È un’architettura monumentale, la più grande serra in ferro e vetro d’Italia e, da fine Ottocento, conferisce un’aria aristocratica e anglosassone al Giardino dell’Orticoltura di Firenze.
Dopo nove mesi di lavori e un impegno di spesa di quasi 300 mila euro il Tepidarium del Roster torna ora al suo antico splendore e riapre al pubblico grazie agli interventi seguiti dal Servizio Belle Arti e Fabbrica di Palazzo Vecchio (preposto alla conservazione dei complessi monumentali di proprietà dell’amministrazione). Con i suoi 38,50 metri di lunghezza, 17 metri di larghezza e oltre 650 metri quadrati di superficie, la storica architettura che venne disegnata dall’ingegnere e architetto Giacomo Roster e inaugurato il 18 maggio 1880 per la prima esposizione nazionale orticola ha riaperto non a caso in occasione della mostra mercato di fiori e piante, la manifestazione promossa dalla Società Toscana di Orticultura.
«Restaurare il Tepidarium significa prenderci cura di un pezzo importante dell’identità della nostra città — ha detto la sindaca Sara Funaro — restituendo bellezza e piena funzionalità a uno spazio che appartiene a tutti i fiorentini. Ma significa anche guardare al futuro: vogliamo che questo luogo continui a essere vissuto, attraversato e aperto a iniziative culturali, mostre, eventi e attività per tutta la comunità».
Da anni il Tepidarium viene infatti usato per tante manifestazioni e con il restauro è stato dotato tra le altre cose di un sistema automatizzato di aperture della copertura che favoriscono la ventilazione naturale. «I lavori sono serviti per restituire leggibilità e bellezza alla struttura originaria — il commento dell’assessore alla cultura Giovanni Bettarini — intervenendo sull’involucro, sugli elementi deteriorati, sulle strutture e sul sistema di raccolta delle acque, ma anche sulle condizioni microclimatiche e sugli impianti».