabbia dai litorali era molto meno diffusa rispetto a oggi, ma nel tempo è maturata una nuova sensibilità verso la protezione degli ecosistemi costieri.

La decisione di restituire il materiale naturale alla Sardegna è nata soprattutto dal desiderio della madre di Silvia, oggi scomparsa, che aveva compreso l'importanza di restituire alla natura ciò che le appartiene. Un percorso di consapevolezza rafforzato anche dalle campagne di sensibilizzazione portate avanti sui social dalla pagina "Sardegna rubata e depredata", impegnata da anni nel denunciare il fenomeno del prelievo illegale di sabbia, conchiglie e ciottoli dalle spiagge dell'isola.

Il caso richiama anche il quadro normativo sulla tutela delle coste. Sebbene negli anni Settanta la percezione del problema fosse limitata e le informazioni sulla fragilità degli ambienti dunali e sabbiosi fossero meno diffuse, la rimozione di sabbia, ghiaia, ciottoli e conchiglie dal demanio marittimo era già vietata dal 1942, secondo quanto previsto dall'articolo 1162 del Codice della Navigazione.

La restituzione dei quarzi di Is Arutas è stata accolta positivamente dall'amministrazione comunale di Cabras e dall'Area Marina Protetta Penisola del Sinis - Isola di Mal di Ventre, realtà impegnate nella protezione di uno dei tratti costieri più preziosi della Sardegna. Il ritorno della sabbia rappresenta un esempio virtuoso di responsabilità ambientale e di attenzione verso la conservazione del territorio.

Nonostante i controlli negli aeroporti, l'attività di sensibilizzazione e una crescente attenzione da parte dei cittadini, il fenomeno dei furti di sabbia dalle spiagge sarde rimane ancora difficile da contrastare completamente. La tutela di questi ambienti richiede interventi continui, attraverso campagne informative nelle scuole, comunicazioni più efficaci nei porti e negli aeroporti e politiche ambientali sempre più incisive.

La vicenda di Is Arutas dimostra come anche un piccolo gesto individuale possa contribuire a diffondere una maggiore consapevolezza sul valore del patrimonio naturale della Sardegna. La sabbia non è un semplice souvenir, ma una risorsa fragile e irripetibile che appartiene all'equilibrio dell'ecosistema costiero e alle future generazioni.

Una produzione TCS S.r.l. 2026 www.telecostasmeralda.tv

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00:02Esprimere il desiderio di chi non c'è più, di chi in vita aveva compreso e capito che ciò che
00:07è della natura alla natura va lasciato.
00:09Quella che si è svolta tra il nord Italia ed il litorale di Cabras è una storia di consapevolezza e
00:15di presa di coscienza,
00:17nata dall'informazione sorta sui social grazie al lavoro della pagina Facebook Sardegna rubata e depredata.
00:23Era il 1979 quando Silvia Ferrari era adolescente e frequentava la Sardegna con i genitori.
00:30Tutta la famiglia rimase estasiata dai colori e dalla spiaggia composta dai chicchi di quarzo bianco, quella di Sarutas,
00:37tanto che decisero di portarne via il quantitativo necessario per creare un giardino zen a Milano.
00:43Vennero portati via 40 chili.
00:45Una consuetudine diffusa negli anni senza distinzione di proverienza dei visitatori e che ancora oggi si fa fatica a eradicare.
00:54Gli anni 70 erano gli anni in cui non vi era l'informazione di oggi, molti non sapevano che la
00:59sabbia impiega millenni a formarsi
01:01e non vi era una rete strutturata a tutela delle bellezze naturalistiche deboli e fragili come la sabbia del Sinis.
01:07Ma il codice della navigazione era già in vigore. Lo era fin dal 1942 con l'articolo 1162 che vieta
01:15l'asportazione di sabbia, ciottoli, conchiglie dai litorali.
01:28La storia della famiglia Ferrari è intrisa di significato, vuole essere un monito per quanti, inconsapevolmente o no, hanno portato
01:35via un pezzo di Sardegna nel tempo.
01:37La mamma di Silvia Ferrari oggi non c'è più, ma la figlia ha esaudito uno dei suoi desideri, riportare
01:43la sabbia a casa.
01:44Un desiderio esaudito e accolto con grande positività dall'area marina protetta a penisola del Sinis, isola di Maldiventre, dall
01:51'amministrazione di Cabras.
01:53La notizia è stata condivisa anche dalla pagina Sardegna rubata e depredata, che ha il grande ruolo di aver contribuito
02:00a sensibilizzare migliaia di persone sull'argomento
02:03e portare alla ribalta l'immenso lavoro di tutela che gli operatori aeroportuali degli Scali Sardi portano avanti da sempre.
02:10Tanto c'è ancora da fare una comunicazione più incisiva sui mezzi di trasporto, dai per la Sardegna, programmi di
02:17sensibilizzazione nelle scuole,
02:19informazioni più presenti, azioni politiche più decise e mirate.
02:23Mentre si aspetta, i cittadini fanno la loro parte, dando il buon esempio.
02:27Grazie!
02:27Grazie!
02:28Grazie!

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