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  • 2 giorni fa
NON APPENA SI ESCE dalla fermata della metropolitana di Nanterre-Préfecture, a pochi minuti a piedi dalla Plénitude Arena di Parigi (nota fino a poco tempo fa come Paris La Défense Arena), si respira subito un’atmosfera magica. Céline Dion sta per esibirsi in uno dei concerti della sua residency di cinque settimane. E il pubblico che si avvicina al grande palazzetto è emozionato. I baretti moderni e i bistrot che accompagnano gli spettatori di tutto il mondo dalla metropolitana agli ingressi della venue sono pieni di persone; le loro casse trasmettono canzoni dell’icona della musica globale. Si organizzano anche karaoke, dove potersi esibire sulle note dei brani più famosi di Céline.
Oggi l’industria dell'intrattenimento musicale globale spinge tantissimo sulla FOMO (la Fear of Missing Out, la paura di essere esclusi o di perdersi qualcosa) e i grandi-eventi sono ormai diventati il contesto perfetto per alimentare questa ansia sociale, dove spesso più che il reale desiderio di essere presenti regna, appunto, la paura di perdersi qualcosa di iconico. Qualcosa da sbandierare sui social a tutti i costi. Il pubblico di Céline Dion, invece, non sa cos’è la FOMO: c’è solo un desiderio profondo di partecipare. Lo si percepisce prima dell’inizio del concerto, tra i corridoi della Plénitude Arena, dove l’euforia è forte. Tutti sanno che questi concerti sono soprattutto un’occasione di gratitudine alla vita. Lo sanno tutti perché lo ha spiegato bene la cantante, che - a sei anni dalla sua ultima volta in concerto - ora sta portando uno show che parla con forza di coraggio, amore, rivincita.
Il concerto di due ore abbondanti è meraviglioso ed è suddiviso in alcuni atti eleganti, gioiosi, profondi. Non mancano i brani più importanti della sua storia (da My Heart Will Go On a J'irai où tu iras), ma anche il singolo di qualche mese fa Dansons. A livello discografico, Céline Dion è tornata poche settimane fa con una nuova versione del suo celebre album dal vivo Live à Paris (uscito per Sony Music, a 30 anni dallo show).
I concerti di Céline Dion - che domani, sabato 17 ottobre, vedranno uno stop per poi riprendere a maggio 2027 con altri 10 appuntamenti - sono una celebrazione reale e per nulla retorica della vita. Lo ha detto lei stessa sul palco: «È tutto vero. Siamo qui. Era una promessa ed eccomi qui. Sono in questa città che amo tanto, grazie al vostro amore». La scenografia minimal ma monumentale - curata dal designer e direttore artistico canadese Willo Perron - imita dei monoliti di pietra. Ed è meravigliosa anche perché permette giochi di luce incredibili. È ad esempio da brividi l’esibizione dell'aria lirica Ebben? Ne andrò lontana, resa famosissima grazie all’interpretazione di Maria Callas. Céline Dion la canta mentre una nevicata scenica stupisce e tocca ogni angolo dell’arena. E mentre il pubblico rimane a bocca aperta di fronte al suo enorme talento e cuore. Perché Céline non è solo un'artista: è un'istituzione.

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