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NovitàTrascrizione
00:27Grazie a tutti
00:30Ben ritrovati edizione serrale del nostro magazine, apriamo con un dato preoccupante, sempre più studenti sardi decidono di studiare fuori
00:39dall'isola, il primo doloso passo verso un viaggio senza ritorno, vediamo.
00:47Università, studenti e futuro, in Sardegna per nulla, meglio da un'altra parte dell'Italia, dell'Europa, nell'isola proprio
00:54no ai noi.
00:55Sardegna, Terra Matrigna, ostile quando si ragiona sui profili della meglio gioventù universitaria sarda.
01:02Cominciamo da un dato, nel 2022 il 16,7% e lo ripetiamo con dolorosa fermezza, 16,7% degli
01:10studenti universitari ha preferito trasferirsi in altre regioni scegliendo il percorso formativo.
01:16La statistica aumenta del più 5% se si calcola l'indice negli ultimi dieci anni, una vera e propria
01:23emorragia di competenze e professionalità.
01:26Lasciate andare via.
01:28Dati sconfortanti perché si ragiona sulla visione di futuro dei ragazzi e delle ragazze sardi.
01:33E allora cominciamo.
01:34Cominciamo appunto dai numeri redati dall'Ufficio Studi della CNA Sardegna che delineano e disegnano un quadro per nulla, ben
01:42augurante.
01:43Il numero dei giovani universitari sardi che studiano negli Atenei Isolani è passato dai 47.464 dell'anno accademico 2010
01:52-2011
01:53ai 35.842 del 21-22, tradotto più di 11.000 studenti in meno.
02:03Dall'altra parte è cresciuto il numero dei residenti iscritti nelle università di altre regioni, da 6.040 a 7
02:10.184.
02:13Elemento quest'ultimo sintomatico, doloroso anche questo, perché chi decide di trasferirsi con tutti i problemi logistici di affitto
02:22e altro per studiare fuori dalla sua regione rappresenta un viaggio di non ritorno, ovvero mi lauro e poi continuo
02:29la mia strada fuori dalla Sardegna.
02:31Analisi impietosa e purtroppo sempre più allargata, anche perché, commentano all'unisolo Tomasi e Porcu, presidente e segretario CNA,
02:40questo trend non si riesce a bloccare.
02:42I giovani laureati proseguono, devono essere valorizzati, anche perché condurre e fare un'esperienza fuori non è di per sé
02:49un fattore negativo,
02:50ma oggi il tema è più importante, anzi è quello di cercare di farli rientrare, soprattutto restare e valorizzarli,
02:59già restare e valorizzarli, creare le condizioni per poter dare al massimo e sfruttare al massimo le loro competenze,
03:08competenze da svolgere nel nostro tessuto economico e sociale, un fenomeno questo dell'emigrazione universitaria
03:15che si connette con un altro dato, ovvero quello demografico, un processo di invecchiamento dell'intera regione
03:21e per contro un assottigliamento della fascia giovanile, ovvero quella dai 19-24 che passa
03:27dalle 104.727 dell'anno 2010-2011 alle 83.000 del 2022, insomma 22.000 residenti meno in 21 anni,
03:39con quella percentuale meno 20,7% che è da brividi.
03:45Altra curiosità, non proprio simpatica per usare un eufemismo, spulciando il documento della CNA,
03:50l'attrattività dei nostri atenei non gode di buona salute, si passa dai 210 studenti residenti
03:57in altre regioni dell'anno accademico 2010-2011 ad appena lo 0,4% del totale, ai 731 del 21
04:05-22,
04:05insomma 2% degli iscritti. Infine, se si ragiona sulla realtà complessiva della popolazione
04:12residente, solo il 22% risulta in possesso di un titolo accademico, valore basso, bassissimo,
04:19inferiore alla media nazionale, 24,3% e si confrontano gli altri paesi europei, tra cui
04:24Francia 45,7% e Spagna 46,4%. Beh, il commento finale va da sé.
04:33Il suino sardo diventa presidio slow food, vediamo i dettagli in questo servizio.
04:40È una delle razze più identitarie della Sardegna, conosciuta a livello internazionale
04:45per la sua genuinità e per il suo consumo diffuso in tutta l'isola. Il maialino arrosso,
04:51subrocedio in lingua sarda, così come tanti turisti amano chiamarlo, rappresenta per molti
04:56il piatto regionale simbolo, quello che si prepara per le feste, quello che si associa
05:01al tratto ospitale dei sardi, dal forte valore, anche culturale, con 6.000 anni di storia dell'allevamento
05:07di maiale. Adesso questa razza autoctona, così particolare, mantello scuro, taglia piccola,
05:13zampe corte robuste e una criniera di lunghe setole sulla schiena, diventa un presidio slow
05:19food dopo aver penato 40 anni per eradicare il virus della peste suina. Con il conseguente
05:24embargo sulle esportazioni di carni dalla regione è caduto definitivamente il 15 dicembre
05:30del 2022. Allevato in tutta l'isola, dalle Barbagio al Gen Argento e su Pramonte dall'Ogliastra,
05:36passando per il Sarrabus Gerrei, l'area del Monte Linas, fino al Succis Iglesiente, il suino
05:41sardo può da un anno essere nuovamente esportato e carni e salumi varcano il mare per affermare
05:47il valore della nostra biodiversità, di un prodotto locale che si è salvato anche grazie al lavoro
05:52di alcuni allevatori sostenuti dall'Associazione Allevatori della Regione Sardegna, che dal
05:571920 cura un libro genealogico di razza e che oggi si occupa anche dei controlli per la
06:03sua continuazione. La presenza del suino sull'isola infatti è antichissima, risale addirittura
06:09al Neolitico, con testimonianze anche nel periodo nuragico, con ritrovamenti di statuine bronze
06:14che raffigurano il maiale domestico e il cinghiale, mentre nel Medioevo vari capitoli del codice
06:19di Mariano IV, giudice d'Arborea, sono riservati proprio al suo allevamento. Eppure quella che
06:26per secoli è stata l'usanza dei sardi che avevano in casa almeno un maiale per soddisfare
06:30le esigenze familiari, ha conosciuto un brusco stop sul fine degli anni 70 con l'arrivo in
06:36Sardegna della peste suina africana, cui seguì il divieto di commercializzare carni e salumi fuori
06:42dalla Sardegna. Ma oggi il mercato suinicolo può vantare un altro motivo per rallegrarsi,
06:47oltre appunto la sconfitta del virus. L'ingresso tra i presidi Slow Food, se al momento sono
06:53solo tre i produttori che aderiscono al circuito, di cui due sono allevatori e uno soltanto
06:58trasformatore, quelli però complessivamente interessati al programma di recupero della
07:02razza del suino sardo, iscritti anche al repertorio regionale delle agrobiodiversità,
07:08sono una novantina, il triplo di vent'anni fa. Grazie al pascolamento, il cosiddetto semibrado
07:14controllato, che prevede ampia libertà di movimento e una doppia recinzione per evitare
07:18che i suini domestici entrino in contatto con i cinghiali, l'animale si sposta parecchio e
07:24consuma molto dell'apporto nutritivo che assume gruffolando, come sottolinea il responsabile
07:29Slow Food del presidio Raimondo Mandis. Ne deriva una carne dal grasso importante, ma dalle
07:35caratteristiche nutrizionali ottimali, con bassa percentuale di grassi insaturi. E seulo,
07:40proprio in questi giorni ne afferma l'importanza con la seconda edizione di Procargius, appuntamento
07:46interamente dedicato al maiale con convegni, laboratori gastronomici e degustazioni, con
07:51un fuoco sempre acceso fino al prossimo 17 dicembre.
07:57Alla Sardegna non basta il turismo per crescere, vediamo perché.
08:04Da una parte la bellezza e il turismo. Il turismo è la bellezza e il turismo che traina
08:10l'economia di un'intera isola, solo per pochi mesi però. I dati, le presenze e gli arrivi
08:16di questa stagione 2023 all'insegna dei numeri, meglio, delle presenze fantastiche. Dal 1 luglio
08:23al 30 agosto il traffico complessivo, arrivi e partenze nei tre aeroporti e nei quattro porti
08:29dell'isola, raggiungono la cifra monster di 5.401.225, in poco più di un mese, insomma.
08:37Bicchiere pieno?
08:39Dall'altra, purtroppo, ai noi, le criticità. La Sardegna rientra nella lista delle 22 regioni
08:45che Bruxelles classifica come meno sviluppate. Già, la strana storia è le contraddizioni
08:51di una terra, credo scopio, di immagini e contraddizioni, appunto. A volte belle altre che ci riportano
08:59ha un passato antico. Lo studio Europa 2030, la Sardegna e gli obiettivi di sviluppo sostenibile
09:05non è altro che la versione territoriale dell'agenda politica economica votata il 25 settembre
09:11del 2015 dall'ONU. Quella risoluzione delle Nazioni Unite venne sostenuta da 193 paesi,
09:18tra cui l'Italia, e oggi, come allora, prevede 17 obiettivi attraverso i quali raggiungere
09:24i macro risultati operativi. L'isola, rientrata nel gruppo NUTS2, nomenclatura statistica comune
09:32delle unità territoriali per via della popolazione, compresa tra gli 800 mila e i 3 milioni di
09:39abitanti, i residenti sono precisamente 1 milione 575 mila e 28, avendo poi un PIL pro capite
09:47inferiore del 75% rispetto alla media europea dei 27 paesi membri, ecco allora il bollino
09:55di regione meno sviluppata. A questo aggiungiamo che, sempre in base allo studio, la Sardegna
10:00è una delle regioni con il tasso di rischio povertà più alto. Nella nostra isola è stato
10:05rilevato un valore del 30,8% che corrisponde alla quota di popolazione esposta a condizioni
10:13di indigenza. Si tratta di cittadini con una disponibilità economica che non raggiunge
10:17il 60% del reddito medio nazionale. Insomma, il turismo non basta proprio per cercare di
10:25tamponare questo fenomeno che mette l'isola in una condizione davvero preoccupante.
10:34Il vintage che è passione e la Sardegna non si sottrae a questo trend che sta investendo
10:46il mondo. Un ritorno al passato in contrasto con un'industria spersonalizzata di capi di
10:51abbigliamento tutti uguali, così come l'oggettistica e la mobilia delle grandi multinazionali. Ed allora
10:58ecco che tutto ciò che arriva dal più recente passato rivive e viene valorizzato. Sono i
11:03giovanissimi che lo hanno riportato in vita, come quelli che frequentano l'Istituto Europeo
11:08di Design, che hanno contribuito ad organizzare il Vintage Day con alcune aziende del capoluoco
11:13che da sempre si occupano di modernariato, second hand, riciclo, fatto a mano. Una giornata
11:20aperta al pubblico che vive fuori dalle aule di un istituto dove si studia fashion design.
11:25Il fashion però non può prescindere dal passato, apprendendo da stilisti e design o
11:31da maestri e artigiani come si costruisce un oggetto, confeziona un abito su misura, quali
11:36stoffe pregiate durano nel tempo, quali stratagemmi per rendere tutto più comodo.
11:41La volontà di costruire questo evento, che è già la sua seconda edizione, per voler raccontare
11:47che il passato può essere estremamente contemporaneo, già in una visione comunque di upcycling,
11:55se ne parla tanto di upcycling, riciclo, riuso. Questo evento si pone proprio in una parte sia
12:03didattica, quindi anche per conoscere delle cose che non conoscevamo, sia su una parte
12:08comunque di apertura alla città per raccontare un'esperienza.
12:12In questa scuola dove studiano moda si riavvicinano al passato con l'intento anche di vedere,
12:19toccare tessuti che non esistono più, tagli, capi che normalmente non vedrebbero nei negozi
12:26di oggi, soprattutto con l'avvento dei fast fashion, insomma la moda è stata un po' declassata.
12:32Non possiamo parlare di moda oggi, si può parlare piuttosto di una moda, un lusso che cerca
12:44di ritornare ai vecchi albori, quindi con tagli sartoriali, con una cura nel dettaglio che il vintage ha.
12:51Noi vogliamo sensibilizzare anche il nostro pubblico, ovviamente anche i clienti, al riuso,
12:58al riciclo, alla sostenibilità, che è un tema molto importante e molto attuale soprattutto.
13:06Senza mai dimenticare la nostra identità, chi è nato in Sardegna si porta nel cuore gli oggetti,
13:11le forme, gli stili che ha respirato in quest'isola fin da piccolo.
13:15Succede, succede anche nei giovani, perché nelle loro case spesso, soprattutto chi non abita
13:22proprio a Cagliari, in città, si può ritrovare in casa anche il costume del suo paese o del suo luogo
13:30di origine.
13:31Quindi sì, una ragazza per esempio del primo anno, quindi una ragazza di 18-19 anni, mi ha chiesto
13:36se poteva portare in classe il costume del suo paese per farlo vedere ai compagni.
13:42Quindi c'è sempre anche un fascino verso la nostra tradizione, sì.
13:46Ma l'Istituto Europeo di Design, nato in Sardegna ed esportato anche in Italia,
13:50è anche una fucina di talenti, di giovani che scoprono nuovi modi per realizzare oggetti di uso comune,
13:56come spiega il direttore Antonio Lupinu.
13:59Volevo anche farvi vedere uno dei laboratori molto attivi che abbiamo nella scuola,
14:03che è quello di modellistica, dove oggi a lavoro abbiamo degli studenti che stanno creando una lampada
14:08e partono con dei metodi quasi tradizionali per poi integrarli con la stampa 3D e poi il collaggio della ceramica.
14:16Stiamo utilizzando la stampa 3D per ottenere delle forme difficili da fare a mano
14:21e poi attraverso i metodi di collaggio e di sviluppo di stampi tradizionali in gesso
14:27andiamo a replicare queste forme in materiali tradizionali, quali la ceramica.
14:31Oggetti che in qualche modo traggono spunto dal design di una volta,
14:35che non ha smesso mai di affascinare,
14:37come gli oggetti portati in mostra all'Istituto Europeo di Design da Massimiliano Murru di My Mask.
14:44Credo che in questo mondo sia arrivato il momento di cercare di comprare meno robe nuove,
14:49cercare di riciclare, anche perché negli anni 60, anni 50, anni 60 in Italia abbiamo prodotto veramente degli oggetti straordinari.
15:00Questo addirittura veniva utilizzato nelle grosse, quando non c'erano i PC che dove potevi catalogare tutti i dati all
15:06'interno del PC,
15:07gli ingegneri e i creativi si portavano appresso, infatti Bobbi si chiama per quello,
15:13così si portavano appresso Bobbi e mettevano tutta l'attrezzatura per disegnare.
15:20Bene, abbiamo finito il tempo a nostra disposizione, vi ringrazio per averci seguito,
15:24arrivederci alle prossime edizioni.
15:42Grazie a tutti i nostri spettatori, vi ringrazio per averci seguito,