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Novità
Trascrizione
00:00Grazie a tutti
00:30Continua il cammino attraverso i valori, la cooperazione tra i popoli e i paesi, la solidarietà sociale ed economica in
00:36una parola Europa, anzi hashtag Europa è.
00:39Oggi c'è il prorettore innovazione e territorio dell'Università di Ingegneria Fabrizio Pileo, lui preconizzando la rivoluzione legata alla
00:47transizione energetica racconta e spiega il futuro visto dagli occhi delle generazioni nuove.
00:54Nel 73 un certo Emma Daly per la prima volta nel pensiero economico aveva messo la parola green economy, arriviamo
01:02a oggi, cosa ti viene in mente pensando a quella famosa parola green economy che pochi magari capivano?
01:08E' che abbiamo sprecato tanto tempo, questa è la prima cosa che mi viene in mente e che forse ne
01:13stiamo sprecando ancora perché nonostante ci siamo messi degli obiettivi ambiziosi,
01:18quindi forse se ne è iniziato a parlare poi ci siamo fermati per tanto tempo e nel 73 c'era
01:23anche la crisi petrolifera,
01:24eppure comunque non è servito a molto come messaggio, siamo andati avanti sempre sulla stessa direzione,
01:32adesso abbiamo degli obiettivi e sappiamo dove andremo a finire se continuiamo nella stessa strada,
01:37però si va avanti e ancora avanti e indietro, avanti e indietro e questo credo che sia forse qualcosa che
01:42non abbiamo ancora imparato
01:44o osservando il passato.
01:45I giovani e l'Europa trovino a connessione, provo a riavolgere magari il naso della memoria,
01:50quando eravamo giovani, finisci magari il diploma, vai all'università, però l'Europa cos'era?
01:56Non c'era ancora la generazione low cost, c'erano prezzi altissimi per spostarsi,
02:01qual è la tua percezione stando dal tuo osservatorio con i ragazzi?
02:06Sì, l'Europa per molti di noi era il viaggio, era il viaggio, quindi adesso è cambiato davvero tanto,
02:14adesso la percezione è quella europea, completa per i giovani ed è giusto, molto giusto che sia così.
02:21Quello che vorrei è che per i giovani ci fossero le stesse opportunità in tutta Europa
02:25e non ci fosse l'obbligo di doversi spostare da una parte dell'Europa verso un'altra parte dell'Europa.
02:30Fra l'altro è un periodo in cui abbiamo tantissimi investimenti, tantissima capacità di crescita,
02:36non so se stiamo pianificando davvero il futuro dei nostri giovani,
02:39nel senso che corriamo il rischio di investire tanto su di loro e poi i benefici di questo investimento
02:46vanno a ricadere in altre zone dell'Europa forse un po' più valide.
02:51È molto difficile tenere sul territorio un ragazzo bravo, quando gli dici per prendere il dottorato
02:57prendi un terzo, un quarto di chi fa lo stesso dottorato in Europa,
03:02o semplicemente più fortunato di te il canale di finanziamento per la stessa borsa in Italia
03:06arriva dall'Unione Europea e non dagli altri canali.
03:10Questo forse è qualcosa su cui dobbiamo riflettere.
03:12I giovani sono aperti all'Europa ed è giusto che si muovano,
03:15è giusto per l'Europa che si muovano, è giusto per tutti noi che si muovano,
03:18però quando invece è una costrizione perché non gli si sa costruire il futuro,
03:22allora è un problema e non tutti i giovani fanno il dottorato.
03:25Dove siamo qua? Mi sa di un posto abbastanza suggestivo.
03:29Qui siamo in un posto dove cerchiamo di studiare innovazione.
03:35Io personalmente nel settore energetico, ma tanti colleghi in altri settori,
03:40anzi innovazione vuol dire anche contaminazione di settori diversi.
03:43E' questa stanza che è una piccola biblioteca con anche un piccolo angolo musulare,
03:50però fa anche un po' da link tra il passato e il futuro.
03:54Alle mie spalle ci sono un po' di strumenti che hanno fatto la storia dell'elettrotecnica,
03:57che però ovviamente guardiamo al futuro e cerchiamo di fare in modo che l'elettrotecnica
04:03e l'elettricità siano fortemente collegati al verde.
04:07Quali sono secondo te le tecnologie, in parole povere,
04:11che possono aiutare, che sono a supporto della transizione energetica?
04:16Ma sai, le tecnologie che sono a supporto...
04:20La prima che mi viene in mente non è una tecnologia, ma è più un vettore energetico.
04:25Un vettore, sì.
04:27Ed elettricità.
04:28È paradossale, ma in realtà tutta la transizione energetica ruota attorno all'energia elettrica.
04:35Sostanzialmente stiamo affrontando una nuova rivoluzione industriale,
04:39analoga a quella che è la prima rivoluzione industriale dell'era moderna, quella di fine del 800,
04:44quando abbiamo appunto iniziato ad elettrificarci,
04:46ma abbiamo iniziato a fare anche tante altre cose di cui oggi paghiamo le conseguenze.
04:51Però abbiamo iniziato ad elettrificarci, abbiamo fatto tanti passi in quella strada.
04:54Però uno dei punti fondamentali del futuro che ci aspetta è proprio l'energia elettrica.
04:59Non perché la studi, io, perché ovviamente questa può essere una mia passione,
05:02ma può essere anche una cosa che annoia tanti,
05:05per il fatto che effettivamente attorno al mondo elettrico, attorno all'elettrificazione,
05:10che non vuol dire solo usare l'energia elettrica,
05:12può vuol dire anche usare altri vettori energetici,
05:15però prodotti sempre attraverso l'energia elettrica
05:17o comunque mediati attraverso produzione verde di energia,
05:21attraverso questo nuovo paradigma, effettivamente c'è il cambiamento.
05:26Giusto due numeri per capirci, cioè se raggiungessimo gli obiettivi 2050,
05:31e io ci metto il SEMA, spero che li raggiungeremo,
05:34ecco se li raggiungessimo non significa un'economia più piccola,
05:37significa un'economia due volte di quella che abbiamo oggi,
05:40significa avere una popolazione con due miliardi di persone in più al mondo,
05:43tutte auspicabilmente incluse in una società e non escluse da quello che oggi abbiamo,
05:50però significa anche consumare l'8% di energia in meno,
05:54e significa mettere tutta quella CO2 in meno che dobbiamo emettere.
05:57Quindi semplicemente questi numeri possono far capire quanto la rivoluzione è epocale,
06:01è veramente una rivoluzione industriale incredibile, con una particolarità,
06:04è la prima rivoluzione industriale che non nasce dal fatto che so,
06:08che ho imparato a produrre le automobili e quindi le vende,
06:10cioè lo stimolo economico, ho imparato a fare le macchine da cucire,
06:13divento Singer, è qualcosa di diverso,
06:17è una rivoluzione industriale che nasce dall'idea certamente di far girare l'economia,
06:21ma con un obiettivo veramente di lungo termine,
06:24io non lo vedrò gli effetti di questa rivoluzione a cui mi appresto,
06:29e quindi non è facile riuscire a tenere questa strada.
06:33Le tecnologie poi ovviamente quelle che ci servono, lo sappiamo,
06:36il gas verde perché avremo bisogno ancora di calore ad alta temperatura per alcuni settori,
06:43moltissime tecnologie da sviluppare nel settore della capacità di produrre calore
06:47direttamente dall'energia elettrica, produrre l'energia elettrica da fonti rinnovabili,
06:51magari anche con qualcosa di diverso rispetto a quello che stiamo pensando ora in larga misura.
06:56Queste sono le principali tecnologie e poi c'è un collante di tutto questo,
06:59non sta in piedi senza la comunicazione,
07:03sia perché fa la funzionare tecnicamente, sia per il coinvolgimento delle persone.
07:08Quella rivoluzione di cui dicevamo l'8% in meno di energia con il 2% in più di economia
07:12passa anche attraverso cambiamenti proprio nei report delle Nazioni Unite
07:19che li chiamano behavioral changes, dobbiamo cambiare il modo di comportarci.
07:22Questo effettivamente è una sfida che passa attraverso la comunicazione da tutti i punti di vista.
07:29Secondo te si è sbagliato qualcosa?
07:31Solo Greta ci ha azzeccato con il suo bla bla bla riferito a Draghi e non solo.
07:35Cosa si è sbagliato in questi anni per far passare un messaggio su un paese migliore, su un mondo migliore?
07:42È molto difficile, il messaggio passa, il problema è che dal passaggio del messaggio all'attuazione
07:51ci sono delle difficoltà, non piccole.
07:55Se uno passeggia per le campagne francesi capisce che molte delle cose che noi diciamo oggi sono difficili
08:02perché vede macchine agricole di dimensioni pazzesche.
08:05Come facciamo a non consumare la CO2 in quelle macchine, in quel settore?
08:10Ho fatto un esempio della Francia per stare lontano da noi ovviamente.
08:13Quindi non è facile, non è facile e ci sarà una fase molto complicata perché è vero che vado a
08:19leggere i report
08:20e i green jobs sono magnifiche, sorti e progressive ma bisogna arrivarci.
08:24Bisogna arrivarci.
08:25È il primo ostacolo, è il primo problema, ci si ferma, si ha paura, si ha paura del consenso politico,
08:30si sta ragionando di cose i cui risultati, come ho detto, io probabilmente non li vedrò.
08:36E qualcuno più ampio di me sicuramente non vedrà.
08:39Aspichiamo che i nostri figli lo vedano.
08:40Esatto, però intanto dobbiamo essere noi a prendere queste decisioni e a sopportare gli effetti
08:47sperando che ci siano i benefici nel frattempo.
08:49E quindi ci vuole davvero una molta costanza politica, molta decisione di lungo termine
08:55ed è difficile anche con lo short term tipico delle scadenze elettorali, per cui è molto complicato.
09:03E sempre dal tuo osservatorio i ragazzi adesso hanno sicuramente più sensibilità su questi temi,
09:10mentre magari le nostre generazioni un po' meno?
09:14Sicuramente hanno molta più sensibilità e sicuramente ovviamente anche con l'ingenuità tipica dei giovani
09:20si chiedono perché non scegliamo una strada, me lo chiedo anch'io, perché ogni giorno leggo un articolo
09:26dove si danno le direzioni e poi quando si scopre che per l'auto elettrica non servono gli iniettori
09:32allora vogliamo tornare indietro e ci dimentichiamo che magari siamo leader nella produzione delle macchine a pompe di calore.
09:37Quindi è vero che perdiamo da una parte ma possiamo guadagnare da un'altra
09:40e comunque dobbiamo cercare di guadagnare globalmente.
09:43Ci vuole una lunga strategia politica, una capacità di pianificare il futuro,
09:49fra l'altro nelle libertà dell'economia e del mercato pianificare è molto complesso,
09:54spero di non dire impossibile, quindi è molto strano.
09:57E i giovani hanno difficoltà a capire questo perché ovviamente vedono soltanto i benefici,
10:05capiscono quello che non si fa ma non riescono a capire bene il perché non lo si faccia.
10:09Devo dire che a volte neanche io lo riesco a capire completamente.
10:12A me sembra che a volte ci siano delle mode, sai ci sono delle parole che vengono usate
10:17e negli ultimi anni adesso maggiormente è transizione energetica.
10:23Se tu dovessi spiegarla veramente in parole pochissime, poverissime,
10:27mia mamma sta guardando e mi chiede
10:29Nicola cos'è la transizione energetica, come la spiegheresti?
10:35Forse il modo più semplice per spiegarlo è pensare che oggi circa l'80% dell'energia
10:40che urbanmente che utilizziamo la produciamo attraverso combustibili.
10:44Che è un male? Punto di domanda.
10:48Sicuramente è un male per quanto riguarda le emissioni di CO2
10:51e di tutti gli altri inquinanti relativi alla combustione.
10:54Non vogliamo più farlo, vogliamo far crollare quel numero.
10:58È possibile?
11:01Come si dice nelle aziende, quando abbiamo gli obiettivi aziendali, è possibile con sforzo.
11:06E lo sforzo è tanto, anche intellettuale, anche culturale.
11:11È anche di relazione con le popolazioni che stanno adesso vedendo una crescita economica
11:16e alle quali dobbiamo dirgli no, fermati, è tutto sbagliato quello che abbiamo fatto fino adesso.
11:23Quindi è fattibile, tecnicamente è fattibile, ci sono ovviamente step da raggiungere,
11:28quindi non spariranno i combustibili in dieci anni ovviamente, ci sono delle fasi da raggiungere
11:33e dobbiamo cercare di raggiungere queste fasi per le approssimazioni successive rispetto all'obiettivo.
11:37Per esempio passare dagli oli pesanti al gas naturale ovviamente è un obiettivo importante
11:43nel breve e medio periodo.
11:46E poi usare gas verdi, se proprio dobbiamo usare i gas verdi per alcuni processi.
11:52Quindi è un processo lungo, ci richiede molta innovazione, ci sono settori dove ancora
11:57non basta dire ti produco il calore in un altro modo perché è proprio il combustibile
12:03che entra nel processo, l'antracite entra nel processo metallurgico, quindi pensare
12:09a un processo senza l'antracite vuol dire ripensare completamente alcuni processi chimici.
12:13Anche perché altrimenti interrompi quel processo.
12:16È chiaro, quindi sì, è fattibile, è complesso.
12:21Puoi lanciare la pubblicità per la prima volta forse?
12:24Vai, lancia la pubblicità.
12:25Non so come si fa, comunque pubblicità.
12:28Perfetto.
12:38Ci risiamo con i libri, con questa storia che raccontano, ma a me interessa anche sapere
12:42la tua storia perché un bambino, un ragazzo si appassiona al mondo, possiamo dire anche
12:48elettrico, giusto?
12:50Come nasce questa passione?
12:54Guardi, in realtà non lo so.
12:57Ti posso dire che avevo una passione per l'ingegneria, ma anche molto mediata da una passione per la letteratura,
13:07per esempio.
13:08Quindi non ti so dire esattamente come è nata questa cosa.
13:12Ricordo che a quattro anni ho infilato la forcina di mia mamma nella presa e ho visto una scintilla.
13:18Quindi non so se questa scintilla è andata bene, lo racconto sempre ai miei studenti come
13:22cosa da non fare.
13:24Non so se questa scintilla ne ha acceso altre di scintille, però questo è...
13:28No, poi in realtà come tutti gli studenti, i miei coetanei, l'ho molto incuriosito dall'elettronica,
13:34dai calcolatori, dall'informatica.
13:38Poi mi sono iscritto qui a ingegneria con l'obiettivo di fare elettronica.
13:44Non era ancora presente qua a Cagliari.
13:47Poi ho iniziato a scoprire il mondo invece della potenza, dell'energia e del fatto che
13:52paradossalmente sono tra gli ingegneri più richiesti e che non si trovano sul mercato.
13:56Cioè avevi preconizzato già forse una fetta di mercato che nessuno vent'anni fa...
14:01Sì, devo dire che su alcune cose senz'altro abbiamo anticipato, soprattutto qua a Cagliari,
14:08il settore della distribuzione dell'energia che è stato sempre considerato un po' una
14:12cenerentola rispetto alla trasmissione, alle grandi reti di potenza e che invece adesso
14:16è diventato assolutamente centrale e vitale.
14:19E quindi noi abbiamo iniziato a studiarlo con molto anticipo, forse un po' perché anche
14:22non avevamo le risorse in termini di attrezzature, di ricerca e quindi abbiamo dovuto fare sulla
14:27distribuzione, però abbiamo guadagnato tempo e quindi abbiamo qua delle nicchie di competenza
14:32importanti sul settore della distribuzione, giusto per fare un esempio, io presiedo il
14:37Comitato Nazionale sulla standardizzazione per la connessione alle reti di distribuzione.
14:42Una bella soddisfazione, no?
14:44O no?
14:44Sì, certamente è una bella soddisfazione, le soddisfazioni personali non sono importanti.
14:51No, come comunità, come gruppo.
14:54Sì, è una situazione importante per, certo, è un riconoscimento di una scuola che qui
14:58a Caglia, nell'ambito proprio dell'energia e delle reti di distribuzione, è un epicentro
15:04importante su scala nazionale e non solo, anche internazionale.
15:08Tra l'altro voi, tu, sei anche a capo di vari progetti, l'ultimo in particolare ce lo
15:14vuoi raccontare sempre?
15:16Sì, certo, ci sono tanti progetti.
15:18Quello che adesso mi fa piacere raccontare è un progetto non di ricerca in senso stretto,
15:22ma è un progetto sulla formazione, sulla formazione di figure professionali che sappiano
15:27affrontare la complessità della transizione, senza usare questa parola abusata, però diciamo
15:33del passaggio.
15:34Del passaggio, esatto, sì, è che uno di questi passaggi è gestire sistemi energetici
15:40nuovi, in cui fra l'altro il singolo diventa la chiave di volta per la gestione e si parla
15:46di comunità energetiche, di distretti energetici, di sistemi multienergetici, è tutto ruota
15:52intorno a un concetto di, altra parola abusata, di smart grid, che vuol dire sostanzialmente
15:59far fare nelle reti quello che non si è mai fatto fino adesso nelle reti di distribuzione,
16:04che sono state gestite in modo molto semplice.
16:10L'idea è che servono figure professionali nuove, che servono figure professionali che
16:16hanno un background ampio e possano specializzarsi e quindi con queste abbiamo pensato di creare
16:23un master, un nuovo master, si chiama MOST come acronimo, è un master che è stato finanziato
16:29dall'Unione Europea, proprio in questi giorni si conclude il progetto e quindi abbiamo tutto
16:34pronto per poterlo offrire. Il master si svolge in tre sedi universitarie in contemporanea,
16:41quindi l'Università di Cipro, l'Università di Western Macedonia, quindi in Grecia e poi
16:47abbiamo il supporto didattico e organizzativo dell'Università di Ulmer, quindi in Germania
16:52e poi l'Ecole d'Imming Paris Tech in Francia. Quindi abbiamo la possibilità di fare questa
16:58nuova didattica, sfruttando anche sistemi nuovi. Anche qui siamo stati un po' in anticipo,
17:02abbiamo quasi anticipato, purtroppo non è bello dirlo, però avevamo avuto l'idea
17:07di anticipare alcune cose come per esempio la possibilità di offrire molta virtualizzazione
17:12di esperimenti di laboratorio, per cui anche seguire cose a distanza e poterle riprovare
17:16e gestire. Un'altra cosa che è il cuore di questo progetto è che usiamo strutture vere
17:23per fare dei test, si chiamano Living Labs. Quindi qua a Cagliari per esempio stiamo
17:28costruendo adesso due smart campus, quindi dei campus universitari attrezzati dove c'è
17:33sia la produzione che la gestione che l'integrazione della domanda flessibile nel velo campus, quindi
17:40con gli studenti, con i ristoranti, con gli uffici.
17:42Modello nuovo insomma.
17:43È un modello nuovo di didattica e di ricerca e anche le altre sedi stanno facendo lo stesso
17:48a Cipro, in Grecia, in Germania e quindi sarà una bella sfida adesso. Il master è pronto,
17:55è chiuso, i contenuti sono tutti stati preparati e quindi siamo pronti a lanciarlo ufficialmente
18:01per il prossimo anno accademico. Ci stiamo anche occupando di trovare un altro canale di
18:06finanziamento europeo per permettere poi ai giovani di avere anche delle borse per iscriversi,
18:10delle borse di ricerca. È molto basato anche su quel discorso che abbiamo fatto all'inizio
18:15di far viaggiare i giovani per l'Europa. Questo ovviamente è un altro dei punti di forza
18:19di questo master. Quindi spero che molti siano incuriositi da questo most.
18:25Cioè il nome piace, il suono è bello e poi lo stiamo raccontando con il bucchio.
18:29E fra l'altro in un'ottica formazione diciamo che questo master che si sposta quindi è un
18:36master di secondo livello per noi, quindi che accoglie dei laureati di primo livello.
18:42Ecco, si sposa bene con un'altra iniziativa che abbiamo in corso che è la laurea in ingegneria
18:48dell'energia sostenibile che quindi crea quella base di competenza per cui magari anche dei
18:54nostri laureati potranno poi trovare vantaggiosamente spazio nel master most.
18:59Quindi insomma è tutto un pacchetto unitario che stiamo cercando di portare avanti.
19:04Noi abbiamo questa idea dell'Europa matrigna perché come tutte le matrigne poi magari
19:09ci resta soltanto l'aspetto delle regole che ci vuole partire che fra l'altro non sono
19:14necessariamente sempre negative. Certamente ci sono tante cose che non funzionano, c'è
19:20anche un modo interpretativo che non funziona. Noi abbiamo dell'Europa, abbiamo solo l'immagine
19:26di quelli che ci impongono di non fare la mozzarella come la sappiamo fare e poi andiamo a passeggio
19:31a Parigi e troviamo la gente che apre le ostriche in mezzo alla strada nel ristorante
19:35senza nessuna. Quindi non è mai chiaro che cos'è questa Europa. Noi la vediamo sempre
19:39dalla parte negativa dell'Europa però effettivamente mette in gioco dei canali di finanziamento,
19:44ha sempre messo in gioco dei canali di finanziamento enormi. Non abbiamo mai avuto come sistema paese
19:49la capacità di sfruttarli appieno. Adesso siamo obbligati a sfruttarli appieno.
19:54E questo fa spavento perché ci vogliono anche delle figure professionali. Fa spavento,
19:59fa spavento perché parliamo di finanziamenti enormi, in parte prestiti per cui stiamo anche
20:06ipotecando il futuro dei nostri figli e nipoti. Sì, fa spavento. Dobbiamo spendere in pochissimo
20:13tempo. L'Europa non ha la cultura del rinvio, dello spostamento delle scadenze. O del ritardo
20:23di rinvio. Esatto, questa è un'altra cosa che ci impone un cambio mentale importante,
20:28ci impone un cambio mentale dal punto di vista della burocrazia e ci impone un cambio proprio
20:33se molti canali di finanziamento italiani hanno come scadenza la sigla delle obbligazioni
20:39giuridicamente vincolante, che sostanzialmente vuol dire ho trovato chi mi fa le cose e ho
20:43firmato il contratto. Poi quando si finiscono si finiscono. Non importa. È un'impostazione
20:47completamente diversa. Qua i tre anni servono per finire le cose e arrivare ad averle finite,
20:52non aver superato la fase amministrativa, la gara e individuato chi ha vinto. Se parlavamo
21:00di cambi epocali nel lungo termine, questo forse non è così epocale, ma va fatto in brevissimo
21:05tempo. Assolutamente.
21:07Cos'è per te l'Europa?
21:12L'Europa è la nostra cultura, siamo noi l'Europa, siamo tutti noi, la capacità di
21:19incontrarmi. Io ho un moglie francese, ho bambini bilingue, quindi l'Europa è questo,
21:25essere un unico grande continente di scambio culturale. Quando ci si allontana dall'Europa
21:36perché si va a visitare magari gli Stati Uniti o l'Asia, allora si riesce a capire
21:40che cosa vuol dire essere europei, che questo comune sentire è anche il concetto del welfare,
21:47del social welfare, di aiutarsi.
21:49O di solidarietà sociale.
21:50Di solidarietà sociale, assolutamente sì. Questo lo si capisce solo quando ci si allontana
21:54dall'Europa. Ognuno con le sue differenze, ma sono le stesse differenze di un sassarese
21:59da un cagliaritano, sostanzialmente, che sono enormi per noi e non esistono al di fuori.
22:05Questo è quello che penso.
22:08Come li vedi questi ragazzi che in questi anni vengono da te e magari ti raccontano
22:14quale competenza potrei avere, che motivo avrei di andare in Europa, a parte giustamente
22:19la meritocrazia? Ma questo magari è anche un'altra storia. Tu proprio guarda noi in faccia
22:24come ci stiamo guardando noi. Come li vedi? Spaventati, vogliosi, dubbiosi, oppure con
22:30una visione del futuro che non c'è?
22:32Allora, in generale non hanno il problema di muoversi.
22:38E' già questo.
22:39E questo è un bene, sicuramente. Quindi hanno capito che muoversi, aumentare le conoscenze,
22:48crescere è importante. Sanno tante cose. Devo dire che i nostri laureati,
22:54per esempio, sono molto stimati. Quegli italiani in generale, ma i nostri, proprio i nostri,
23:00questi dell'Università di Cagliari, quelli che formiamo qui nella Facoltà di Ingegneria
23:04e nel Dipartimento, trovano molto bene, ottime posizioni, non temono competizione,
23:10anche se molti, e questo è un errore che fanno, secondo me, molti ragazzi decidono di
23:16usare l'Università di Cagliari per fare il triennio e poi fanno il biegno da un'altra
23:19parte. Questo, secondo me, è comprensibile dal loro punto di vista.
23:25Cioè, ci sono tante ragioni. La prima è quella di vivere un'esperienza di vita autonoma.
23:32Certamente sono attratti da nomi altisonanti, che per noi, che conosciamo i colleghi,
23:37che magari sono i nostri compagni di ricerca sui stessi progetti, sono persone di pari livello,
23:44o se sono superiori, come tutti i contesti, sono superiori, ma non c'è una generalizzazione
23:49di questa superiorità. Quindi, ci sono tante ragioni. Io credo che la ragione principale
23:55per cui fanno questa scelta è che pensano che sia più facile trovare un lavoro laureandosi
24:01in un contesto intorno diverso da quello che abbiamo noi.
24:05E non si può cambiare questa realtà, è impossibile, ma in qualsiasi contesto.
24:08Molti si pentono di questa scelta, molti capiscono la differenza, molti capiscono semplicemente
24:12che è una differenza senza senso, perché poi quando fanno fare la selezione per Terna
24:16o per la distribuzione, magari vedono 10 universitari di Cagliari assunti e uno
24:21del Politecnico di Torino, ma è un esempio, è in una seconda tornata, succede l'opposto,
24:25dipende dalle persone, dipende dalle persone, da quello che si sa, dipende dalle caratteristiche,
24:33gli skills, perché adesso tutti usano questo tema, cioè dalle competenze che ognuno sa mettere
24:39in campo. Quindi questa è la vera differenza. È vero che vivere in un contesto, crescere
24:44in un contesto industriale intorno, magari fa sì che ci sono le aziende che ti contattano
24:49durante la tesi. Quindi quello che noi possiamo fare per fargli cambiare un po' idea è lavorare
24:56in questa direzione. È come per esempio con il progettore al territorio, che segue anche
25:02la parte di placement e di formazione continua, stiamo proprio cercando di lavorare ancora
25:06di più in questa strada.
25:07Fatti un augurio.
25:10Ah, che tantissimi giovani che si laureano qui da noi vadano fuori, crescano e poi tornino
25:18da noi e facciano crescere il territorio perché c'è un territorio ricettivo che sa mettere
25:23in conto una vera domanda di innovazione. Perché adesso paradossalmente abbiamo più
25:28offerta di innovazione che domanda. Ecco, se ci fosse un territorio che è veramente in grado
25:32di creare la domanda di innovazione che serve per crescere, molti di questi ragazzi torneranno
25:36indietro. E questo è l'augurio più bello che si può fare.
26:06Grazie.
26:08Grazie a tutti.