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Una produzione TCS S.r.l. 2023 www.telecostasmeralda.tv
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NovitàTrascrizione
00:16La Sardegna è un'isola che ti rapisce con la sua bellezza.
00:22I suoi luoghi indimenticabili e mozzafiato la rendono una tra le isole più belle del mondo.
00:30Io sono Maria Paolucci, sono una guida turistica e vi porto con me alla scoperta di questa terra incantata.
01:00I suoi luoghi indimenticabili e mozzafiato la rendono una tra le isole più belle del mondo.
01:27Ciao a tutti e benvenuti in questo nuovo programma di TCS.
01:31Io sono Maria Paolucci, sono una guida turistica e vi porterò a scoprire i più bei posti della Sardegna.
01:37Questa avventura è iniziata per me su uno schermo più piccolo di quello di una televisione.
01:42Qualche anno fa, quasi per gioco, ho iniziato a condividere le bellezze della Sardegna sui miei canali social.
01:49E prima di questo, ho dedicato anni di studio al turismo e alla valorizzazione di questa terra straordinaria.
01:55E oggi, con grande emozione, ci ritroviamo in un formato diverso da quello a cui siete abituati.
02:00Vi ringrazio tanto e adesso seguitemi!
02:07Vi porto alla scoperta del sud-ovest della Sardegna, nel suggestivo territorio dell'Iglesiente.
02:30Masua era un villaggio minerario e la sua storia è fortemente connessa a quella di Portoflavia,
02:36anche perché ospitava una miniera, appunto quella di Masua, che si vede dai parcheggi della spiaggia.
02:45Noi ci troviamo in quello che prima era un approdo minerario.
02:49Ma che cosa significa?
02:51Prima di Portoflavia c'era un grande problema, quello del trasporto,
02:55perché la società che gestiva le miniere, la Vielle Montagne, era una società belga
03:01e aveva l'obbligo di trasportare il minerale verso l'estero, perché le fonderie erano altrove.
03:07Per cui non era possibile trasportare il minerale in maniera agevole in questa zona.
03:13L'unico modo era quello di utilizzare le bilancelle,
03:17che erano delle piccole imbarcazioni a Vella Latina che partivano proprio dalle spiagge.
03:22Come quella di Fontanamare, Nebida, Masua, Cala Domestica, Buggerro e Piscinas.
03:27Il problema qual era? Che non potevano arrivare i piroscafi proprio a Masua,
03:33ma nelle piccole spiagge, perché non c'era pescaggio, il fondale non era profondo,
03:38per cui anche volendo i piroscafi non potevano attraccare.
03:41Allora l'unica cosa che si poteva fare era l'utilizzo di queste piccole imbarcazioni
03:46che potevano contenere 10-20 tonnellate ciascuna
03:49e venivano caricate 50 kg per volta dai cosiddetti galanzieri,
03:54che erano dei trasportatori di Carloforte,
03:57perché il porto prima di Porto Flavia che veniva utilizzato era proprio quello,
04:01si andava fino all'isola di San Pietro e poi si caricava il minerale,
04:05dove arrivavano appunto i piroscafi, e si andava verso l'estero,
04:08per poi utilizzare Porto Flavia dal 1924.
04:17Lasciamo ora alle nostre spalle la spiaggia di Masua,
04:20perché si va verso Porto Flavia, la nostra prossima tappa.
04:34Tra Masua e Porto Flavia si trova Bega Saganna,
04:38la pineta di Masua, che gode di una vista niente male su pan di zucchero.
04:47Si arriva poi nel luogo simbolo del patrimonio minerario di tutta la Sardegna,
04:52parlo di Porto Flavia.
04:54Un posto così incredibile che lascia senza fiato chiunque lo ammiri.
04:59Si trova incastonato nella falesia, a metà tra ingegno umano e natura.
05:15Si tratta di un porto minerario unico al mondo,
05:19che è stato realizzato solamente in 18 mesi, dal 1922 al 1924,
05:25ed è stato attivo fino al 1963, per quasi 40 anni di attività.
05:31Qua veniva trasportato il minerale di tre miniere,
05:35di Masua, Montecani ed Acquaresi.
05:37Infatti, la prima cosa da dire di Porto Flavia è che non era una miniera,
05:41ma un porto minerario.
05:43Porto Flavia è stata inventata grazie all'ingegner Cesare Veccelli,
05:47che è stato anche il direttore della miniera di Masua.
05:50In realtà, lui ha inventato anche altre cose,
05:53ma Porto Flavia è stato il suo gioiello più prezioso.
05:57Ed ora, andiamo a scoprirlo.
06:11Questa galleria, dove ci troviamo,
06:13è una galleria di carreggio,
06:15che serviva per il trasporto del minerale.
06:18In realtà, noi non vediamo le rotaie,
06:20perché non sono più presenti.
06:22Per motivi di sicurezza, hanno preferito rimuoverle,
06:24e le vedremo solamente alla fine della galleria.
06:32Una delle parti più emozionanti di Porto Flavia è sicuramente questa.
06:36Noi stiamo letteralmente camminando nella storia,
06:39perché passiamo dai 400 milioni di anni dello scisto,
06:44in realtà questa parte si chiama calcescisto,
06:46che sarebbe la roccia di passaggio dallo scisto al calcare ceroide.
06:51Passiamo da 400 milioni a più di 500 milioni di anni.
06:56E se andiamo poco poco avanti, noteremo questi.
07:02Questi spuntoni non sono altro che dei supporti,
07:05i supporti della linea elettrica.
07:08È strano da pensare, ma Porto Flavia è una delle prime elettrificazioni in galleria in Sardegna.
07:21La galleria di carico è stata realizzata con un avanzamento di circa un metro e venti per volta.
07:28Quindi significa che il fioretto, che sarebbe l'ultima parte del martello,
07:32era profonda circa un metro e venti.
07:47Ed ora siamo nella parte che si chiama snodo o mandorla.
07:51Qui c'era lo scambio, passava il trenino e c'è una biforcazione,
07:56perché si andava da una parte e poi si andava via dall'altra.
08:00Ma come funziona Porto Flavia? Adesso vi faccio vedere.
08:04Noi ci troviamo qui, a 38 metri sul livello del mare, nella galleria di carico.
08:09Qua passava il trenino e questo è l'unico punto dove poter vedere le rotaie.
08:14Ma non solo, perché sotto la galleria di carico ci sono i silos.
08:19Non sono altro che dei grandissimi contenitori.
08:21Contenevano circa 1.000 o 1.100 tonnellate di minerale massime,
08:26per un totale di circa 10.000 tonnellate.
08:29Sono 9 e sono disposte a scacchiera.
08:31I numeri dispari da una parte e i numeri pari dall'altra.
08:37Nella parte più bassa dei silos ci sono delle tramoge,
08:41che sono appunto delle aperture che servivano per scaricare il minerale nella seconda galleria.
08:50Ma perché si chiama Porto Flavia?
08:53Questa bambina che è alle mie spalle non è altro che la figlia dell'ingegner Cesare Veccelli,
08:59appunto Flavia Veccelli.
09:01L'inventore di Porto Flavia ha voluto dedicare il porto minerario unico al mondo
09:06a sua figlia Flavia, la sua primogenita.
09:20La vista dei silos è davvero incredibile,
09:24soprattutto perché fa capire quanto minerale potessero contenere.
09:28Parliamo di 18 metri di profondità.
09:30Il vagoncino arrivava, veniva arrovesciato perché era basculante
09:34e per gravità il minerale si adagiava nei silos.
09:48Dal sito minerario di Porto Flavia si può godere della vista più bella ed emozionante su Pan di Zucchero,
09:55il faraglione più alto del Mediterraneo, con i suoi 133 metri.
10:14Parliamo di un faraglione che è anche stato oggetto di attività estrattiva.
10:19È difficile da credere, ma proprio all'interno di Pan di Zucchero,
10:22a partire dagli inizi del Novecento, veniva estratto minerale.
10:26Si trattava soprattutto di Radio Galena, un particolare tipo di piombo per delle radio.
10:33I permessi risalgono ai primi anni del Novecento.
10:37Una delle cose che più vengono chieste su Pan di Zucchero è il perché si chiami così.
10:43Perché questo nome è così particolare?
10:46Ci sono tante versioni del significato.
10:48Per esempio, la forma dei pani di zucchero.
10:52Dicevano che la forma dei pani di zucchero venduti fino alla fine del 1800 fosse molto simile a questa,
11:00perché era appunto tronco conica.
11:06Il nome di questo imponente faraglione ha radici ben più antiche di quello che comunemente conosciamo.
11:12Non solo Pan di Zucchero.
11:14In sardo si chiama Sugoncali e Suderraino, oppure Sugoncali e Suderraino,
11:19e può avere diversi significati, come la testa del promontorio,
11:24proprio perché quando si percorre la strada panoramica che da nevita porta verso Masua,
11:30Pan di Zucchero sembra quasi fondersi con la costa.
11:45Una curiosità su Pan di Zucchero è la forma di un volto umano che si può scrutare se la si
11:51guarda attentamente al centro.
11:52ricorda quasi le maschere tipiche della Sardegna.
12:14Una delle cose più emozionanti del Sud Sardegna è arrivare qui e guardare su,
12:21perché si nota la scritta e si vede Porto Flavia, via terra.
12:43In questa parte c'era un nastro trasportatore elettrico in gomme Pirelli.
12:49In realtà il nastro era diviso in due parti, la parte fissa e la parte mobile.
12:55E noi siamo nella parte mobile che usciva verso l'esterno per 15 metri
12:59e poi la nave era collegata tramite un braccio meccanico che veniva anche chiamato proboscide.
13:12Entriamo nel vivo della storia di Porto Flavia perché abbiamo davanti ai nostri occhi le tramoge
13:19che non sono altro che delle aperture che servivano per scaricare il minerale nel nastro trasportatore.
13:25Notiamo come sono profondi e c'è anche un'aria abbastanza importante.
13:31Qua a Porto Flavia lavoravano solamente 8-10 persone a turno.
13:37Uno dei lavori era quello di entrare proprio dentro i silos perché dovevano essere puliti.
13:43Cosa è successo?
13:43Il 27 maggio del 1959, il primo ed unico incidente mortale a Porto Flavia,
13:50perché due operai sono entrati all'interno del silo ma non si sono accorti
13:55che si è formata una falsa parete all'inizio di esso, quando si sono staccati 4-5 metri cubi di
14:01minerale
14:02che li hanno travolti.
14:03E' uno dei due è rimasto illeso perché non era pieno di minerale, quindi è stato salvato dal collega.
14:10Invece Vittorio Piras, che è caduto nella tramoggia numero 3, purtroppo ha perso la vita in soli 5 minuti.
14:17Nella tramoggia numero 3, nell'asilo numero 3, alle 15 e 15 ed è l'unica morte a Porto Flavia
14:25in 40 anni.
14:35Nel territorio di Iglesias si nasconde inoltre una delle grotte più fotografate dell'isola, la Grotta Azzurra.
14:42Si tratta di una grotta raggiungibile solo via mare, chiamata in questo modo per il colore che assume l'acqua
14:49al suo interno.
14:51Ha un altro nome, viene anche chiamata infatti la Grotta Sardegna, poiché entrando al suo interno si noterà la forma
14:59dell'isola.
15:00Un qualcosa di talmente assurdo ed emozionante che è diventata virale sui social.
15:05Tantissime persone vengono a Masua proprio per amminare questo spettacolo della natura.
15:12Voglio immaginare altri tramonti a tre città, ci vuole un viaggio, na na na na na.
15:24Voglio immaginare altri tramonti a tre città, ci vuole un viaggio, na na na na na.
15:47Il nostro viaggio nell'Iglesiente continua in uno dei posti più spettacolari della zona, che si chiama Laveria La Marmora.
15:54Si trova a Nebida, che è una frazione del comune di Iglesias, e non è altro che un'ex laveria
16:00per il trattamento dei minerali.
16:02A cosa serviva? Questa laveria è stata realizzata nel 1897 ed ha lavorato fino agli anni 30 del Novecento.
16:10Non era altro che una struttura che trattava il minerale.
16:14Il fine ultimo del minerale che veniva estratto era quello di essere venduto, ma non poteva essere venduto subito, doveva
16:21subire delle trasformazioni, doveva diventare il più puro possibile.
16:26I minerali estratti in questa zona erano quelli di piombo e quelli dello zinco, galena, blenda e calamina nello specifico,
16:33così come anche nella miniera di Nebida.
16:34La funzione della laveria era quella di rendere il minerale più puro possibile, e poi all'interno di questa struttura
16:42erano presenti anche il magazzino di stoccaggio ed anche un piccolo porticciolo per le imbarcazioni.
16:54La laveria La Marmora è chiamata in questo modo perché è dedicata ad Alberto Ferrero della Marmora, generale, scienziato e
17:03scrittore, che ha dedicato gran parte dei suoi studi e tante opere letterarie all'isola.
17:08In queste ricordiamo per esempio Viaggio in Sardegna, è itinerario dell'isola della Sardegna per un viaggio in questa regione.
17:16Potremmo dire che è stato il primo a realizzare la guida turistica sulla Sardegna.
17:21Costruita con pietra a vista, si sviluppa su alcuni volumi sovrapposti percorsi da grandi archi ed è completata da due
17:30alte ciminiere.
17:31Ha una superficie complessiva di più di 1900 metri quadrati ed un volume di circa 14.000 metri cubi.
17:39Ai piedi della laveria, sul mare, sono ancora visibili i forni di calcinazione, il magazzino dei minerali ed il vecchio
17:47pontile d'attracco per le bilancelle.
18:06Continuiamo il nostro viaggio verso la costa sud-ovest, conosciuta per i lunghi chilometri di spiaggia bianca e l'acqua
18:12cristallina
18:13e soprattutto la grande ed importante attività mineraria, come abbiamo appena visto.
18:18Ma non tutti sanno che nel comune di Gonnesa, non tanto distante da Iglesias, si nasconde uno dei nuraghi più
18:25importanti di tutta la Sardegna.
18:39Siamo arrivati nel complesso nuragico di Serucci, un'area archeologica che si estende per circa 6 ettari
18:46e inoltre si tratta di uno dei siti archeologici più grandi ed estesi della Sardegna.
18:53Il suo perimetro comprende un villaggio che si stima potesse ospitare circa 200 capanne
18:59ed un maestoso nuraghe complesso formato da diverse torri collegate in un modo del tutto originale.
19:06Questo importante insediamento abitativo nel suo complesso si eleva a circa 16 metri
19:12ed è stato interamente costruito con blocchi litici di origine vulcanica,
19:17nello specifico si tratta di trachite, riolite ed andesite,
19:20che venivano estratti dal territorio circostante, che appunto è stato importante per l'estrazione mineraria
19:27non solo in età moderna ma fin dai tempi antichi.
19:31Grazie alle diverse campagne di scavo sono stati rinvenuti numerosi reperti
19:35che testimoniano l'intensa attività commerciale e di vita quotidiana di una grande città preistorica.
20:08La costruzione di questo imponente complesso nuragico è datata all'età del bronzo medio
20:15ma in realtà c'era presente anche un altro nuraghe a corridoio dove sopra hanno edificato
20:21e tra l'altro poi c'è stata un'ulteriore espansione
20:25che è stata favorita anche dalla buona posizione geografica all'interno di questa valle.
20:37Durante la fase di espansione il nuraghe complesso si è arricchito di ulteriori torri
20:43che circondano il mastio centrale, assumendo una struttura di tipo quadrilobato.
20:48Le torri appaiono a falsa volta, detta atolos.
21:13Si è iniziato a parlare di questo sito archeologico sin dal 1897
21:19ma è nel 1914, grazie dal sovrintendente Taramelli,
21:24che si è iniziato concretamente a capire cosa ci fosse all'interno di questo sito
21:30e infatti si è notato che l'espansione del complesso nuragico di Serucci
21:36ha favorito anche una protezione dell'ambiente interno.
21:41La protezione che abbiamo citato aveva una funzione difensiva
21:46che è terminata successivamente e i cortili sono stati riutilizzati come spazi abitativi
21:52mentre il cortile situato a nord garantiva, con la presenza del pozzo e del gradinato scenico,
21:59una doppia funzione, luogo di culto e di approvvigionamento idrico.
22:03L'unicità di Serucci è anche data dalla presenza di due cortili interni.
22:09Il cortile ovest, per esempio, è uno dei più grandi cortili del complesso,
22:14di pianta oblunga a fagiolo.
22:20Il cortile nel corso del tempo ha subito diversi rimaneggiamenti
22:25che hanno modificato anche lo spazio interno e il perimetro murario.
22:31L'imponenza di questa struttura potrebbe giustificarsi come protezione del corpo centrale del nuraghe
22:38durante il bronzo finale.
22:40All'interno della torre, oltre ad una grande nicchia posto a sud,
22:44è stato ritrovato un silo costruito con una tecnica nuragica e profondo circa 3 metri.
23:07Mi trovo nel Mastio, la torre centrale del nuraghe di Serucci,
23:12che attualmente è alta 16 metri, ma si stima che potesse arrivare a 24 metri di altezza.
23:19Inoltre, proprio qui, sono stati ritrovati dei frammenti di lingotto oxide a pelle di bue.
23:45Vi racconto ora di un posto molto importante qui al complesso nuragico di Serucci.
23:51Sto parlando del villaggio.
23:54Infatti, possiamo notare che sono presenti tantissimi resti di capanne
23:59e si stima potessero essere oltre 200.
24:03E quella dove mi trovo in questo momento è la capanna del consiglio,
24:07che era la sede del capo tribù.
24:10Sono disposti anche i sedili, perché probabilmente facevano delle riunioni.
24:14Insomma, la vita si consumava proprio qui.
24:32Chissà quante decisioni, discussioni sono avvenute proprio qui.
24:38Ed è visitando un villaggio nuragico che si può capire anche
24:42come poteva essere la vita quotidiana di tantissimi anni fa.
24:47E da questo complesso nuragico noi vi salutiamo
24:50e vi ringraziamo per essere stati con noi.
24:52Ci vediamo nella prossima puntata.
24:54Grazie a tutti.
25:07Grazie a tutti.
25:31Ci vuole un viaggio per non pensare.
25:36Ci vuole un viaggio senza fermate.
25:41Voglio immaginare altri, tra molti altre città.
25:47Ci vuole un viaggio.
25:49No, no, no, no, no, no.