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Trascrizione
00:16Novi insieme quinta edizione, siamo in questo momento Luigi in streaming, torneremo poi
00:21in diretta su Classi MC dalle 16 alle 17, ma direi di continuare il nostro pomeriggio.
00:26Esatto, sì.
00:27Prossima ospite.
00:28Dovremmo avere in collegamento Maria Caragadda, Vicepresidente della Commissione Agricoltura
00:33della Camera.
00:35Grazie per l'invito.
00:37Piacere nostro.
00:38Allora, lei si caratterizza per aver promosso una legge importante contro lo spreco alimentare
00:43e anche per aver lavorato per ridurre il carico fiscale sugli agricoltori, in particolar modo
00:47sulla tassa rifiuti, non la Tari.
00:50Ecco, cosa si aspetta invece in questo contesto e quali sono, diciamo, le voci che sente levarsi
00:57anche dai campi, sia sull'ambito del cambiamento climatico, sia sulle soluzioni che si possono
01:03ricercare anche dal punto di vista idrico e della siccità.
01:07Quali sono le soluzioni che propone?
01:09La legge antispreco compie dieci anni e in questi dieci anni ha consentito il recupero
01:14di centinaia di tonnellate di eccedenze alimentari, ma il miglior spreco, insomma, è quello che
01:20la migliore prevenzione è quella che non si fa e quindi in agricoltura questo ricopre
01:26un ruolo fondamentale perché molte volte le eccedenze sono legate a dinamiche di mercato
01:33e proprio agli effetti dei cambiamenti climatici che lei ricordava e sicuramente oggi abbiamo
01:39davanti alcune sfide perché la politica agricola comune porta alcune preoccupazioni, le avete
01:45già ricordate, la riduzione delle risorse, il fondo unico, ma soprattutto anche la rinazionalizzazione
01:51delle politiche, ma la PAC, aggiungo, non può bastare perché abbiamo bisogno anche di traghettare
01:58la nostra agricoltura verso un'economia di mercato che si fa con politiche di filiera,
02:03si fa intercettando alcune sfide che sono quelle degli investimenti, ad esempio quest'estate
02:10molto calda che abbiamo trascorso non riguarda soltanto gli investimenti idrici che sono necessari
02:16per l'agricoltura, ma anche ad esempio gli investimenti in biosicurezza perché i cambiamenti
02:23climatici portano anche a una maggiore diffusione di fitopatie e di zonosi, quindi abbiamo
02:28bisogno di un'agricoltura che sappia proteggersi con strumenti attivi e passivi e poi appunto
02:34c'è un tema importantissimo che è quello di come si veicolano le nuove competenze
02:40e persino l'innovazione, che è quello del ricambio generazionale. In un paese come il
02:46nostro che ha una dimensione aziendale abbastanza ridotta, sotto i 10 ettari, quindi da questo
02:53punto di vista il tema della remunerazione delle filiere e anche la capacità di intercettare
02:58nuove competenze e ricambio generazionale è un elemento fondamentale che deve essere
03:03fatto all'interno di una strategia nazionale. Il problema di una PAC che rischia di perdere
03:11una visione comune significa anche perdere in strategie rispetto a un mondo dove lo abbiamo
03:18visto. Le nostre agricolture, e uso questo termine agricolture perché in Italia e in
03:24Europa abbiamo diversi modelli di agricoltura, dall'agricoltura di pionura più intensiva
03:29a quella di montagne e delle zone marginali, abbiamo bisogno di strumenti per accompagnare
03:36l'aumento dei costi da un lato, gli investimenti, ma soprattutto la protezione delle nostre filiere
03:42rispetto a effetti dei cambiamenti climatici che sono sempre più presenti e questo passa
03:47ad esempio da alcuni investimenti infrastrutturali che non sono soltanto idrici perché se pensiamo
03:52all'agricoltura intesa anche ad esempio come acquacoltura, noi abbiamo diverse aree del
03:59paese dove sono necessari degli investimenti sulle lagune, sul territorio, quindi c'è molta
04:05strada da fare e quindi non è soltanto un'ottica europea ma anche un'ottica di politica e strategie
04:14nazionali, a partire dalle filiere che si ritengono strategiche.
04:20Ecco, Vicepresidente, entriamo ancora di più nel dettaglio della PAC, che cosa teme e soprattutto
04:27che cosa propone per questa nuova PAC?
04:31La nuova PAC sicuramente nasconde un tema vero che è quello delle risorse, il problema del
04:38fondo unico è rischiare di anacquare alcune misure ma anche alcuni strumenti che per l'agricoltura
04:46fino ad oggi sono stati importanti all'interno di misure sociali o altre tipologie di gestione
04:54delle risorse. Però ripeto, c'è anche un rischio vero che è quello di perdere la prima
05:01vera politica europea comune. La PAC è la prima politica che ha unito i nostri paesi, seppur
05:08diversi, con caratteristiche diverse, noi oggi ci dobbiamo trovare a competere in mercati
05:14internazionali sempre più competitivi. Quindi la perdita di questa visione strategica è
05:19realmente un rischio. E poi i nostri agricoltori sono in una fase davvero complicata perché
05:26non soltanto gli effetti dei cambiamenti climatici generano problematiche a diverse filiere strategiche
05:33dell'export del made in Italy, ma appunto ci sono condizioni di sistema dove i costi
05:40di produzione stanno diventando una voce preponderante. Quindi abbiamo anche delle prospettive positive
05:45da questo punto di vista perché l'agricoltura è spesso stata vista come un attore che
05:51negativamente incide sugli effetti dei cambiamenti climatici. L'agricoltura invece ha già dimostrato
05:57di essere protagonista anche della composizione di quel mix energetico che oggi è tanto importante
06:03nelle bollette dei cittadini e delle imprese perché l'agricoltura attraverso una gestione
06:09ottimale dei sottoprodotti, delle politiche legate anche alle energie rinnovabili agricole
06:16può essere anche protagonista in termini positivi da questo punto di vista.
06:21Ecco, ha fatto bene il Vice Presidente di averlo sottolineato questo aspetto.
06:26Dunque grazie di essere stata con noi e tra poco parleremo proprio di clima e anche delle
06:31innovazioni legate alle industrie del settore. Grazie di essere stata con noi.
06:36Luigi, andiamo avanti perché dicevamo le produzioni in qualche modo devono adattarsi
06:41alle condizioni nuove e le tecnologie possono e devono essere a supporto per rendere l'agricoltura
06:48come si diceva più resiliente. Prossima ospite, la presenti tu.
06:51Prossima ospite è un ospite a me cara perché è una consigliera dell'Accademia dei Giorgofili
06:57a cui io mi onoro di appartenere, è Deborah Piovan, vediamo se è in collegamento.
07:03Ecco, a proposito volevo sottolineare che siamo molto felici della presenza dell'Accademia
07:07dei Giorgofili perché è la più antica accademia al mondo che si occupa di agricoltura, di economia
07:13agricola e anche di agronomia e che oggi ha dato solidarietà all'Accademia delle Scienze
07:20di Kiev in Ucraina, colpita dai droni russi, a dimostrazione del fatto che la guerra che si combatte
07:28su quei teatri entra nella nostra vita e colpisce anche istituzioni rilevantissime come questa
07:35senza sconti, in modo barbaro.
07:38Ma torniamo al tema di oggi, la dottoressa Piovan, dicevo, è membro dell'Accademia dei Giorgofili
07:48e stiamo parlando, come dicevo, di un'Accademia con grandissima esperienza, un sapere accumulato
07:54nel tempo che gli consente anche di guardare con più attenzione i processi.
07:59Partendo da questa premessa voglio fare questa domanda.
08:01Abbiamo diversi strumenti in campo, cioè l'agricoltura regenerativa che consente di utilizzare
08:08le risorse naturali per ridurre la chimica, abbiamo l'ETEA, cioè le nuove tecniche di
08:14ibridazione che permettono anche di creare culture più riesilienti.
08:19Cosa manca, dottoressa Piovan, sul piano regolatorio e agronomico per chiudere il cerchio
08:24di questa rivoluzione agricola?
08:28Buon pomeriggio, grazie per l'invito, un saluto a voi e a Luigi in particolare.
08:35Io credo che la scienza stia facendo grandi progressi e li stia mettendo a punto con precisione
08:44e con molto lavoro già da diversi anni anche su queste nuove frontiere che hai ricordato
08:49di innovazione tecnologica e di recupero di antica sapienza agronomica come è l'agricoltura
08:57rigenerativa, però riproposta in modo innovativo e con una grande efficacia alle aziende agricole.
09:04Quello che serve a nostro parere è di fare molte prove in campo perché la situazione dell'agricoltura
09:12italiana è molto variegata e ogni anno, dico una banalità diversa dall'altro e quindi
09:19le condizioni climatiche di mercato, di sfide fitopatologiche, quindi di malattie, di insetti
09:27e di mercato sono diverse ogni anno.
09:30Quindi poter fare molte prove in campo in diverse zone aiuta le realtà agricole di quelle
09:37zone, quindi agricoltori e agricoltrici, a vedere l'efficacia e a provare come possono
09:43essere utili queste nuove tecniche per risolvere le sfide che hanno davanti, che sono sfide molto
09:49serie.
09:51Partirei dalla temperatura che è in aumento in pianura padana più che in altre parti
09:58d'Europa e comunque l'Europa è il continente che si sta scaldando più velocemente.
10:02D'estate, in pianura padana, la temperatura ormai di 3 gradi superiore alla media storica.
10:08Questo per le piante è intollerabile, se anche restano vive si fermano, smettono di
10:13produrre.
10:14Ecco, questo è un ambito in cui la ricerca genetica può aiutare molto ricercando piante
10:19più resilienti e più in grado di tollerare sbalzi perché quando l'agricoltore semina non
10:26sa che stagione avrà davanti, quindi ha bisogno di poter scegliere piante e sementi resilienti.
10:32Non so che è una parola che non piace molto, ma è la parola che serve a descrivere quello
10:37di cui abbiamo bisogno.
10:39Il mondo della ricerca e quindi anche l'aiuto che l'Accademia dei Giorgofili può dare è
10:44quello di mettere insieme le competenze, fare questo lavoro di rete fra le competenze e le
10:50conoscenze a servizio delle imprese.
10:53Molti agricoltori sono anche membri dell'Accademia dei Giorgofili, quindi è proprio una sede di
10:57discussione di scienze applicate alle problematiche contingenti e alle sfide che abbiamo davanti.
11:04È talmente seria la crisi dal punto di vista climatico, dal punto di vista geopolitico,
11:11i costi dei fattori della produzione che continuano ad aumentare, l'aumento dei fertilizzanti,
11:17solo per citare un fattore della produzione molto importante per nutrire le piante, è del
11:2250% rispetto all'anno scorso, del 100% per quanto riguarda i concimi azotani, quindi
11:29è veramente una crisi molto seria.
11:31La risposta più importante può venire dalla ricerca e quindi ecco direi che questa è la
11:38prima risposta, poter mettere insieme le esigenze delle imprese insieme a quello che
11:44la ricerca sta facendo.
11:45Il quadro regolatorio per l'ETEA è pronto, è stato approvato, adesso si stanno definendo
11:51aspetti di tipo applicativo e abbiamo poco meno di due anni prima che sia definitivamente
11:59operativa questo nuovo quadro regolatorio.
12:02È una buona norma, non è la migliore norma che il mondo della ricerca genetica avrebbe
12:08potuto avere a disposizione, quindi anche il mondo dell'agricoltura, però è un buon compromesso.
12:15credo anche che si debba continuare a raccontare come la ricerca lavora, a raccontare quali
12:21esigenze il mondo dell'agricoltura ha davanti, permettetemi uno spot, domani all'Accademia
12:27dei Gergofili si terrà un incontro su queste tematiche insieme all'Ordine dei giornalisti
12:31della Toscana.
12:32Come si comunica la scienza, come si comunicano le esigenze del mondo dell'agricoltura, quali
12:38errori evitare nella comunicazione per non polarizzare il dibattito e per aiutare la società
12:45e quindi la politica a trovare soluzioni condivise da tutti, altrimenti le innovazioni
12:52possono anche essere le migliori, ma se non sono accettate e non vengono applicate, falliscono.
12:56Mi inserisco in questo discorso anche per capire secondo l'Accademia che impatto avrà
13:03il cambiamento climatico, anche sui cambiamenti personali, gli stili di vita, insomma sicuramente
13:09lo stiamo già vivendo questo cambio in tutti noi.
13:13Come pensate, come l'Accademia si pone rispetto a questo?
13:19Si pone nell'unico modo che conosce che è quello di mettere insieme gli esperti, fare
13:25proiezioni e cercare soluzioni che probabilmente, modestamente pensiamo sia la cosa migliore
13:32da fare e anche molto complessa perché mette insieme tante competenze, non solo quelle agronomiche,
13:39genetiche, ma mette insieme gli economisti, mette insieme la psicologia, la sociologia dei consumi.
13:46Per esempio assistiamo a un continuo calo del consumo di carne che dal punto di vista
13:52dell'impatto ambientale dell'allevamento è una buona notizia, dal punto di vista nutrizionale
13:58naturalmente dobbiamo tenere presente che abbiamo anche bisogno di un moderato, sporadico,
14:04ma abbiamo bisogno di un consumo di proteine animali, quindi poter mettere insieme queste
14:10informazioni aiuta a, ci auguriamo, evitare di raggiungere fanatismi e cercare soluzioni
14:19che siano utili e per farlo probabilmente la cosa migliore è decidere quali sono i nostri
14:23obiettivi e penso di poter dire che i nostri obiettivi siano quelli di ridurre l'impatto
14:31delle attività antropiche sull'ambiente e sul pianeta, ridurre l'impatto dei cambiamenti
14:37climatici sull'attività agricola e sulla filiera di produzione del cibo, quindi sull'agroalimentare
14:44e aiutare consumatori e società a condividere con noi agricoltori, ricercatori, le soluzioni
14:53che possono essere utili a raggiungere questi obiettivi, ma credo si debba partire proprio
14:57da quali sono gli obiettivi condivisi e se sul tavolo si mettono questi insieme naturalmente
15:02alle preoccupazioni, anche alle paure che le persone possono avere, probabilmente la ricerca
15:07di soluzioni si avvicina, per quanto sia, lo sappiamo, un percorso che ha una sua complessità.
15:15Potrebbe essere la strada giusta su un percorso estremamente complesso, allora grazie a Deborah
15:21Piovan di essere stata con noi, grazie mille, buon lavoro e complimenti.
15:24Grazie a voi.
15:25Allora intanto ci ha raggiunto il studio, allora vado a salutare Alberto Piaggesi, presidente
15:29e singenta Italia, grazie di essere qui.
15:32Buonasera, grazie a voi.
15:33Le chiediamo di stare un attimo qui con noi perché abbiamo un altro collegamento e poi
15:37dopo veniamo da lei perché dobbiamo continuare a parlare di climate change e di come eventualmente
15:42l'intelligenza artificiale, non l'avevamo ancora nominata e oggi la dovevamo nominare prima
15:46o poi, può essere di supporto, no?
15:48Ma lo vediamo tra poco. Andiamo a vedere allora se in collegamento abbiamo Albano Agabiti,
15:53presidente di Asnacodi, eccolo qui.
15:57E buon pomeriggio.
15:58Buon pomeriggio.
16:01Allora, l'Associazione Nazionale Consorzi di Difesa è in prima linea nel tutelare le produzioni
16:06agricole, le culture e dai danni che sono causati appunto dagli eventi atmosferici.
16:11Dunque, quali tipi di polizze, insomma se ne è parlato anche precedentemente nei vari interventi,
16:17ci sono a disposizione delle imprese supportate da agevolazioni e aiuti pubblici nazionali.
16:24Ci racconta un po'.
16:26Sì, allora gli strumenti sono molto vari.
16:29Diciamo abbiamo delle polizze, sicuramente possiamo definire all'avanguardia nel sistema internazionale.
16:37Quindi per una volta l'Italia non è il fanatico di coda, ma sulla parte assicurativa, diciamo,
16:43per quanto riguarda le calamità naturali e i danni più puntuali, diciamo, abbiamo degli strumenti molto evoluti.
16:50Penso ovviamente alle calamità, dove possiamo assicurare alluvione, gel e siccità.
16:54E poi ci sono tutti i danni puntuali, diciamo, di frequenza, tipo la grandine, tipo il colpo di sole,
17:01tipo il vento forte, e quindi a scendere giù sono nove i rischi che si possono assicurare sostanzialmente nel nostro
17:08paese,
17:09praticamente per tutti i tipi di culture.
17:12È un sistema che è nato negli anni 70 e che ha questa caratteristica dell'aggregazione degli agricoltori
17:19attraverso i consorsi di difesa, che consente da una parte di avere un miglior potere contrattuale,
17:25attuale, diciamo, nella trattativa con le compagnie, ma soprattutto di fare degli strumenti più compiuti
17:31e su misura per le singole aziende agricole.
17:34Oggi gli agricoltori che si assicurano in Italia sono circa 80 mila per un valore assicurato
17:41che oscille tra gli 11 e 12 miliardi di euro di valore della produzione.
17:45E quindi questo è quello che è sostanzialmente il quadro attuale.
17:50Riteniamo tuttavia che 80 mila agricoltori su una platea di agricoltori,
17:55che secondo come li vogliamo definire, se prendiamo l'iscrizione alla Camera di Commercio,
17:59piuttosto che i pagamenti PAC, che comunque superano le 700 mila imprese, le 600 mila, le 800 mila.
18:09Pensiamo che le imprese che debbano rivolgersi a questi strumenti sono più di 80 mila.
18:14probabilmente non tutte, perché tante sono, diciamo così, con magari dei soggetti
18:22che sono più amatoriali piuttosto che essere imprese vere e proprie,
18:25però pensiamo che almeno tre volte le imprese che oggi si assicurano dovrebbero ricorrere
18:30a questi strumenti per mettersi in protezione, diciamo, da quelli che sono i rischi
18:35che derivano da questi cambiamenti climatici.
18:38Presidente, i fondi mutualistici tra agricoltori per compensare le perdite economiche da calamità
18:45e gli strumenti di stabilizzazione del reddito sembrano in realtà la grande incompiuta di questa PAC.
18:53Funzionano e la nuova PAC, secondo lei, ne faceva riferimento anche l'eurodeputato Bonaccini.
19:00La nuova PAC, secondo lei, dovrebbe rafforzare quel famoso terzo pilastro di cui parlava sulla gestione del rischio?
19:09Beh, innanzitutto questi fondi mutualistici li abbiamo voluti noi nella scrittura della PAC attuale
19:15come Sistema Italia, quindi noi come Asnacodi, le organizzazioni agricole portate avanti
19:20in maniera puntuale dal nostro governo e dal ministero e li abbiamo introdotti.
19:26Nel nostro paese oggi sono operativi almeno 12 fondi mutualistici,
19:31soprattutto per la stabilizzazione del reddito e sicuramente hanno un'operatività
19:36e diciamo siamo passati dalla fase di sperimentazione a quella operativa.
19:41È ovvio che sono 12 fondi puntuali sul latte, ma non sul latte per tutto il paese,
19:47su una cooperativa del latte piuttosto che su un'altra attività e quant'altra sul pomodoro,
19:52però finalmente li abbiamo sperimentati, li abbiamo voluti, li abbiamo sperimentati,
19:58è uno strumento che funziona e che dovremmo allargare su grande scala.
20:02Per quanto riguarda il futuro della PAC, noi riteniamo che ci debba essere
20:08almeno continuità al nostro sistema e da come è prospettata la continuità
20:13per andare avanti con quello che è la strutturazione che l'Italia si è data
20:19e che abbiamo voluto, mi sembra, ci sembra di capire che ci siano le possibilità
20:24per poterla portare avanti, ma sicuramente le strategie di gestione del rischio
20:30vanno rafforzate perché il cambiamento climatico, o meglio una nuova situazione
20:34climatica con la quale ci confrontiamo, è una realtà e quindi per noi aziende agricole
20:40e anche come rappresentanza di questo sistema dell'azienda, noi abbiamo bisogno
20:46di strumenti ma soprattutto di risorse perché la protezione non si fa senza risorse.
20:52Detto questo però vorrei anche approfittare per dire che l'assicurazione
20:56piuttosto che i fondi mutualistici è l'ultima spiaggia, cioè l'ultimo strumento
21:02che si deve mettere nella gestione del rischio di un'azienda agricola,
21:06nel senso non ultimo perché meno importante, ma è quello finale.
21:11Prima bisogna mettere in campo tutta una serie di azioni e alla luce appunto
21:15di questa nuova situazione climatica quello che diventa molto importante
21:19sono le politiche di difesa attiva, cioè tutto quello che si può andare
21:26a mitigare per effetto dei cambiamenti climatici lo dobbiamo cercare di risolvere
21:31al mondo perché il primo obiettivo dell'agricoltore è produrre per arrivare
21:35sul mercato, per mettere prodotti sul mercato, non per aspettare che venga un danno
21:39e arrivi l'assicurazione che dà il risarcimento sostanzialmente.
21:43Quindi credo che una riflessione molto seria si debba fare su tutte le politiche pubbliche,
21:51il quadro regolatorio che abbiamo, che deve dare sempre più importanza,
21:55anzi deve dare priorità assoluta negli investimenti che si fanno nelle aziende agricole
22:00ma anche nelle misure a superficie, sostanzialmente per tutto quello che concerne la difesa attiva,
22:07cioè mettere in campo strumenti di difesa attiva.
22:09E allora a quel punto il sistema assicurativo funziona anche meglio perché se tutti i rischi
22:14che sono in qualche maniera accessibili vengono eliminati a monte, le assicurazioni possono rispondere
22:21in maniera più competitiva, quindi con un costo minore per gli agricoltori, dando la certezza
22:26che in casi estremi, perché poi comunque i casi estremi ci sono, c'è il risarcimento dell'agricoltore.
22:33Un'ultima domanda molto rapida, l'associazione sviluppa anche analisi di monitoraggio dei dati
22:40meteoclimatici per garantire alle aziende di adattarsi, il sistema è a regime e gli agricoltori
22:49possono preverire meglio che curare?
22:52Diciamo che fa parte del ragionamento che dicevo prima di difesa attiva, è un supporto alla decisione
22:58per gli agricoltori che deve dare tutte le indicazioni per la difesa attiva e poi anche
23:03per la difesa passiva, quindi il sistema assicurativo e dei fondi mutualistici.
23:07Stiamo lavorando molto su questa partita, diciamo abbiamo costituito, siamo soci di una
23:13società primaria del nostro paese appunto di monitoraggio della situazione climatica e
23:18quindi per dare informazioni puntuali.
23:20collaboriamo con 12 università appunto per mettere appunto un modello definitivo per
23:26dare questo supporto alla decisione e metterlo a disposizione degli agricoltori.
23:31Alcune attività sono già operative e possono essere fruibili dagli agricoltori però insomma
23:38anche in questo campo come diceva chi mi ha preceduto l'innovazione, la tecnologia, il supporto
23:47dell'intelligenza artificiale, sono tutti strumenti che mettendoli insieme possono dare
23:54sempre di più questo tipo di informazioni agli agricoltori.
23:58Grazie, grazie Presidente, grazie di essere intervenuto.
24:01Grazie a voi.
24:02Grazie.
24:03E allora il Presidente parava l'intelligenza artificiale, allora io mi sposto qua in studio
24:07con il nostro primo ospite, diciamo in presenza Luigi perché sono tutti collegati ma avremo
24:12ospiti anche che verranno a trovarci più tardi.
24:14Allora Alberto Piagesi, Presidente di Singenta Italia, il cambiamento climatico lo stiamo
24:19raccontando, determina un cambio delle condizioni in campo, quindi arrivano insomma delle specie
24:25aliene, sorgono le fitopatie, la carenza d'acqua e le alluvioni minacciano le produzioni.
24:32La domanda è cerchiamo di fare una panoramica su quelle che sono le problematiche, ovviamente
24:38cercando per quel che è possibile di darne delle soluzioni e poi capire come l'intelligenza
24:42artificiale può essere a supporto di queste eventuali soluzioni.
24:46Certo.
24:48Beh, è stato detto ripetutamente, i cambiamenti climatici stanno veramente cambiando profondamente
24:54l'agricoltura a livello mondiale.
24:56Noi osserviamo temperature sempre più crescenti, periodi di siccità più prolungati e in generale
25:04eventi atmosferici molto severi che quindi possano andare a compromettere i raccolti.
25:11Ora, nel nostro contesto per culture come mais, riso, grano, ad esempio nella pianura padana
25:18ovviamente si può avere una compromissione delle rese, ma insieme alle rese si va a compromettere
25:23anche la sicurezza alimentare, quindi per la nostra società.
25:27Per questo motivo è importante parlare di queste cose, è importante investire in innovazione,
25:33in ricerca, perché dobbiamo aiutare le nostre aziende a essere più resilienti, cioè più
25:39resistenti e incapaci di poter gestire queste problematiche.
25:43E lo possiamo fare dandogli degli strumenti tecnici che siano in grado di alleviare le problematiche
25:50che ne conseguono.
25:51E' ovvio, chi mi ha preceduto parlava prima anche che insieme agli strumenti tecnici
25:56le aziende devono avere anche le piattaforme di previsioni meteorologiche efficaci, predittive
26:03e quindi poter prevenire anche un certo evento adattando proprio quelle tecnologie di cui
26:08parlavamo prima.
26:11Beh, nel caso specifico per noi di Singenta, resilienza vuol dire avere delle aziende che
26:17sono in grado di poter gestire queste variabili che sono il cambiamento climatico.
26:24Ma per far questo noi non crediamo che possa una sola tecnologia, una sola soluzione essere
26:31in grado di risolvere il problema, ma crediamo in un'integrazione di soluzioni come è stato
26:36anche anticipato precedentemente.
26:39Faccio per dire, per fare alcuni esempi.
26:41Noi stiamo lavorando per sviluppare delle varietà culturali che di per sé siano già
26:46più resistenti alle alte temperature, agli stress e di siccità.
26:51Cerchiamo di fare sempre più degli agrofarmaci innovativi.
26:56In questo caso arrivo alla sua domanda.
26:59Oggi lo possiamo fare perché per fortuna abbiamo sposato in maniera importante l'intelligenza
27:05artificiale che ci consente di poter accelerare la nostra ricerca e quindi i nostri ricercatori
27:12oggi riescono a fare in poche ore ciò che prima necessitava quasi un anno di ricerca bibliografica.
27:19E quindi capite, questo è una spinta fortissima nell'accelerazione della ricerca per poi offrire
27:26quelle famose soluzioni.
27:28Anche perché, come è stato detto, oggi nella nostra realtà ritroviamo insetti, patogeni
27:34e malattie che fino a qualche anno fa non facevano parte del nostro contesto, del nostro
27:39Paese, ma che i cambiamenti climatici hanno fatto sì che anche il nostro Paese le attirasse.
27:45Un altro elemento fondamentale per rispondere alla sua domanda sono per noi i Biologicals,
27:50nei quali investiamo molto perché i biostimolanti sono delle soluzioni che si abbinano perfettamente
27:58alle tradizionali pratiche agronomiche, ma riescano ad andare a interagire su quelli che
28:04sono i processi biologici essenziali delle piante.
28:07Proprio quei processi che rischiano di essere compromessi quando la pianta si trova in una
28:13condizione di stress abiotico.
28:16In particolare abbiamo una linea estremamente promettente nella nostra pipeline della ricerca,
28:23una soluzione che già il prossimo anno andrà sul mercato e credo una tecnologia che caratterizzerà
28:32i, come mi piace dire, i biostimolanti 2.0, cioè una nuova generazione di biostimolanti,
28:37perché stiamo parlando di soluzioni a base di piccole molecole di origine naturale che
28:45estraiamo dalle piante che si chiamano macroRNA e che sono fatte da 21-22 basi nucleotidiche,
28:53quindi molto piccole, ma che hanno la proprietà di funzionare come segnali che una volta applicati
28:59sulla pianta amplificano questo segnale e vanno proprio a interagire, a influenzare con
29:05quei processi che spesso rischiano di essere compromessi da condizioni climatiche particolari,
29:11quindi sia salvaguardando la produzione ma anche incrementando le produzioni di culture
29:17importanti come la soia, il mais, il riso, alcune orticole, quindi agendo in maniera specifica
29:24per zona geografica e cultura.
29:27Questo deriva da una ricerca interna di Syngenta, nello sviluppo di una tecnologia che si chiama
29:34Exort e che riesce proprio a individuare all'interno di estratti vegetali questi macroRNA in relazione
29:43alla sua funzionalità, concentrarli in un estratto vegetale e trasformarli in una soluzione
29:50pratica, disponibile proprio per le finalità che descrivevamo prima.
29:54Un elemento per aumentare un po' la curiosità, queste molecole si applicano nell'ordine di
30:0150 milligrammi per ettaro, per ettaro di mais eccetera, quindi capite quanto rivoluzionario
30:09sia l'approccio e quanto questo possa essere importante anche da un punto di vista logistico,
30:16perché un conto è spostare un quintale di materiale o 50 milligrammi, ma anche da un
30:22punto di vista di sostenibilità e per concludere una tecnologia che si adatta a ciò che in
30:28futuro si svilupperà sempre più, l'applicazione con i droni e quindi piccolissimi volumi in
30:33un volume contenuto del drone ma che può ovviamente lavorare in questa direzione.
30:39E' un esempio di come la tecnologia può supportare la sostenibilità.
30:42Ecco perché parlavo di soluzioni integrati, non una soluzione che è la panacea per tutto,
30:49perché ne potrei menzionare molto altre, il digitale, l'agricoltura rigenerativa per
30:57preservare i soli e quindi il microbioma, questo è ciò che intendiamo come...
31:02Però Presidente, lei ci ha dato adesso una dimostrazione di come la scienza e la tecnologia
31:07sono abbastanza sexy, perché nel sentirlo ascoltare io ero molto appassionato da questo
31:11discorso delle evoluzioni che c'erano, però c'è un elemento fondamentale, non possiamo
31:19prescindere da quello che è il contesto geopolitico, il contesto geopolitico oggi ci ha messo in
31:24crisi perché ha tagliato le forniture di fertilizzanti, ne parleremo poi più avanti
31:29nella trasmissione, ma c'è una produzione, faceva riferimento il Presidente, che è quella
31:34dei biostimolanti. Ora la domanda è quanto i biodistimolanti possono aiutare nel ridurre
31:42l'utilizzo dei fertilizzanti per comunque riuscire a portare le produzioni in porto?
31:49Sì, indubbiamente questo problema è per l'Italia e per l'Europa, l'Europa ha una forte dipendenza
31:55dalle importazioni di fertilizzanti ma anche di altre materie prime, lei conoscerà meglio
32:00di me che se parliamo di azotati la percentuale di import è il 30%, dei fosfatici arriva al
32:0570% e nei potassici il 40%. Tra l'altro segnalo che guarda caso l'amministrazione
32:12Trump ha cercato un accordo con la Bielorussia sulla potassa in un contesto geopolitico così
32:18deseriorato, quindi qualcosa vorrà dire. Se facciamo uno zoom invece sugli azotati, c'è
32:25un altro elemento che incide su quello che lei diceva, che è il costo del gas naturale.
32:30Il gas naturale è necessario per produrre ammoniaca e ovviamente quindi ogni ripercussione che
32:35si ha sul prezzo del gas naturale si riflette poi sui fertilizzanti. Quindi se pensiamo a
32:43culture anche come il mais, il riso, il grano, ovviamente questo diminuisce molto la competitività
32:53delle nostre aziende. Allora, per rispondere alla sua domanda, noi ovviamente non crediamo
32:59che si possano sostituire i fertilizzanti. Ovviamente possiamo proporre soluzioni per
33:08integrarli, per aiutare in questi momenti ad avere delle vie di fuga. Per fare un esempio,
33:14da anni la nostra azienda investe in questo settore, in biostimolanti, a base di microelementi
33:22che sono capaci di fissare l'azoto atmosferico. Fissano l'azoto atmosferico per poi rilasciarlo
33:29nel terreno per le radici delle nostre culture. Quindi questo è un modo per ovviare al fertilizzante
33:36di sintesi, se vogliamo. E questo è importante perché noi abbiamo già soluzioni da offrire
33:44a base di azotobacter salinestris. Per darvi un esempio, oggi questa soluzione in campo,
33:51applicata a 50, stavolta grammi per ettaro, apporta le stesse unità di azoto equivalenti
33:59a un quintale di urea. Quindi è ovvio, è tangibile, forse è la risposta alla sua mano.
34:05Tra l'altro l'urea verrà bandita nel 2028. Esatto, proprio per questo. Quindi voglio dire,
34:09ci sono delle forme integrative che possono alleviare questo tipo di pressioni dando soluzioni
34:16in questo campo. Molto interessante. Ci sono ovviamente però modi anche per utilizzare al meglio
34:21ciò che già è nel suolo, perché spesso ce lo dimentichiamo. Non a caso abbiamo sviluppato
34:27una piattaforma apposita che consente di mettere in associazione i dati crop wise, di mettere
34:37in associazione i dati agronomici di un certo appezzamento con le immagini satellitari.
34:42Questo vuol dire che l'agricoltore è in grado di capire all'interno del suo appezzamento
34:47quali zone manca l'azoto, il fosforo e utilizzando l'agricoltura di precisione intervenire per ripristinare
34:55il giusto equilibrio. Però ovviamente risparmiando di applicare ciò che non serve.
35:00Questo credo sia un altro esempio.
35:01Ha fatto bene poi a raccontarci gli esempi in modo che si capisce anche bene, perché
35:04già sono tecnicismi che alcuni magari non conoscono bene, però andare sul...
35:08Però quello che è importante è capire come avanza l'innovazione tecnologica e riesce
35:13a migliorare sempre le prestazioni riducendo sempre di più i rischi.
35:18Sì, sì. Davvero molto interessante. Grazie Alberto Piaggesi.
35:21Grazie a voi per questa opportunità.
35:23È stato con noi, grazie, grazie molte.
35:26Allora Luigi, dal clima passiamo alla geopolitica, perché come tu dicevi anche poco fa, insomma
35:32le guerre e le tensioni internazionali stanno sicuramente anche influenzando molto rapidamente
35:39i conti delle imprese agricole attraverso energia, fertilizzanti, insomma materie prime e trasporti.
35:46La geopolitica, possiamo dire Luigi, finisce proprio direttamente sul piatto, per usare
35:50un termine a te.
35:52E allora andiamo a scoprire il prossimo ospite, intanto andiamo a vedere chi c'è in collegamento.
35:58Luigi Scordamaglia, amministratore delegato di Filiera Italia e presidente di It Europe.
36:04Ce l'abbiamo in collegamento. Ci sente?
36:06È qui.
36:08Buongiorno, perfettamente. Buongiorno.
36:09Buongiorno. Scordamaglia, lei è molto impegnato su questi temi, soprattutto conosce bene quanto
36:16la geopolitica stia impattando sulle produzioni agricole e sulla capacità di assicurare sicurezza
36:23alimentare. Ecco, ci sono anche elementi ambientali che toccano le nostre produzioni, però lei tocca
36:30molto spesso un nodo fondamentale, cioè la reciprocità indogana nell'import-export.
36:36chiede l'applicazione di clausole specchio nei contratti di fornitura, sto parlando soprattutto
36:41degli accordi di libero scambio e su questo, come It Europe, siete molto impegnati a Bruxelles.
36:47Ma in un quadro politico così deteriorato, queste norme che voi chiedete sono a vantaggio
36:54dei nostri produttori o rischiano piuttosto di minare le alleanze trasformando l'UE in un
37:02vaso di coccio tra vasi di ferro?
37:07Grazie, grazie dell'invito, grazie della domanda. Allora, io credo che noi abbiamo un valore
37:16aggiunto enorme, abbiamo standard produttivi estremamente elevati, abbiamo una domanda
37:20globale che costantemente cresce per i prodotti italiani ma anche europei e una volta per tutte
37:28dobbiamo dire non abbiamo paura di una competizione internazionale ad armi pari. Se oggi, prendo
37:36una sua frase, l'UE è un vaso di coccio? È un vaso di coccio semplicemente perché
37:41ha smantellato la sua capacità produttiva, ha rinunciato alla sua autonomia strategica,
37:48ha rilanciato con una sorta di schizofrenia, una parentesi, all'autonomia energetica. Abbiamo
37:55visto oggi il commissario all'energia da un lato dire che vuole diversificare gli approvvigionamenti
38:05energetici quando Trump ovviamente chiude l'esportazione di diesel dopo esserci legati agli Stati
38:10Uniti, ha annunciato di voler puntare biocarburanti mentre un avvocato della DG Energy vuole spiegare
38:18agli agricoltori che cos'è una cultura intermedia e sta di fatto rendendo impossibile in Europa
38:24e in Italia la produzione di feedstock per biocarburanti, ha annunciato di voler ridurre le tasse
38:31sull'energia importata quando non ha derogato dalla Sibamma o dall'ETS la produzione di
38:39fertilizzanti. Quindi c'è un'Europa schizofrenica che sta diventando, non ha imparato nulla dal
38:45passato e che sta diventando sempre più dipendente dal resto del mondo. Quando lei parla giustamente
38:53di competizione e reciprocità io credo che alla filiera agroalimentare, alla filiera agricola
39:01e all'Italia innanzitutto, penso al lavoro che abbiamo fatto noi come filiera d'Italia e
39:05con i diretti, ma al mondo agricolo europeo, il Brasile, il Mercosur è un esempio di quanto
39:13è giusto prevedere forme di reciprocità. Quando dicevamo che le carani che entrano da
39:19quel paese non sono assolutamente conformi agli standard europei, dicevamo che non bastava
39:25una dichiarazione su carta per trasformare con la bacchetta magica un sistema che aveva
39:30sempre usato antibiotici a scopo auxinico, venivamo tacciati di allarmismo. Dopo neanche
39:37un mese e grazie alla posizione che l'Italia rigida ha assunto su questo, che è entrato
39:42in vigore l'accordo Mercosur, la Commissione ha chiuso totalmente, e non soltanto per quei
39:48quattro chili in più dell'accordo Mercosur, le importazioni di carni di pollame e di carni
39:52bovine per assenza di standard. Quindi questa per noi è la vera reciprocità. La vera reciprocità,
40:00le misure restrittive all'import vanno fatte nei confronti di quei paesi solo che non
40:06applicano gli stessi standard di livello equivalente. Per cambiare completamente esempio, noi abbiamo
40:14un aumento delle esportazioni verso l'Unione Europea da parte della Cina del 30%, come una
40:21perdita del sistema manifatturiero europeo di oltre un milione di posti di lavoro, da
40:26parte di imprese definite zombie cinesi perché vengono tenute in vita solo dal finanziamento
40:33statale, mentre da noi gli aiuti di Stato vengono centellinati e comunque non riusciranno
40:39mai, senza un debito comune europeo, a far fronte all'intervento cinese. Quindi io credo
40:46che la reciprocità non sia un ostacolo al libero scambio, ma ne sia un rafforzamento
40:52su cui noi abbiamo solo da crescere sui mercati esterni. E lo smantellamento della produzione
40:58alla ricerca di approvvigionamenti esterni, abbiamo già pagato le conseguenze per l'energia,
41:04lo abbiamo pagato per l'automotive, a cui adesso cerchiamo di supplire regalando 400 miliardi
41:09del fondo di competitività, la conversione dell'industria automotive tedesca in industria
41:14di difesa, non possiamo fare lo stesso errore per l'autonomia strategica alimentare europea.
41:22Ecco, si parlava di competitività, una competitività che si fa anche su quella che è la riduzione
41:30dei costi energetici, sulla sovranità alimentare, anche sul preservare il bilancio della PAC.
41:36Tra l'altro qualcuno sostiene che gli agricoltori siano in qualche modo inutili, ecco innanzitutto
41:41che posizione ha rispetto a questo e che cosa dovrebbe fare l'Unione Europea e l'Italia per
41:48creare le condizioni migliori per competere?
41:52Rispondo sempre con i dati perché non bisogna essere offensivi neanche verso chi arriva ad affermare
41:59queste cose totalmente prive di senso. Ribadisco, persi sul settore manifatturiero e non ne siamo
42:06felici, un milione di posti di lavoro in Europa con un aumento del 30% delle importazioni
42:14cinesi, mentre l'agroalimentare europeo cresce di 300 mila posti occupati in Europa e l'agricoltura
42:25in particolare italiana fa il record del valore aggiunto ed il record verso il basso delle emissioni
42:33di CO2. Quindi a chi dice quelle sciocchezze lo invito a analizzare i numeri. Bisogna sfatare
42:41un mito una volta per tutte. La politica agricola comune non è una forma di assistenzialismo.
42:49Se vuoi e vogliamo tenere gli standard più alti al mondo ci sono due vie. O aiuti chi produce
42:55secondo questi standard a compensare i più elevati costi di produzione o la cancelli e i 400 miliardi li
43:02metti nel carrello del consumatore. Il risultato? Quelle tantissime famiglie che non si potranno
43:08permettere l'aumento di prezzo finirà che avranno un'aspettativa di vita drasticamente inferiore
43:15perché consumeranno o prodotti ultraprocessati e chimici o prodotti importati la cui sicurezza è
43:22significativamente inferiore. Quindi la PAC non è assistenzialismo e non va solo sull'agricoltore
43:29ma sul cittadino. L'altro aspetto è che la PAC non deve essere considerata come un qualcosa su cui
43:35dire qualcuno ci ha provato, ci ha provato il relatore del PPA, del Fondo della Competitività.
43:42Accontentatevi della vostra PAC, non venite a chiedere fondi del Fondo Competitività. Sbagliatissimo,
43:49il Fondo Competitività deve avere la filiera agroalimentare al centro, deve servire, come
43:57noi abbiamo chiesto, a integrare gli stock strategici, i sistemi di stoccaggio. Abbiamo
44:02perso il controllo del Nord Africa e del Middle East perché la Russia li alimenta con un prodotto
44:08alimentare che condiziona la stabilità dei Paesi. Abbiamo bisogno di investire nel Fondo
44:13Competitività con un'adeguata risorse idriche, così come abbiamo bisogno di modulare dei contratti
44:21di filiera che in Italia hanno funzionato benissimo perché legano, secondo l'onter commitment
44:26produttori agricoli e trasformatori, a livello europeo del Fondo di Competitività. Quindi
44:32nessun assistenzialismo ma competitività, nessuna cenerentola ma filiera trainante dell'intera
44:38l'Unione Europea.
44:39Allora grazie a Luigi Scordamaglia, grazie di averci raccontato insomma la sua posizione
44:45e di essere intervenuto.
44:47Grazie.
44:50E noi torniamo in studio, Luigi, abbiamo un altro ospite che ci ha raggiunto e che vado
44:53a salutare, Tommaso Battista, Presidente della Confederazione Produttori Agricoli.
44:58Ecco Padri.
44:58Grazie.
44:59Buonasera, grazie dell'invito.
45:02Buonasera Presidente, grazie di essere in studio. Allora, come abbiamo sentito il tema
45:07del libero scambio e il tema della reciprocità sono sostanzialmente elementi attuali che appartengono
45:14al dibattito, ma le voglio chiedere, secondo lei sono una soluzione oppure un problema?
45:20Cioè sono una soluzione per scongiurare la chiusura dei mercati o meno?
45:26Consideriamo quello che è successo in questi giorni, cioè l'invasione russa dell'Ucraina
45:31e poi la crisi di Ormuz, che non è impattata solamente nel riperimento degli input produttivi,
45:37ma ha anche creato problemi alle esportazioni di prodotti agroalimentari. Quindi, secondo
45:42lei, insomma, che approccio dobbiamo avere su questi temi?
45:45Ma innanzitutto noi stiamo vivendo un momento di crisi che sta mettendo a dura prova quelle
45:56che sono due leve fondamentali per i fattori produttivi della nostra agricoltura, la capacità
46:03di esportare e i costi degli input essenziali per la nostra agricoltura. Siamo tornati a quelli
46:10che erano i costi che abbiamo subito nel 2021-2022 durante il periodo del Covid. È evidente
46:21che oggi siamo di fronte a un collo di bottiglia, quale la crisi dello stretto di Ormuz, oltre
46:27a quello da cui proveniamo, la guerra in Ucraina, che sta creando grossi problemi alle nostre
46:38aziende perché hanno difficoltà a esportare in quanto noi per poter esportare le compagnie
46:46di navigazione sono costrette a circunnavigare il capo di Buonasperanza e quindi costringendo
46:54il periodo di consegna ritardandola di oltre dieci giorni e soprattutto i costi di trasporto
47:01che si sono quadruplicati. Parliamo ovviamente di rischi seri per i nostri prodotti deperibili
47:08e prodotti di eccellenza. I prodotti deperibili, ortofrutta e floroioaismo, quelli di eccellenza
47:14li conosciamo, vino, olio, pasta e anche pomodoro trasformato. Considerato che questo collo di
47:23bottiglia ha creato problemi ai nostri costi, se pensiamo ai fertilizzanti e al carburante.
47:34Il carburante ha avuto un aumento negli ultimi 11 mesi del 100%. I fertilizzanti anche perché
47:42ricordiamo che dallo stretto di Ormuz transitava un quinto del commercio mondiale del petrolio,
47:50un terzo del commercio mondiale dei fertilizzanti e gran parte del gas naturale. Che cosa sta
47:57accadendo? Noi abbiamo visto che l'aumento medio dei costi è del 30%, l'aumento del prezzo
48:08dei prodotti agroalimentari allo scaffale è aumentato in media del 15-20%, alcuni casi
48:16anche del 40%, però gli agricoltori invece paradossalmente stanno vivendo una riduzione
48:25del riconoscimento dei propri prezzi. Che cosa bisogna fare? Sicuramente l'Unione Europea
48:35deve capire che non possiamo ciclicamente subire queste crisi che vanno a mettere a dura prova
48:46le nostre aziende. Perché l'agroalimentare italiano oggi è solido, sta riuscendo a reggere
48:54questo impatto dei costi, soprattutto quei prodotti che hanno dei margini ampi, tipo il
49:01vino e i prodotti DOP. Però i prodotti invece che hanno margini più esigui stanno cominciando
49:07da avere difficoltà. Noi dobbiamo necessariamente, abbiamo già chiesto e continuiamo a chiedere
49:15all'Unione Europea di investire su quella che deve essere l'autonomia produttiva degli
49:21input essenziali per l'agricoltura. Altrimenti saremo sempre dipendenti dai Paesi terzi per
49:29la fornitura di questi input essenziali e quindi essere soggetti a queste crisi cicliche
49:39purtroppo.
49:40Ecco Presidente, un'ultima domanda, poi dobbiamo chiudere che rientriamo dallo streaming in diretta
49:45su Classe CNBC. La multifunzionalità e lo sviluppo delle attività connesse sono secondo
49:51lei una strada utile per recuperare in qualche modo reddito da parte degli agricoltori e a che
49:57cosa pensa in particolare? Sicuramente la multifunzionalità è molto importante per
50:05le aziende agricole e il futuro dobbiamo sicuramente investire nella multifunzionalità perché solo
50:15così si potrà cercare di bypassare quelle che sono oggi le crisi di mercato che stiamo
50:23vivendo.
50:24Grazie a voi. Buonasera.
50:38Vado a salutarlo Luca Brondelli di Brondello, Vice Presidente di Confagoricoltura. Dovrebbe
50:42essere in collegamento per parlare del tema della sicurezza, della sicurezza che è uno
50:49dei temi forti di Palazzo della Valle. Dovremmo avere in collegamento? Io chiedo alla regia
50:57se lo abbiamo o no, se no procediamo. Eccolo qui, perfetto. Ci sente?
51:02No, sì, sì, benissimo.
51:04Grazie, eccoci qua. Allora, la sicurezza delle forniture di input agricoli è minacciata e questo
51:12ovviamente impatta anche su quella che è la dipendenza, indipendenza strategica, così come
51:19i costi anche energetici che sono in rialzo e lo sappiamo. Cosa devono fare per lei l'Europa
51:24e soprattutto l'Italia? L'Europa deve finalmente prendere coscienza che le politiche che hanno
51:32adottato fino adesso di cercare di approvvigionarsi di input produttivi in altri paesi sta rendendo
51:40le proprie imprese, le imprese europee, le imprese italiane molto vulnerabili sul mercato
51:45internazionale. Non c'è una vera sicurezza alimentare che non si comincia dalla sicurezza
51:52degli input produttivi. Se non siamo sicuri di poter acquistare i fertilizzanti, l'energia,
51:59le sementi e altri fattori produttivi a condizioni competitive, non possiamo parlare di una vera
52:05sovranità alimentare. Io direi, mi era stato accennato anche dai colleghi che mi hanno preceduto,
52:10che l'Europa deve quindi costruirsi di nuovo una propria autonomia strategica, che non significa
52:16tornare all'autarchia, ma attraverso una produzione europea che deve ritornare a essere importante,
52:22come lo era in passato. È troppo pericoloso affidarsi in un momento geopolitico così complicato
52:28ad approvvigionamenti da paesi politicamente instabili, oppure che sono approvvigionamenti
52:35che sono bloccati dalle guerre in atto, come vediamo adesso. Inoltre, io direi che capisco
52:42che è un tema delicato, però non possiamo sempre ridurci a distribuire aiuti a pioggia
52:50ai produttori quando la crisi è già in atto. Queste crisi, sia il nostro Paese, sia l'Unione
52:55Europea, devono prevederle. Prevederle monitorando i mercati, cercando di monitorare come sta andando
53:01alla produzione dei nostri beni alimentari. Quali sono gli stock degli input produttivi
53:08che possiamo garantire ai nostri produttori? Abbiamo assistito che quando c'è stata l'esplosione
53:12dei prezzi dei fertilizzanti, per esempio l'India immediatamente ha acquistato sul mercato
53:18dei grandissimi quantitativi di urea, che era uno dei fertilizzanti più importanti per le coltivazioni
53:24del riso e del mais, che sono molto importanti, soprattutto la prima per quel Paese, e garantendo
53:31a un prezzo politico ai propri produttori gli input per produrre. È stato citato prima
53:36che la stessa cosa sta cercando di fare anche il Presidente degli Stati Uniti, acquistando
53:43addirittura da un Paese sotto sanzioni dall'Unione Europea come la Bielorussia i fertilizzanti,
53:48visto che la Bielorussia è uno dei maggiori produttori. Quindi, da un lato, garantire maggiori
53:54e sicuri approvvigeramenti degli input produttivi ai nostri produttori, dall'altro lato investire
54:03su una politica che renda il prezzo dell'energia più competitivo per i produttori europei.
54:08La produzione italiana dei fertilizzanti, che era comunque una produzione importante alcuni
54:13decenni fa, si è completamente bloccata anche perché i costi dell'energia del nostro Paese
54:18sono troppo alti. In questo sicuramente noi vediamo con molto favore gli oltre 2 miliardi
54:24di spesi per installare impianti fotovoltaici sul tetto delle aziende agricole e quindi innanzitutto
54:31cercare di avere un consumo di energia elettrica, un autoconsumo praticamente a costo zero tramite
54:40gli impianti fotovoltaici, ma anche perché possono veramente rendere le aziende agricole
54:46parte della soluzione per il fabbisogno energetico dell'Italia. Le aziende agricole hanno normalmente
54:51grandi superfici di tetti e di terreni, quindi possono sicuramente contribuire anche con le
54:58nuove tecnologie che ci sono, quindi abbinando un impianto fotovoltaico a delle coltivazioni
55:03al di sotto di esso possono sicuramente contribuire alla sicurezza energetica del nostro Paese.
55:10Con Fricoltura in questo settore sta investendo tantissimo, infatti abbiamo già anche creato
55:15una comunità energetica che raduna i nostri produttori e riesce quindi a fornire anche
55:21ad altri utenti energia a un prezzo molto competitivo.
55:24Ecco, abbiamo due minuti prima di ritornare in diretta. Luigi, la chiedo Vicepresidente
55:29di essere velocissimo nella risposta.
55:31Sì, Vicepresidente, due stimoli, due telegrammi. Allora, per lei e per la sua organizzazione
55:36il Cibam è un costo o un'opportunità? È il balzello che si paga in domagana per
55:42le merci importate sulle loro emissioni di anidride carbonica? E i trattati di libero
55:47scambio sono anch'essi un'opportunità o un cavallo di troia? Velocemente.
55:53Il Cibam può essere un'opportunità, ma dipende chi sostiene gli oneri e a quali condizioni
55:57vendono le richieste concorrenti. Il Cibam è stato creato per mettere una tassa su chi
56:03produce CO2 all'estero e poi vuole vendere questi prodotti nel nostro paese. Il problema
56:08è che gli agricoltori non producono i fertilizzanti, gli agricoltori li comprano e quindi semplicemente
56:13questa tassa si sta semplicemente riversando sugli agricoltori e se questa tassa servisse
56:20a rilanciare la produzione italiana e europea dei fertilizzanti, come ho detto prima, potrebbe
56:25essere anche un'opportunità. Al momento è solo un costo aggiunto per gli agricoltori.
56:29La stessa cosa riguarda i trattati internazionali. L'Europa in questo momento sta applicando la
56:37reciprocità solamente alla CO2, mettendo a punto questa tassa Cibam che abbiamo detto
56:42prima. Noi siamo da sempre stati favorevoli al commercio internazionale, all'apertura di
56:48nuovi mercati, ma apertura non può significare ingenuità e rendere vulnerabili i nostri prodotti.
56:54Presidente concluda perché siamo praticamente in chiusura. Dicendo che allo stesso modo in
57:01cui viene tassato la produzione di CO2 all'estero, l'Unione Europea dovrebbe essere in grado di
57:09proteggere i propri produttori da concorrenza sleale.
57:12Grazie mille, grazie vicepresidente Luca Brondelli di Brondello. Noi Luigi ora diamo appuntamento
57:21direttamente su Classo CNBC per la nostra diretta, poi torneremo in stream. Ci vediamo tra poco.
57:26Abbiamo il ministro dell'agricoltura Francesco Lollobrigi.