00:03Oggi però abbiamo discusso anche di altri argomenti molto rilevanti in un documento che
00:07abbiamo presentato in sostegno di una posizione che la Francia ci ha chiesto di condividere e che
00:16abbiamo argomentato nel sostenere che oggi il settore della pesca è in crisi non per le scelte
00:28degli ultimi anni, certo anche per i costi che abbiamo richiamato, del carburante, ma
00:33soprattutto per scelte strategiche sbagliate. Dal 2013 a oggi le marinerie europee e in particolare
00:41quelle italiane hanno perso di competitività, non c'è un solo dato in crescita se non quello
00:47degli incidenti sul lavoro, su imbarcazioni che sono troppo vecchie, c'è necessità di
00:53investire sul rinnovo della flotta, sulla garanzia di sicurezza dei lavoratori e ovviamente
00:58su ricominciare ad avere chiare le idee. L'obiettivo che il piano comune della pesca si deve porre
01:06è aumentare i pescatori, si parla di ricambio generazionale e abbiamo quasi dimezzato i pescatori
01:14italiani dal 2013, il volume di prelievi è sceso di oltre il 40%, il valore dei prodotti
01:24è decresciuto e quindi c'è qualcosa che non funziona e quando qualcosa non funziona
01:31non si può far finta di niente e continuare nella stessa direzione. L'Italia chiede un
01:35cambio deciso di rotta e giudicare il lavoro delle burocrazie europee, che poi sono i veri
01:43autori delle proposte finora messe in campo e degli errori che sono stati compiuti, di prendere
01:50atto, che è stato sbagliato e cambiare strada. Lo fanno le persone intelligenti, quelle di
01:55comprendere quando una strada non ti porta verso la direzione che ti sei prefissato e
02:02se sei intelligente cambi strada, se sei ottuso continui invece in quella direzione, quindi
02:08da qui ai prossimi mesi l'Italia continuerà a tenere questa posizione.