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  • 1 giorno fa
Le analisi sulla buona ripartenza della Nazionale contengono tutte lo stesso concetto: non pensiamoci già arrivati che la strada è ancora lunga, o in forma più colloquiale “non eravamo scarsi prima, non siamo fenomeni adesso”. È un tipo di monito che in genere si rivolge ai bambini, perché non possiedono l’esperienza necessaria per sapere che la vita - e il calcio con lei - è un susseguirsi di saliscendi che vanno affrontati innanzitutto con la testa, ovvero concentrati. Parlando invece di adulti, concordo col fatto che non siamo fenomeni adesso, mentre scarsi prima un po’ lo siamo stati visto che le tre eliminazioni mondiali che ci hanno inquinato una fetta di esistenza sono avvenute per mano di Svezia, Macedonia del Nord e Bosnia. Essere scarsi - stiamo usando per comodità il linguaggio del calcio - non implica soltanto deficienze tecniche, ma anche caratteriali. Ed è essenzialmente questa la dote che Roberto Mancini sembra aver restituito alla Nazionale: il coraggio di guardare l’avversario negli occhi anche quando è più forte - la Francia senza dubbio lo è - senza che la spavalderia limiti in alcun modo l’umiltà. Occorre una dedizione assoluta, e quindi umile, per costringere gli attaccanti francesi a tirare soltanto da fuori area, perché in area non si entra: ed è a quel punto che puoi chiamare in aiuto Donnarumma, perché da Olise a Doué i tiratori non mancano a Zidane, ma quando devi far centro dalla distanza un super portiere come l’azzurro può diventare invalicabile o quasi senza che la cosa suoni a tuo disonore. L’Italia di Parigi non è stata difensivista, ma costretta spesso a difendersi lo ha fatto bene: c’è una bella differenza.Ricapitoliamo ora la situazione. Il debutto col Belgio è stato una sorta di tributo pagato al passato, un modo per chiudere i conti. La seconda gara, in Turchia, la posa della prima pietra in chiave futura, con 8 giocatori nuovi nella formazione di partenza rispetto al Belgio. A riprova del fatto che la vittoria di Bursa abbia convinto Mancini, la terza formazione, quella di Parigi, era uguale alla seconda per nove undicesimi (e un decimo, Raspadori, era tornato a casa infortunato). Stasera c’è la quarta partita, in casa con la Turchia, e certamente le rotazioni saranno maggiori perché il livello di sforzo in alcuni, tipo Tonali e Pio Esposito che ne hanno giocate tre su tre, è ormai elevato. Però la sostanziale continuità di formazione fra seconda e terza partita, fra l’altro la più dura, è stata indicatore preciso di una direzione presa. La quarta prova contiene un nuovo test, anche questo rivolto alla testa dei giocatori: la capacità di vincere una partita che dobbiamo vincere, e quindi di assumersi una responsabilità portandola a termine. Non c’è più la leggerezza implicita nella trasferta terribile, quella in cui non hai niente da perdere. C’è la pesantezza di una gara casalinga contro una rivale che hai appena battuto 4-1 a casa sua, e per di più ha perso nello squalificato Arda Guler l’ultima sua stella. La famosa partita “facile”, che in quanto tale rischi di sottovalutare. C’è un antidoto: buttar dentro debuttanti o quasi, da Vergara a Doumbia, e riproporre senatori alle prese con la concorrenza, come Barella. Nel calcio - come nella vita - vince più spesso chi vuole dimostrare qualcosa.

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00:05le analisi sulla buona ripartenza della nazionale contengono tutte lo stesso concetto non pensiamoci
00:13già arrivati che la strada è ancora lunga o in forma più colloquiale non eravamo scarsi prima
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00:26possiedono l'esperienza necessaria per sapere che la vita e il calcio con lei è un susseguirsi di
00:34saliscendi che vanno affrontati innanzitutto con la testa ovvero concentrati parlando invece di adulti
00:41concordo col fatto che non siamo fenomeni adesso mentre scarsi prima un po lo siamo stati visto
00:48che le tre eliminazioni mondiali che ci hanno inquinato una fetta di esistenza sono avvenute
00:53per mano di svezia macedonia del nord e bosnia essere scarsi stiamo usando per comodità il
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01:08questa la dote che roberto mancini sembra aver restituito alla nazionale il coraggio di guardare
01:15l'avversario negli occhi anche quando è più forte la francia senza dubbio lo è senza che la spavalderia
01:22al limite in alcun modo l'umiltà occorre una dedizione assoluta e quindi umile per costringere
01:29gli attaccanti francesi a tirare soltanto da fuori area perché in area non si entra ed è a quel punto
01:37che puoi chiamare in aiuto donna rumma perché da olise a due i tiratori non mancano la zidane ma
01:43quando devi far centro dalla distanza un super portiere come l'azzurro può diventare invalicabile
01:49o quasi senza che la cosa suoni a tuo disonore l'italia di parigi non è stata difensivista ma
01:57costretta spesso a difendersi lo ha fatto bene c'è una bella differenza ricapitoliamo ora la
02:04situazione il debutto col belgio è stato una sorta di tributo pagato al passato un modo per chiudere
02:11i conti la seconda gara in turchia la posa della prima pietra in chiave futura con otto giocatori nuovi
02:19nella formazione di partenza rispetto al belgio ea riprova del fatto che la vittoria di bursa abbia
02:25convinto mancini la terza formazione quella di parigi era uguale alla seconda per nove undicesimi
02:34e un decimo raspadori era tornato a casa infortunato stasera c'è la quarta partita in casa con la
02:40turchia e certamente le rotazioni saranno maggiori perché il livello di sforzo in alcuni tipo tonali e
02:47più esposito che ne hanno giocate tre su tre è ormai elevato però la sostanziale continuità di
02:53formazione fra seconda e terza partita tra l'altro la più dura è stata indicatore preciso di una
03:00direzione presa la quarta prova contiene un nuovo test anche questo rivolto alla testa dei giocatori
03:06la capacità di vincere una partita che dobbiamo vincere e quindi di assumersi una responsabilità
03:13portandola a termine non c'è più la leggerezza implicita nella trasferta terribile quella in cui
03:19non hai niente da perdere c'è la pesantezza di una gara casalinga contro una rivale che hai appena
03:25battuto 4 a 1 a casa sua e per di più ha perso nello squalificato arda guler l'ultima sua
03:32stella la
03:33famosa partita facile che in quanto tale rischi di sottovalutare c'è un antidoto buttar dentro
03:41debuttanti o quasi da vergara a dubbia e riproporre senatori alle prese con la concorrenza come
03:47barella nel calcio come nella vita vince più spesso chi vuole dimostrare qualcosa
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