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  • 2 giorni fa
Una produzione TCS S.r.l. 2019 www.telecostasmeralda.tv

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Novità
Trascrizione
00:002, 3, 4, 0
00:04Due giorni importanti per supportare una bellissima realtà, il Rom.
00:11Sì, è la giornata internazionale dei Rom, ma la specificità è che qui a Cagliari diventa capitale mondiale dei Rom,
00:21perché qui sono presenti il Consiglio Mondiale dei Rom, l'Iru, col suo presidente e altri componenti,
00:31e anche l'ambasciatore dei Rom presso l'ONU.
00:36Tutto questo nel segno dell'incontro, della conoscenza e della cultura.
00:41Ecco perché siamo qui, siamo qui al Teatro Lirico, quindi il Tempio della musica, del teatro,
00:51perché poi anche il popolo Rom è un popolo che ha una sua cultura, abbiamo qualcosa da offrire noi a
00:58loro,
00:59ma loro hanno qualcosa da offrire a noi, allora proviamo un po' nel segno dell'incontro a crescere assieme.
01:07Tracciamo un profilo dei nostri Sardi Rom, chi sono?
01:11I nostri Rom sono quasi tutti provenienti dall'ex Jugoslavia,
01:19sono arrivati qui in Sardegna e anche nella provincia di Cagliari a fine anni Ottanta,
01:27avevano fiuttato la guerra che si è scatenata, la terribile guerra del 91,
01:33e sono scappati un po' prima e poi la maggior parte sono scappati dal 91-92 in su durante la
01:40guerra.
01:40Questi sono i Rom che stanno qui da noi in Sardegna e a Cagliari,
01:47sono figli della guerra, scappati dalla guerra.
01:51C'è ancora spazio per i cosiddetti luoghi comuni riferiti a Roma, secondo lei?
01:57I luoghi comuni accompagneranno sempre il nostro vivere, attribuiti a chiunque,
02:03ma noi siamo per la cultura della trasparenza, una cultura dell'identità vera
02:10e dove ogni persona viene misurata per la sua coscienza, i suoi comportamenti,
02:15il contributo che riesce a dare per il bene comune.
02:18La giornata mondiale è dedicata a Roma, qual è il vostro sentimento in questa giornata?
02:24Oggi è una giornata memorabile per tutta la comunità Rom che c'è,
02:30una giornata significativa di tutti i Rom.
02:34Qual è lo stato attuale dei Rom che vivono in Sardegna?
02:39Sono molti Rom che vivono in Sardegna, che sono inclusione, sociali,
02:45che hanno alcuni, adesso hanno le case che sono scappati molti dalla guerra
02:49e alcuni hanno adesso le case in affitto.
02:52Che rapporto c'è tra i sardi e voi, il popolo Roma?
02:57C'è un dialogo abbastanza reciproco, diciamo,
03:03perché non c'è molto razzismo tra il popolo sardo come tra tanti popoli
03:08che sentiamo negli altri paesi.
03:12Mi piace usare una sua frase, un modo per conoscere meglio questo popolo.
03:19Sì, infatti credo che tutti, io il primo, abbiamo una conoscenza di questo popolo Rom
03:27legata molte volte alla nostra esperienza locale, quotidiana,
03:33legata agli stereotipi,
03:36scoprire che hanno una lunga storia,
03:39che hanno una cultura, che hanno una lingua,
03:42non dimenticare che anche loro sono stati vittime dei campi di sterminio nazisti.
03:50Credo che questo faccia bene a tutti noi, soprattutto a loro,
03:57perché conoscerli meglio, conoscere la loro cultura,
04:01credo che sia il nostro modo migliore per aiutarli
04:04a prendere coscienza delle risorse che loro hanno
04:08e a realizzare progetti nuovi,
04:13nuovi modi di essere nella società,
04:15senza perdere la loro identità.
04:21Report aggiornati del progetto Passi e Passi d'Argento,
04:25i dati cosa raccontano?
04:27Allora, i dati ci raccontano di come sta la popolazione
04:32del nostro territorio, della ASSL di Cagliari.
04:37C'è la necessità di conoscere le malattie di cui soffrono gli abitanti,
04:44c'è l'importanza di conoscere se nel nostro territorio
04:48ci sono specificità epidemiologiche
04:51per le quali valga la pena intervenire dopo la misurazione di questi bisogni
04:59e evidentemente il futuro della sanità
05:02non può che essere assolutamente quello di programmarla
05:07in funzione dei bisogni rilevati epidemiologicamente.
05:11Passi è uno studio che qui nel nostro territorio
05:14si fa già da diversi anni
05:16e che mette in evidenza queste condizioni
05:20nella popolazione che va dai 18 ai 69 anni.
05:25Viceversa, Passi d'Argento,
05:27si interessa delle condizioni di salute
05:30degli ultra 65 anni, dei nostri anziani,
05:34rileva di quali malattie si ammalano,
05:38rileva delle loro disabilità,
05:41rileva dei loro problemi sensoriali,
05:44di quanto sono capaci di masticare,
05:46di vedere, di ascoltare,
05:49rilevano anche delle osservazioni,
05:53ci saranno anche delle osservazioni importanti sulle cadute,
05:55le cadute è una grande emergenza del nostro territorio,
05:59quanti anziani cadono nel nostro territorio
06:03ed è necessario assolutamente fare qualcosa
06:06per almeno tentare di ridurre queste cadute.
06:09Ecco, il Passi per i giovani,
06:13il Passi d'Argento invece per la popolazione anziana, adulta,
06:17serve molto, serve per questo,
06:20proprio per individuare i bisogni
06:22e quindi creare le basi per intervenire sui bisogni
06:27razionalmente individuati appunto.
06:30Entriamo nel dettaglio,
06:31quali sono i dati più eloquenti di questo studio?
06:34Allora, i dati eloquenti di questo studio
06:40sono, beh, alcuni sono proprio da comunicare,
06:46direi quasi ad alta voce,
06:48sia nella popolazione anziana,
06:51così come nella popolazione giovanile,
06:53è stato rilevato dagli studi
06:56una prevalenza dei sintomi di depressione,
07:00una prevalenza che è sensibilmente superiore
07:06a quella rilevata a livello nazionale.
07:10Quindi evidentemente c'è qualcosa
07:13che fa sì che nella nostra popolazione
07:18ci sia una prevalenza di questi sintomi di depressione.
07:22Altro dato molto importante
07:26è quello dell'ipercolesterolemia.
07:30Abbiamo rilevato una prevalenza di persone
07:33con il colesterolo elevato,
07:35anche qui sensibilmente superiore
07:37a quello della popolazione nazionale.
07:43Poi è chiaro che abbiamo accidentalmente,
07:48direi quasi anche rilevato,
07:49che molti di questi fattori di rischio o malattie
07:54sono in funzione anche delle condizioni socio-economiche.
07:59Abbiamo rilevato, cioè nel nostro territorio,
08:02delle disuguaglianze di salute.
08:04Quando noi pensiamo alla nostra sanità,
08:06pensiamo ad un servizio che viene offerto
08:09in ugual modo a chi è povero,
08:11a chi è ricco, a chi è istruito,
08:12a chi invece non è istruito.
08:15Viceversa, rileviamo attraverso i nostri dati,
08:19sia del passi che del passi d'argento,
08:21che le condizioni di salute di chi è in buone condizioni economiche,
08:27di chi ha un alto livello di istruzione,
08:31è decisamente migliore rispetto a chi, viceversa,
08:34è in condizioni di disagio economico e di disagio culturale.
08:40Questi studi poi come verranno utilizzati?
08:43Allora, noi evidentemente abbiamo il dovere di rilevare i dati.
08:49Il nostro compito di epidemiologi è quello di rilevare i dati.
08:53Possiamo anche azzardare delle ipotesi,
08:55e certamente lo facciamo,
08:57però preferiamo condividere questi dati
08:59con i stakeholder.
09:01Sono delle persone che, per le loro competenze,
09:06hanno più facile interpretazione di questi fenomeni.
09:09per intenderci, sulla depressione evidentemente
09:13si devono coinvolgere gli psichiatri per il colesterolo,
09:19chiaramente gli internisti, i cardiologi.
09:22Quindi noi mettiamo a disposizione questi dati
09:25perché vengano interpretati da chi ha le competenze più adatte
09:30per interpretarli.
09:32Per la depressione non starei certamente a nascondere
09:38che questa crisi economica,
09:41che sembra non abbia soluzione,
09:45è responsabile di questo dato,
09:48anche se comunque è sensibilmente più alto
09:51rispetto al valore nazionale.
09:53E quindi, nonostante la crisi economica,
09:56ci sia anche a livello nazionale.
09:58C'è un dato che l'ha colpito più di altri personalmente?
10:03Sì, un dato su cui voglio veramente riflettere
10:09è la prevalenza di consumatori di bevande alcoliche
10:12negli ultra 65 anni.
10:15Effettivamente anche lì abbiamo trovato
10:18un dato che crea un po' di allarme.
10:21Evidentemente non c'è la, come posso dire,
10:25i nostri anziani bevono più di quanto non si beve
10:29a livello nazionale
10:30ed evidentemente non c'è una percezione del rischio
10:34dell'alcol così come esiste la percezione del rischio fumo.
10:38Non a caso abbiamo rilevato, tra l'altro,
10:41che il cancelling dei medici di base
10:43per il fattore di rischio alcol
10:45è decisamente molto più basso rispetto a quello per il fumo.
10:50Quindi anche a livello sanitario
10:51forse è percepito meno come fattore di rischio
10:55rispetto al fumo oppure ad altri fattori di rischio.
10:58I dati devono destare preoccupazioni oppure no?
11:02I dati debbono destare preoccupazioni,
11:06debbono giustamente far riflettere
11:08se no non sono utili,
11:10se i dati non sono pubblicati,
11:12se i dati non sono comunicati ad alta voce
11:14devono destare attenzione, preoccupazione,
11:17forse no.
11:18Poi, sa, questo lavoro noi contiamo di proseguirlo in futuro
11:21anche per verificare trend.
11:23E poi ancora una cosa,
11:25i nostri dati dell'azienda di Cagliari
11:27chiaramente sono dei dati validati a livello nazionale.
11:31Tuttavia, con il proseguire di questi lavori
11:35la banca dati sarà rimpinguata,
11:38aumenterà il numero delle osservazioni
11:40e quindi avremo più certezze delle informazioni che daremo.
11:46Saremo più precisi, avremo dati con,
11:49tecnicamente si dice,
11:50con un minore intervallo di confidenza.
11:57È tutto, grazie per l'attenzione
11:59e ringraziamo come sempre per la traduzione
12:01Alberto Cicotto.
12:31La prima verità di Cagliari
12:32Grazie a tutti.

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