Un'idea di disciplina e libertà attraversa la sfilata Primavera-Estate 2027 di Ferragamo. Per questa stagione, il direttore creativo Maximilian Davis torna a scavare nella storia del Novecento e arresta il suo sguardo sugli anni Quaranta. È l'epoca dell'ingresso di massa delle donne nel mondo del lavoro (e con loro, le divise), un momento storico in cui l'abito definiva prima di tutto la presenza e la postura sociale. Come spiega lo stesso stilista: «Era un’epoca in cui l’abbigliamento e la sua struttura definivano postura e decoro: la posizione di una tasca poteva influenzare sia il modo di stare in piedi sia quello di comportarsi. Volevo riprendere alcuni elementi di quella silhouette e attualizzarli».
[idgallery id="2847378" title="Milano Fashion Week PE 2027: le star nei front row delle sfilate e agli eventi"] Le divise Anni '40 di Ferragamo tra rigore e gomma trasparente La risposta in passerella è un guardaroba dall'architettura precisa, dove la severità dell'abbigliamento da lavoro viene distillata e poi improvvisamente spezzata da dettagli inaspettati. Le giacche e le gonne a matita ad aderenza elevata segnano il punto vita grazie all'uso di doppie cinture, mentre i gilet d'ispirazione utility scivolano sotto i completi sartoriali e i trench si aprono in svasature ampie. A rompere la rigidità d'epoca intervengono materiali d'impatto: la gomma trasparente dalle sfumature cliniche, le camicie in pelle morbida e le cravatte in pitone lucido introducono una nota fetish che trasforma l'uniforme in uno strumento di seduzione contemporanea.
[idarticle id="2849526,2011138" title="L'eleganza dell'incompiuto secondo Bottega Veneta e le altre sfilate del giorno 5 alla Milano Fashion Week,Salvatore Ferragamo: la nuova collezione estiva in anteprima in boutique adesso"] Trasparenze e drappeggi per la donna della Primavera-Estate 2027 A bilanciare la struttura quasi marziale delle giacche interviene la leggerezza dello scarf dressing. Davis fa fluire sui capi foulard e metri di seta eterea, annodati sul corpo per creare strascichi in pelle o abiti scivolati ricamati di paillettes. L'ispirazione attinge anche all'estetica surrealista e ai ritratti fotografici dell'epoca, giocate tra trasparenze, effetti di luce e stampe che richiamano la topografia terrestre.