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  • 1 giorno fa
(floriana rullo)  Un’irruzione nel cuore della notte. La violenza inaudita contro una coppia di anziani coniugi ottantenni, immobilizzati con il nastro adesivo e minacciati persino con un coltello per strappare loro le fedi nuziali. A distanza di un anno esatto dalla notte del 5 ottobre scorso, l'incubo vissuto a Serravalle, frazione di Riva del Po nel Ferrarese, ha avuto una svolta. Nelle ultime ore i carabinieri di Ferrara, con il supporto di Torino, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale estense. Il provvedimento colpisce i membri di una banda di giovani, di età compresa tra i venti e i ventisette anni, tutti domiciliati in Piemonte, ritenuti responsabili in concorso di rapina pluriaggravata e lesioni personali di rilevante gravità. Quattro di loro sono stati rintracciati in provincia di Torino e associati alle Case Circondariali di Torino ed Ivrea.I fatti risalgono alla notte del 5 ottobre dello scorso anno. Il gruppo criminale, agendo con il volto coperto, aveva fatto irruzione in un'abitazione isolata della zona, sorprendendo nel sonno i due anziani. Oltre alle percosse e ai traumi gravissimi riportati dalle vittime durante l'aggressione, i malviventi non avevano esitato a strappare loro di dosso contanti, gioielli e persino le fedi nuziali. Subito dopo il colpo, le ricerche erano scattate tempestivamente: una pattuglia aveva intercettato un'autovettura sospetta. I fuggitivi, costretti a fermarsi a causa di un'interruzione stradale, avevano abbandonato il mezzo per dileguarsi a piedi nei campi circostante.Proprio l'auto abbandonata, risultata a noleggio, ha rappresentato il punto di partenza per le complesse indagini. Gli inquirenti hanno ricostruito ogni mossa del sodalizio incrociando i dati del localizzatore Gps del veicolo, i fotogrammi delle telecamere di videosorveglianza lungo le tratte autostradali e l'analisi dei tabulati telefonici e telematici. Un contributo fondamentale è arrivato dagli accertamenti tecnici irripetibili eseguiti dal R.is. di Parma sui reperti sequestrati a bordo dell’auto e all’interno della casa degli ottantenni. Le analisi genetiche e dattiloscopiche hanno permesso di isolare le impronte e il Dna degli indagati sugli indumenti da lavoro, sul nastro adesivo e su oggetti personali lasciati nel veicolo. Gli investigatori sono inoltre riusciti a individuare la base logistica utilizzata per preparare il colpo e a identificare un sesto presunto componente della banda, che dimora saltuariamente nel Ferrarese.Nell'accogliere la richiesta della Procura di Ferrara, il Gip ha sottolineato la particolare spregiudicatezza e pericolosità sociale del gruppo, inquadrato nella categoria dei "pendolari del crimine": soggetti capaci di pianificare blitz violenti in regioni diverse dalla propria per poi fuggire rapidamente. Mentre quattro indagati si trovano ora ristretti in carcere a disposizione dell'Autorità Giudiziaria, proseguono serrate le ricerche per rintracciare i due soggetti ancora irreperibili, un'attività condotta anche grazie al Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia del Ministero dell'Interno.

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