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Trascrizione
00:14Buonasera, bentrovati, nuova puntata di L'irriverente, un faccia a faccia di mezz'ora per conoscere
00:20meglio i nostri ospiti.
00:22Ha 29 anni, Bresciano, porta un cognome che racconta oltre 5 secoli di storia imprenditoriale
00:28italiana, è uno degli esponenti della nuova generazione della famiglia Beretta, riservato
00:33ma ormai conosciuto anche alla grande pubblica, unisce il mondo dell'impresa, è una grande
00:38passione per lo sport, i motori, le auto d'epoca, negli ultimi anni è finito anche spesso sotto
00:42i riflettori per la sua vita privata, ma ha sempre mantenuto un profilo discreto, diamo
00:46il benvenuto a Carlo Gussalli Beretta.
00:52Buonasera, grazie per l'ospitalità.
00:54Allora, sedicesima generazione dei Beretta, rappresenti, è un privilegio o una condanna?
01:02Sicuramente è un privilegio, una fortuna, tante cose, anche una grandissima responsabilità,
01:09trovarsi in questa posizione durante 500 anni è una grandissima fortuna, ma in generale
01:17lavorare in azienda e portare avanti quello che è 500 anni di storia di un'impresa familiare
01:23sempre a conduzione della stessa famiglia è una grandissima responsabilità.
01:29Allo stesso tempo lo reputo una fortuna, un privilegio perché ogni giorno mi confronto
01:35con un'azienda che ha un obiettivo comune, una visione comune, le persone con cui collaboro
01:41che sanno dove stiamo andando e quindi poter lavorare in questa realtà è sicuramente molto
01:49stimolante, allo stesso tempo è faticoso e ogni giorno ci confrontiamo con nuove sfide,
01:56ma allo stesso tempo nuove opportunità e quindi è molto bello essere qua quest'anno.
02:03Ma avresti potuto fare una scelta diversa da quella di entrare nell'azienda di famiglia?
02:08Sicuramente sì, anche da quel punto di vista mi reputo molto fortunato perché non ho mai sentito
02:15più di troppo la pressione né da parte dei miei genitori, né dai nonni, né dallo zio,
02:21da nessuno a dover entrare in azienda. È sempre stato un accompagnamento, mi sono sempre stati
02:27dati tutti gli elementi per poi arrivare a prendere questa decisione, ma assolutamente
02:33non mi sono mai sentito obbligato anche nel percorso che ho scelto durante gli studi e anche
02:39nel percorso lavorativo prima di entrare in azienda ho sempre potuto fare esperienze
02:45totalmente diverse. A me è sempre appassionato molto l'arte contemporanea e avevo per un periodo
02:51pensato di andare a fare un master in arte contemporanea in Inghilterra, avevo ricevuto un'offerta
02:57di lavoro per andare a Los Angeles e lavorare in una casa di produzione cinematografica,
03:03quindi cose totalmente diverse e non ho mai sentito nessuno storcere il naso e dirmi
03:08ma dovresti invece studiare questo, concentrarti su quello per poi venire in azienda.
03:13Quindi da quel punto di vista penso di essere sempre stato fortunato ad avere persone intorno
03:20a me molto flessibili e però diciamo poi io crescendo mi sono reso conto che io personalmente
03:28volevo prima o poi entrare in azienda, ero già appassionato del nostro mondo ma poi dal
03:34primo giorno che sono entrato in fabbrica ad armi ho capito quanto lo fossi realmente.
03:39Ma se ti chiamassi Carlo Rossi, oggi dove saresti?
03:43Oddio, domanda, non ti so dare una risposta precisa, sicuramente ci sono alcune cose che
03:50mi piacciono di più di altre e anche se questi sei anni ormai in azienda li ho passati a
03:58prendere il più possibile in tutti i vari settori aziendali, partendo dalle risorse umane
04:04al marketing, a tutta la parte di digitalizzazione per poi ora seguire la parte del lusso.
04:11Diciamo che non avendo mai fatto ingegneria e non essendo un grandissimo appassionato di
04:18matematica, statistica, piuttosto che non penso che quello sarebbe mai stato il mio lavoro
04:22ma più che altro saper lavorare con le persone, tutta la parte delle soft skill ma anche tutto
04:29quello che è non solo il prodotto ma quello che ci va intorno al prodotto dal marketing
04:34alla comunicazione ma anche all'esperienza che noi possiamo dare un domani a un cliente
04:39diciamo che se non l'avessi fatto in un'azienda come la nostra in Beretta magari l'avrei portato
04:44da qualche altra parte e quelle sicuramente sono cose che in questo momento mi appassionano
04:49e mi ci trovo molto. Come dicevi prima sono molto appassionato di anche autostoriche,
04:55auto in generale, orologi, quindi chi lo sa magari sempre in un'industria
04:59manifatturiera penso perché il manifatturiera è quello che alla fine mi affascina di più
05:03però ecco magari con un focus su marketing piuttosto che esperienze.
05:08Quanto di quello che hai ottenuto oggi senti davvero tuo e quanto invece ritieni che inevitabilmente
05:15derivi dal tuo cognome?
05:17Ma allora noi penso che sia chiaro a tutti in famiglia, a me in primis ma anche alle generazioni
05:25passate che ognuno di noi deve portare un qualcosa in azienda, un qualcosa di nuovo,
05:30un tassello per completare, completare no, spero che non finisca mai questo tragitto ma
05:38appunto un qualcosa di nuovo in azienda. Ognuno prima di me ha fatto un grande cambiamento
05:45da mio nonno con l'internazionalizzazione, a mio zio e mio padre con holding e i vari investimenti,
05:53la crescita del gruppo, la digitalizzazione fortemente voluta da mio padre, prima ancora
05:58Pietro Beretta che come sappiamo ha trasformato l'azienda da una realtà artigianale a una realtà
06:06industriale. Quindi ognuno di noi sente questa responsabilità e io mi trovo in una posizione
06:12dove tanto mi è stato dato ma al contempo ho la responsabilità di dare un qualcosa di nuovo
06:18e spero di poterlo fare. La direzione ce l'abbiamo, la strategia ce l'abbiamo, le persone giuste
06:24per portare avanti questo compito ci sono in azienda e quindi andiamo avanti.
06:32Quanto è difficile però in un'azienda di 500 anni dire a tuo padre o a tuo zio
06:36secondo me state sbagliando?
06:37Facile, abbastanza facile ti dico la verità, anche da quel punto di vista siamo tutti molto
06:46flessibili e anzi apprezziamo molto le critiche, sentire quelle che sono le opinioni degli altri
06:53e mio padre e mio zio penso abbiano trovato un ottimo equilibrio tra di loro a livello
06:58lavorativo perché sono due personalità molto diverse e anche a livello sia di passioni
07:04che ma anche di interessi in azienda ricoprono due ruoli ben distinti e sono assolutamente
07:10complementari. Ovviamente capita che non tutti siamo d'accordo e però è una cosa assolutamente
07:19normale che affrontiamo in maniera assolutamente naturale e quindi è una cosa che capita abbastanza
07:27spesso ma non per questo comporta qualcosa di… ci troviamo alla fine, ci troviamo sempre
07:34anche con il nonno, con il papà, con lo zio quindi non è così difficile.
07:39Ecco un'azienda che va avanti a 500 anni visto quello che succede in giro per il mondo
07:42vuol dire che siete anche una famiglia che litigate poco perché altre famiglie sono saltate
07:48per eredità, per litigi.
07:50Diciamo che, allora, anche questa è una domanda che mi viene fatta molto spesso, qual è la formula
07:56magica per portare avanti un'impresa di famiglia familiare per 16 generazioni? Una risposta
08:02non c'è a questa domanda, noi non la sappiamo e anzi a volte ci mettono in difficoltà perché
08:08non è che abbiamo una ricetta. Al contempo sono un mix di fattori, sicuramente la fortuna
08:15è uno di quelli, ma in generale il saper, come ho detto prima, rispettare le decisioni
08:23degli altri membri della famiglia e condividere quella che può essere una direzione strategica
08:29ma soprattutto i valori che condividiamo in azienda, quello è quello che ci dà la forza
08:33per andare avanti verso un obiettivo comune. Quindi non è sicuramente scontato, il nostro
08:40albero genealogico se lo si guarda è abbastanza ristretto, quindi non c'è mai stata un
08:48una parte, una generazione con moltissimi fratelli e sorelle che purtroppo ogni tanto
08:54si sente di queste grandissime famiglie che non vanno più d'accordo. Noi da quel punto
08:58di vista siamo stati fortunati da una parte perché l'albero genealogico è ristretto,
09:03allo stesso tempo è un rischio anche quello perché per ovvi motivi, se poi la generazione
09:08dopo non c'è o non vuole lavorare in azienda per qualsiasi motivo può diventare un problema
09:12interrompere la catena. Qual è la regola insegnata da tuo padre, da tuo nonno che non
09:18tradiresti mai? Di andare in azienda tutti i giorni. La presenza, quella è l'unica vera
09:27regola in realtà che mi è stata esposta, cioè che mi è stata imposta fin dall'inizio.
09:32Io il primissimo ruolo che ho ricoperto in ambito dei risorse umane era l'implementazione
09:39dello smart working perché io sono entrato in azienda con il Covid, io di smart working
09:43ho mai fatto neanche un giorno. L'essere presente in azienda, andare in fabbrica, andare in reparto
09:49ed essere a contatto con le persone nella quotidianità è sicuramente la prima e unica vera regola
09:56che ci è stata data e ogni giorno mi rendo conto quanto sia importante. Ovviamente viaggiamo
10:03tutti moltissimo tra le varie aziende del gruppo in giro per il mondo, sono spessissimo
10:08in America, ma quando sono in Italia, quando sono qua l'unica costante è quella di essere
10:14sempre in azienda.
10:16Voi producete armi, è un settore che inevitabilmente divide, ti è mai capitato però di sentirti
10:21personalmente a disagio quando si parla di armi?
10:25No, a disagio sinceramente no, ovviamente come dicevi il prodotto che noi fabbrichiamo
10:35è motivo di divisione ed è perfettamente capibile, allo stesso tempo io personalmente
10:43so che quello che facciamo è per il bene, è per la protezione e lo facciamo da 500 anni
10:51e spero di poter continuare, che la nostra fabbrica continui per altri 500 anni a farlo
10:55perché sono convinto che il problema non è il prodotto e quindi personalmente io non
11:01mi sono mai sentito toccato, accusato, poi ripeto le critiche sono sempre, è sempre interessante
11:09sentire che cosa ha da dire la gente, ma assolutamente non mi ha mai messo in difficoltà come tema.
11:19Vendete anche in giro per il mondo, nel mondo della difesa, delle forze dell'ordine,
11:23esiste però per voi un confine etico oltre al quale un affare non si può fare?
11:28Beh certo, noi rispettiamo alla lettera tutte quelle che sono le regole che ci vengono imposte
11:33dal nostro paese, quindi non siamo noi come fabbrica d'armi Pietro Beretta che decide
11:38quelli che sono i paesi con cui possiamo lavorare e quelli che no, ma è l'Italia, è lo Stato,
11:46il Ministero della Difesa che impone delle regole molto stringenti e che noi rispettiamo
11:52la lettera e non possiamo fare altrimenti, quindi lì non è che ci sia tanto margine
11:57di trattativa da quel punto di vista.
12:00Siamo in un'epoca di conflitti e la domanda, tutti dicono, ci sono le guerre, si usano le
12:05armi, Beretta fa un sacco di soldi, li continuo a fare ma chi è la domanda è quando c'è
12:12una guerra, Beretta guadagna o perde?
12:14In realtà è proprio l'opposto di quello che pensa la gente, perché partiamo dal presupposto
12:20che il nostro fatturato di fabbrica d'armi si divide circa anno in anno, poi non è sempre
12:26uguale, 70% vendita civile, 30% vendita militare. Questo è perché è una linea che è sempre
12:33stata data in famiglia, in azienda per controllare quelli che sono gli ups and downs del mercato
12:44militare e della difesa che sono molto imprevedibili. Il mercato civile è invece molto più omogeneo
12:50e di conseguenza è molto più facile fare un forecast, un budget eccetera. Sulla parte
12:56difesa militare è estremamente importante lavorare perché è quello che ci permette
13:04di innovare, perché continuiamo a ricevere richieste per migliorare i nostri prodotti,
13:10migliorare le performance del prodotto e poi queste capacità tecniche vengono poi traslate
13:17sul prodotto civile e rende il prodotto migliore. Carlo Gusselli Beretta usa armi,
13:23spari, vai a caccia, vai al poligono? Sì, sì, io mi diverto, sono cresciuto, in realtà
13:29mio padre non è cacciatore, non è tiratore, quindi quello non l'ho mai ereditato direttamente
13:35da lui. Mio nonno e mio zio lo sono, io mi sono appassionato molto al mondo del piattello
13:41nel 2016 quando sono stato per la prima volta alle Olimpiadi a Rio, a Rio de Janeiro, dove
13:46abbiamo vinto 10 delle 15 medaglie in palio con prodotti Beretta, i nostri tiratori le
13:52hanno vinte, non noi, e lì mi è un po' scattato, nel 2016 mi è scattata questa voglia
13:59di provare, di tornare, addirittura sono tornato con l'idea e l'ambizione di iniziare a sparare
14:07per andare a competere nelle Olimpiadi. Ho capito molto velocemente che non era il caso,
14:13perché per andare a sparare nelle Olimpiadi ci vuole veramente tanto tempo e dedizione
14:18allo sport, però da lì mi è partita la passione, quindi il piattello è una cosa che mi diverte
14:24molto in tutte le varie declinazioni, perché il piattello è un termine un po' generico,
14:30ma in realtà ci sono mille tipologie di piattelli da praticare e anche per dirti il tiro dinamico
14:38con la pistola è molto divertente, quindi quando riesco sono tutti hobby e sport che
14:43richiedono tempo, però quando c'è è ben volentieri.
14:47Ci fermiamo soltanto un attimo, torniamo tra pochissimo con l'irriverente perché abbiamo
14:50ancora parecchie domande da fare a Carlo Gussalli Beretta, rimanete con noi.
14:56Ben ritrovati con l'irriverente, seconda parte di trasmissione, siamo con Carlo Gussalli Beretta,
15:00abbiamo detto ti occupi anche di digitalizzazione in azienda, qual è la cosa che hai trovato
15:06entrando in azienda nel periodo Covid e hai pensato ma siamo nel 2026 e si fa ancora così?
15:13Pochino di cose ce n'erano, non è solo una, però diciamo che abbiamo adottato un approccio
15:20alla digitalizzazione molto democratico e diffuso in tutta l'azienda, quindi contrariamente a molte altre realtà
15:29che hanno deciso di assumere una persona come centro di sia organizzazione che divulgazione
15:37di tutte quelle che sono le nuove tecnologie, guardiamo l'intelligenza artificiale, eccetera,
15:43noi abbiamo dato la responsabilità a varie persone che noi chiamiamo i digital champions
15:49in ogni funzione aziendale a portare avanti la divulgazione della cultura digitale.
15:56L'intelligenza artificiale è uno di questi temi ma in realtà la digitalizzazione include
16:01uno spettro molto più ampio di strumenti digitali che ci aiutano nel quotidiano a migliorare
16:08quelli che sono i nostri processi.
16:10Quindi siamo partiti facendo un'analisi di quella che era la situazione in azienda,
16:15di chi era più e chi era meno propenso all'utilizzo del digitale e sono state identificate queste persone
16:21che hanno tutti i giorni la responsabilità di mettere sul tavolo nuovi progetti
16:26e capire come semplificare alcuni processi aziendali.
16:30La tua strada è già tracciata in azienda, cioè sai già il percorso che dovrai fare
16:35o rischi di rimanere un po' bloccato nell'ambito digitalizzazione?
16:41No, bloccato spero di no, però non so neanche che percorso farò sinceramente.
16:47Ho visto tante cose, mi piace anche andare un po' più nel dettaglio
16:52perché sicuramente è importante vedere l'azienda dall'alto e capire un po' di tutto.
16:56Allo stesso tempo poi dopo quando entri nel vivo di un progetto o di un processo
17:02in questo momento sto portando avanti il discorso del lusso, dei fucili di lusso del PB Selection
17:09che è la nostra divisione per armi fini, ti rendi conto poi della complessità
17:15di quello che può essere una funzione aziendale, un settore, un progetto
17:20e quindi io di una cosa sono sicuro, in questa azienda è impossibile annoiarsi,
17:26è talmente diversa al proprio interno, ci sono talmente tante cose che non c'entrano
17:33niente una con l'altra ma guardando solo la divisione della produzione di armi e fucili
17:38di lusso con le armi standard o le armi da difesa, sono mondi totalmente diversi
17:45che rispondono a logiche anche commerciali totalmente diverse e quindi è molto stimolante
17:54poter vedere tutte queste cose che succedono in azienda.
17:58Sei nato a New York, hai studiato e vissuto in ambienti internazionali, qual è la cosa più
18:04bresciana che però hai dentro e che non riuscirai mai a perdere?
18:07A parte l'accento che si sente.
18:09Ci sente, perché è un mix, alcuni che dicono ma si sente che sei bresciano, alcuni dico
18:14l'ultima volta che ci sono rimasto veramente male è stato quando sono entrato in un negozio
18:18a Milano, aprendo la porta ho detto buongiorno e la commessa mi ha detto tu sei di Brescia
18:22e quindi c'è proprio lì però evidentemente un po' si sente.
18:27Allora la cosa più bresciana che ho dentro, a parte il bagos che ho mangiato a pranzo
18:33che quello è molto autoctono, direi il modo di lavorare sicuramente mi rendo conto
18:43avendo gli esempi anche di mio padre, mio zio, anche da parte di mia madre in Almag vedendo
18:49il modo in cui lavorano, in cui affrontano l'azienda tutti i giorni, penso di aver imparato
18:56da quella scuola lì e spero di poter andare in quella direzione lì anch'io.
19:02E poi dopo in generale io, ma come tutta la nostra azienda, ci sentiamo molto legati
19:07al nostro territorio, siamo in Valtrompia da 500 anni non a caso e per tanti motivi sicuramente
19:15le persone sono il principale, ma siamo molto legati al territorio quindi anche da quel punto
19:20di vista lì mi sento molto bresciano.
19:22Hai parlato di tua mamma, hai parlato di tuo papà, che rapporto hai con i tuoi genitori?
19:26Ottimo, diverso, anche lì con mio padre e con mia madre abbiamo due rapporti differenti
19:31essendo figlio unico sono sempre, sono cresciuto con una forte vicinanza ma allo stesso tempo
19:40avendo fatto poi anche il percorso scolastico all'estero, in Svizzera, poi l'università
19:45a Milano eccetera, ho sempre avuto un ottimo rapporto con loro, con mia mamma condividiamo
19:54molte passioni tra cui l'arte moderna e con mio padre, invece mio padre è molto focalizzato
20:01sul lavoro però è bello potersi confrontare su di lui, cioè con lui sui temi che vediamo
20:09quotidianamente in azienda.
20:10ho la fortuna lavorando tanto con lui che lui sia una persona molto aperta, molto disponibile
20:18al cambiamento e molto flessibile quindi anche lì questo giova la nostra relazione da un punto
20:24di vista lavorativo sicuramente.
20:26Hai detto, appassionato di auto, l'auto più bella che hai guidato?
20:30La Ferrari 275 del nonno, sicuramente, ma proprio nettamente la più bella.
20:37Perché era del nonno o perché quindi c'era un'emozione in più?
20:40Anche, anche, emozione e paura perché poi una macchina che se sbagli una virgola
20:47è un attimo, sono autoconcepita in un'altra epoca per andare veloci e di conseguenza ci sono
20:54tutti, insomma, non è una macchina moderna che frena come una macchina moderna però penso
21:01una delle icone di design e di bellezza degli anni 60 in assoluto più affascinanti che io
21:11abbia potuto apprezzare e quindi poterla guidare è ancora più emozionante.
21:16Sei anche appassionato di calcio, sei tifoso del Brescia e tifoso del Milan, mai pensato
21:22di entrare in società?
21:23No, sinceramente no, sicuro, non è la prima volta che me la fai questa domanda, qualche
21:29volta anche a Trabocchetto durante l'ultima mille miglia che ho fatto col papà, mi ricordo.
21:34Perché era la fase calda, la fase calda in cui si parlava di una nuova società.
21:38È vero, io sono sempre stato appassionato di calcio, contrariamente anche lì al papà
21:42che sicuramente a lui non è mai interessato e neanche allo zio. Io ho qualche similitudine
21:49con lo zio Carlo, Pier Carlo Beretta, detto Carlino, che fece due anni il CT della Nazionale
21:57e poi fu anche presidente del Brescia. Il calcio è uno sport che mi piace moltissimo,
22:05anche giocarlo, ho giocato ieri sera a Calcetto 5 con i miei amici, ma sono molto legato al
22:10Brescia e al Milan. Il Milan è la mia squadra di infanzia, però anche al Brescia abbiamo
22:16un rapporto speciale. È bello vedere quest'anno l'Union Brescia come sta andando avanti e che
22:26comunque vedere anche delle belle partite giocano bene e quindi siamo tutti speranzosi
22:33che quest'anno finisca bene.
22:36Ma perché però non siete entrati come famiglia nel Brescia quando c'è stato l'ingresso di
22:42Pagini, che ha coinvolto di fatto i più grandi industriali del territorio?
22:45Sì, e che secondo me era anche l'approccio giusto per affrontare un cambio di presidenza
22:50e di proprietà e sono molto contento che sia andato in quella direzione. Come ti dicevo,
22:57non essendoci tanto la passione in famiglia non è mai stato vista come una cosa da poter
23:04portare avanti o da approfondire. Chissà che un domani, essendo io più appassionato,
23:11le cose potranno cambiare, però sono molto contento della direzione che è stata presa
23:18dal Presidente Pasini e da tutti gli altri imprenditori che credono in questo progetto che penso
23:23anche io possa avere un grande successo.
23:25Proprio quando ti avevo fatto quella domanda a Trabocchetto durante la Mille Miglia, tuo padre
23:29aveva anche risposto, quando avrai i suoi soldi farà quello che vuoi.
23:32Mi mancano.
23:34Hai mai pensato a degli investimenti in altri settori? Penso a Del Vecchio che sta investendo
23:38nell'editoria, per esempio, in altri settori. Dove andresti a investire oggi?
23:43Ma allora, sicuramente sul digitale e sulla tecnologia. Ci sono tante realtà veramente
23:50interessanti che si stanno sviluppando. Mi piace anche vedere tutte quelle che stanno
23:54nascendo in Italia. È molto importante credere a tutte queste realtà che si stanno sviluppando
24:02in Italia, in Europa. Purtroppo ci troviamo in una situazione un po' difficile dove abbiamo
24:09a sinistra gli Stati Uniti che stanno spingendo tantissimo e anche in Asia dove sono stato
24:17recentemente. Le cose si stanno evolvendo e muovendo ad una velocità veramente inverosimile.
24:24Proprio per questo penso che sia molto importante credere in noi stessi. Penso che le capacità
24:29e le competenze di portare un qualcosa al mondo degli strumenti digitali, vedo tutte
24:35le start-up che stanno nascendo in ambito di intelligenza artificiale in Italia, sia fondamentale
24:40e quindi se dovessi investire in un settore al di fuori dal nostro perimetro sarebbe sicuramente
24:47quello. Poi, come dicevamo prima, ho mille passioni e quindi capita di amici che propongono,
24:53che dicono ma facciamo questa cosa insieme e mi diverte sempre.
24:56Io metto l'idea e tu metti i soldi, ti dicono. Esatto, io metto l'idea e tu metti i
25:00soldi.
25:01Di base questo è come funziona di solito e non è mai una buona idea, però insomma
25:06di opportunità ce ne sono tante ed è sempre bello aprirsi ed esplorarle.
25:11Ti dà più fastidio essere definito l'erede Beretta o il finanziato di Melissa Satta?
25:17Ma nessuno dei due mi dà particolarmente fastidio. Un termine che ogni tanto mi dà un po'
25:23più fastidio è rampollo. Rampollo trovo che sia un termine un po' brutto, proprio come
25:28suona la parola rampollo e mi è stato associato parecchie volte per ovvi motivi, però quello
25:35lì è una cosa che un po' mi dà più fastidio. In realtà essere fidanzato di Melissa, io sono
25:40fiero perché penso che sia una persona fantastica anche da un punto di vista, oltre al nostro
25:45rapporto sentimentale, anche da un punto di vista suo, lavorativo, di carriera, sono estremamente
25:50fiero di quello che fa tutti i giorni e erede della famiglia Gusali Beretta. È un onore
25:56per me, quindi non può darmi fastidio.
25:58In un'intervista al Corriere della Sera tua mamma ha detto, non è vero che io mi interesso
26:04delle relazioni di mio figlio. Disco verde, disco rosso, è vero che lo mette la mamma o no?
26:09La mamma ovviamente vuole conoscere con chi sto, vuole sapere che tipo di persona è,
26:15ma come penso che sia normale, diversamente sarebbe strano. Non ho mai sentito nessun
26:24commento negativo, giudizio, piuttosto che per dirmi, no, guarda che, ma Mimo, assolutamente
26:30no. Come mio padre nel lavoro, mia madre è molto aperta e si fida di me, si vede che
26:36sono felice, è felice anche lei e quindi va bene così.
26:39Però quando la tua vita privata finisce sui giornali, prevale il divertimento, l'arrabbiatura,
26:45l'indifferenza o pensi magari anche fatevi gli affari vostri?
26:49Ma nessuno di questo, nel senso, più che altro non capisco una cosa che mi sono sempre
26:54chiesto e dopo un po', tipo adesso con Melissa che sono fidanzato da qualche anno, la notizia
27:00non è che fa lo scoop, che dice le prime uscite, allora così, quindi ogni tanto mi meraviglio
27:05a sapere che ci siano persone ancora interessate a sapere che sì, io e Melissa stiamo insieme
27:11e bene, siamo contenti, è fine della storia, però non mi ha mai dato fastidio da quel punto
27:18di vista, solo mi rende curioso sapere che alle persone interessa così tanto dei fatti
27:24degli altri.
27:25Riprendo un'altra intervista, Melissa Sat ha detto sì, sono più grande di lui, ma va bene
27:30così, a parte invertite non ci sarebbe tutto questo rumore, a te che effetto fa a
27:36essere un po' più giovane?
27:38Ma anche a me sinceramente, sì una decina d'anni, anche a me sinceramente non è una
27:42cosa che mi ha mai disturbato, da quando abbiamo iniziato a frequentarci, io non l'ho mai sentita,
27:49cioè non c'è stata nessuna occasione, nessun contesto in cui ho detto sento questa differenza
27:53di età, io mi trovo molto allineato con quello che sono lo stile di vita di Melissa,
28:00gli obiettivi comuni, i valori e alla fine secondo me è quello che conta in una relazione
28:04e quindi l'età è solo un numero.
28:06Tu hai detto, ormai sono tre anni, non c'è più notizia che fa scoop, una ce ne sarebbe,
28:13ma alla fine ti sposi o non ti sposi con Melissa Sat?
28:17E secondo te lo dico a te prima di dirlo a lei?
28:19Ah beh, era uno bello scoop.
28:21Sì, sarebbe stato un bello scoop, no comunque prima devo fare la proposta a lei, poi dopo
28:28in caso vedrò di condividerla anche con te, se c'è lo scoop.
28:33Oh, ti chiedo se sei scaramantico, c'è il numero 17, sei scaramantico?
28:39Io sono scaramantico, Dio.
28:41Tu che generazione sei in Beretta?
28:43Io la sedicesima.
28:44Quindi potrebbe arrivare la diciassettesima?
28:45Eh beh sì, sì.
28:48Quindi, quanto aspettiamo per la diciassettesima generazione?
28:51Eh non lo so neanche lì, però da quel punto di vista no, non sarei scaramantico,
28:54anzi 17 mi piace come numero, quindi sono sicuro che la prossima generazione
29:00anche essa farà parte di una catena e porterà avanti tutto quello che è stato costruito finora.
29:05Grazie, grazie Carlo Buscelli.
29:07Grazie a te.
29:08Beretta, l'Iriverente finisce qui, ci ritroviamo come sempre la prossima settimana,
29:12nuova puntata, nuovo ospite.
29:13Un saluto, buon proseguimento di serata.
29:15Grazie.

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