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  • 1 settimana fa
QUANDO SI VEDE Biagio Antonacci dal vivo si capisce immediatamente il motivo del suo successo, continuo e solido negli anni. Il cantautore ne festeggia quasi quaranta di carriera. E il suo pubblico è più fedele che mai. Pende dalle sue labbra, lo ammira mentre sul palco canta e balla senza risparmiarsi, lo ascolta con attenzione quando invita a riflettere sul presente e su tutto ciò che non va. Quest'estate Biagio Antonacci ha deciso di portare in giro per l'Italia uno spettacolo particolare. Con il suo Unplugged 2026 ha selezionato alcuni luoghi meravigliosi del nostro Paese e ha pensato di fare delle piccole residency: 10 concerti in ognuno di questi luoghi. Dal Teatro Greco di Tindari a Patti (ME) all'Anfiteatro Romano di Lucera (FG), fino all'Anfiteatro del Vittoriale di Gardone Riviera (BS) e al Teatro Grande di Pompei (NA). Noi lo abbiamo raggiunto proprio in uno dei suoi concerti nello spazio all'interno del celebre sito archeologico. L'artista ha raccontato. «Esibirsi nel Teatro Grande di Pompei è un'emozione unica. La straordinaria forza di questo luogo si comprende davvero passeggiando per questo territorio eccezionale. Un vero museo diffuso che si estende dal mare alle pendici del Vesuvio fino ai Monti Lattari». Il concerto è iniziato con lui, da solo sul palco, circondato dalle numerose candele che sono state l'unico elemento della scenografia (visto che lo spazio attorno non aveva bisogno di aggiunte). Con lui, la sua chitarra e così sono iniziati alcuni brani in acustico. Da Le cose che hai amato di più a Tu sei bella. Poi il cantautore è stato raggiunto dalla sua band e sono arrivati anche brani ad alta intensità. Anche se a regnare è l'intimità creata in questa location magica. Un'occasione unica per poter creare un dialogo ancora più personale con il pubblico. Non è un caso che Antonacci ha definito questo tour come «il più bello della mia carriera». Tra i momenti più emozionanti del concerto (sold-out, così come tutti gli altri appuntamenti di questo tour) c'è stato un suo omaggio a Pino Daniele, sulle note di Anima. Ma anche un ricordo di Gino Paoli, con cui era amico. Per lui ha cantato Una lunga storia d'amore, salutandolo mandando un bacio al cielo. Biagio Antonacci ha appena pubblicato il suo nuovo disco di inediti, dal titolo Mustang (uscito su etichetta Iris e distribuito da Epic Records/Sony Music Italy). Al suo interno c'è anche Spiritualé, brano in cui duetta con Sayf.

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Trascrizione
00:00L'estate di più fa male, la porta quella cosa in più
00:15Quando c'è molto sapore, amore, pensare di una vita che a te non so
00:35Quando è buonissimo e vai nel cielo più forte
00:41L'estate di più fa male, la porta quella cosa in più
00:57Quando c'è molto sapore
01:03L'estate di più fa male, la porta quella cosa in più
01:12Quando c'è molto sapore, amore, pensare di più fa male
01:30E non smettila di mostrarti come sei
01:40Quanta vita c'è in questa vita insieme a te

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