00:04Buon pomeriggio e benvenuti a Voci dal Parlamento, il nuovo format di ADN Kronos da e con il Parlamento europeo.
00:10Oggi siamo qui con Carlo Fidanza, che è capo delegazione di Fratelli d'Italia, qui all'Eurocamera. Benvenuto.
00:16Bentrovati, grazie per l'invito.
00:17Il momento è molto carico a livello di quella che è l'agenda annuale dell'Unione Europea,
00:24perché si è appena concluso lo State of the Union, ossia il discorso con cui la Presidente della Commissione Europea,
00:28Ursula von der Leyen, tira le fila dell'ultimo anno e delinea le priorità di quelle che sarà il prossimo
00:34anno.
00:35Come dire, una specie di check-up di quello che è la salute dell'Unione Europea, secondo lei.
00:40Quindi partirei Fidanza direttamente con un commento a quello che è stata la sintesi di von der Leyen
00:46su quello che è andato bene e male finora e cosa andrà in futuro.
00:49Ma direi un giudizio in chiaro-oscuro.
00:51Abbastanza bene la parte sull'immigrazione, dove si conferma la linea che siamo riusciti,
00:57in particolar modo grazie all'azione del governo Meloni e di una maggioranza alternativa
01:01che abbiamo creato in questo Parlamento nel centro-destra, dai popolari, con i conservatori
01:06di Fratelli d'Italia, con i gruppi alla nostra destra, per una linea più restrittiva sull'immigrazione.
01:11Mi pare che questa sia stata sostanzialmente confermata.
01:15Meno bene, credo più deludente, la parte sulla competitività, il contrasto alla desertificazione industriale,
01:21che è la china su cui pericolosamente l'Europa si è avviata per un eccesso di regolamentazione
01:27e per le follie del Green Deal che stanno appesantendo le nostre industrie e la loro competitività.
01:32Questa parte è stata una parte troppo blanda del discorso, mentre per noi rappresenta la priorità numero uno,
01:39perché questo vuol dire materie prime critiche, vuol dire energia, costi di energia, infrastrutture energetiche,
01:45che vuol dire tutto ciò che deve supportare la possibilità delle nostre imprese di essere più competitive
01:50e per i cittadini di avere minori costi.
01:52Questa è stata, credo, la grande incompiuta di questo discorso.
01:55C'è stata una grande novità quest'anno, sia la presenza del Premier canadese Mark Carney
01:59e quello che sembra, come dire, un abbraccio geopolitico.
02:02La proposta di diventare membro associato, che è un unicum nella storia dell'Unione Europea
02:06e delinea ovviamente un futuro in cui, come auspicava Carney stesso a Davos un anno fa,
02:10un mondo in cui le medie potenze si mettono insieme per provare a resistere a queste ondate storiche di tecnologia,
02:15di guerra, eccetera. Come è andata?
02:18Allora, partiamo dal presupposto che il rapporto che abbiamo con il Canada è un rapporto di amicizia antico
02:23a cui teniamo particolarmente, peraltro il Canada è membro del G7, membro della Nato,
02:28c'è una comunità italiana radicata, straordinaria, di milioni di oriundi e di italo discendenti
02:34a cui siamo particolarmente affezionati, quindi il rapporto di amicizia non è in discussione.
02:40Personalmente, sottolineo personalmente, perché non ho avuto ancora modo di confrontarmi
02:44con livelli diversi, l'ho trovato un po' particolare come proposta, perché io penso
02:49che l'Unione Europea, anche quando propone degli strumenti di maggiore integrazione con
02:54dei partner, dovrebbe intanto mantenere la sua caratteristica di europea, cioè farlo con
02:59i paesi che hanno un'appartenenza almeno geografica, diciamo fisica, al continente europeo.
03:04Con il Canada noi abbiamo un rapporto di cooperazione militare strategica negli ambiti che ho citato,
03:11abbiamo anche un accordo di libero scambio che è in corso, che è il CETA, quindi abbiamo
03:15già un livello di cooperazione molto forte e si può rafforzare, credo che non ci sia
03:18bisogno di farlo con un accordo di associazione, peraltro noi che siamo, come sapete, gelosi
03:24custodi del rapporto transatlantico e lo siamo stati anche nei momenti di maggiore tensione
03:30con gli Stati Uniti in questi anni, ecco non vorremmo che poi stringere col Canada in questa
03:35fase voglia dire lasciare andare l'America, gli Stati Uniti, noi abbiamo bisogno con tutti
03:40gli sforzi che si devono fare, anche dall'altro lato ovviamente, di proteggere, difendere,
03:45rinforzare le relazioni transatlantiche con tutta l'America e non soltanto con la sua parte.
03:51Breve inciso sul CETA, l'accordo di libero scambio che esiste nel 2016 è entrato in vigore
03:56nel 2017 ma che l'Italia è uno dei dieci paesi nell'UE che ancora non ha ratificato,
04:00possiamo aspettarci progressi su questo dossier?
04:02Diciamo che il CETA i suoi effetti li ha già sviluppati, credo che ci sia qualcosa
04:09da approfondire per quanto riguarda quello che è successo quando sono finite le salvaguardie
04:15per esempio sul tema del grano, delle importazioni di grano canadese che hanno portato qualche
04:20squilibrio nel mercato che non si era avuto nei sette anni precedenti finché c'era la salvaguardia
04:25quindi ragioneremo concretamente di questo, penso nella prossima legislatura realisticamente
04:30non credo che ci sarà tempo a livello di Parlamento nazionale di aprire questa pagina
04:36prima delle elezioni.
04:39Ovviamente è stato geopoliticamente molto intenso questo discorso e sull'aspetto securitario
04:43von der Leyen ha aperto a una sorta di rafforzamento di un equivalente europeo di quello che è
04:47l'articolo 4 della Nato in cui si apre un periodo di stretta cooperazione per agire insieme
04:52contro le minacce.
04:52Siamo maturi abbastanza come Unione per farlo e quali sono i risvolti di questa possibile
04:57espansione delle capacità europee?
05:00Lo valuteremo, io sono più concreto da questo punto di vista, penso che noi dobbiamo sviluppare
05:07soprattutto capacità industriale che è la vera mancanza che l'Europa ha oggi che ci rende
05:12dipendenti non soltanto da forniture militari che arrivano da fornitori extra europei e rispetto
05:18alle quali non basta imporre in una legge europea che ci deve essere il 65-70% di componentistica
05:25europea quando non siamo in grado di produrla, quindi questa è l'urgenza vera, l'urgenza
05:30è di natura industriale e poi dall'industria quando hai i mezzi poi discende anche la capacità
05:37politica di prendere delle decisioni, noi oggi abbiamo di fronte scenari bellici che sono
05:42da un lato molto ravvicinati, dall'altro molto rinnovati sul piano delle tecnologie, oggi
05:46combattiamo guerre di droni e ancora stiamo aspettando di capire come fare il famoso muro
05:51di droni, le capacità di difensive, di deterrenza contro la minaccia che oggi arriva proprio
05:57dai droni che è una minaccia diversa rispetto a quella del passato, mi concentrerei più
06:01su questo più che su proclami di nuovi organismi che fanno immaginare grandissime cooperazioni
06:09quando invece manca la base industriale europea che serve a sostanziare quella capacità
06:14di difesa.
06:15Nella risposta al discorso di von der Leyen il presidente dei popolari Manfred Weber ha
06:21auspicato un'integrazione della difesa europea come è successo con l'euro, spiegando che
06:26solo così aumentando l'integrazione a livello indissolubile si può pensare di costruire
06:30un grande esercito europeo e non 27 bonsai come li definiti, ha senso?
06:34Io penso che l'esercito europeo non possa che essere in questa fase storica la somma di 27
06:40eserciti nazionali integrati con delle forze di reazione rapida, con una capacità militare
06:45messa in condivisione e che non possa prescindere dall'essere il pilastro europeo della Nato, perché
06:51nella Nato noi abbiamo già una fortissima integrazione tecnologica, i nostri militari
06:56basta fare un'ora in una base italiana per comprendere che parlano ormai soltanto con codici
07:02Nato e così gran parte degli altri paesi europei ovviamente che partecipano alla Nato, quindi
07:08questo è un quadro di riferimento imprescindibile rispetto al quale non dobbiamo creare doppioni
07:13perché spenderemo dei soldi, creeremo burocrazie assolutamente inutili, quindi con questa
07:18clausola sono d'accordo, l'importante è non pensare in maniera un po' velletaria che si possa
07:22sostituire quello che la Nato oggi offre in termini di interoperabilità, di scambio
07:28di buone pratiche e anche di operatività congiunta che oggi non ha eguali al mondo, è quello che
07:36conferisce ancora oggi all'Occidente una primazia sul piano militare, è esattamente questa capacità
07:42che la Nato ha sviluppato in 70 anni che non va persa ovviamente.
07:46Passiamo ora ai temi verdi, nel senso che Wunderland pur sotto una pressione immensa direi da un paio
07:50d'anni da parte dell'industria di provare a ammortizzare quelli che sono gli effetti della transizione
07:55e del caro energia sull'industria europea che come sappiamo ha dei costi di energia altissimi,
08:00molto superiore al resto del mondo, Wunderland in questo discorso ha raddoppiato la spinta
08:04dicendo, confermando gli obiettivi di decarbonizzazione a 2040 ed essenzialmente spiegando che il Green Deal
08:12e dunque passando anche per la produzione di energia pulita autoctona come nucleare e rinnovabili
08:18è la soluzione e lo rimane anche in chiave industriale.
08:22Anche in questo caso c'è stato un ritorno al linguaggio del passato che non va bene
08:27perché noi dobbiamo spingere di più in una direzione in cui certamente la transizione ecologica si deve fare
08:33ma si deve fare tenendo insieme le esigenze delle nostre industrie e la loro competitività.
08:38Fondellain ha puntato molto ancora una volta sul tema dell'elettrificazione
08:41e ha completamente mancato di dire da dove produciamo questa energia elettrica
08:45che serve per tutto, ovviamente serve anche per i data center, non soltanto per la transizione industriale.
08:52La risposta a questo non possono essere soltanto le rinnovabili
08:55su cui pure l'Italia ha investito raggiungendo un record storico sotto il governo Meloni
09:00che è che ne dica la sinistra perché ci devono essere delle energie che forniscono dei flussi stabili
09:06e questo vuol dire in particolar modo per noi il gas nella fase di transizione
09:11e il nucleare nel medio periodo il tempo tecnico che servirà per realizzarlo
09:16e su cui il governo italiano come sappiamo ha riaperto finalmente questa pagina
09:20perché questa è l'unica risposta possibile, pensare di creare l'elettricità, l'energia elettrica dal nulla
09:26o soltanto con le rinnovabili è un'asserzione ideologica ma non trova risconto nella sua concretezza.
09:35Mi sembra che sia stato un tributo pagato ai Verdi e alla sinistra della coalizione
09:39in termini di narrazione ma senza alcun tipo di concretezza
09:42e senza come dicevo all'inizio una risposta vera in termini di forza industriale
09:46che invece è quella che gli europei si aspettano, i cittadini europei si aspettano
09:50che vuol dire poi difendere il lavoro degli europei perché senza industria non c'è lavoro.
09:54In chiusura le chiedo di immaginarsi se lei avesse avuto possibilità di mettere mano al discorso
10:01quali sono gli elementi che andavano rafforzati dal vostro punto di vista?
10:04Sicuramente questo aspetto della competitività e dell'industria totalmente assente
10:08maggiore forza anche nella difesa dei nostri produttori in generale
10:10agricoltori, pescatori, allevatori, artigiani, commercianti
10:15questa base produttiva d'Europa che mi sembra la grande assente in questi ragionamenti
10:20perché se noi dobbiamo certamente rafforzare la nostra autonomia strategica rispetto ai grandi player
10:25Cina, Stati Uniti, lo dobbiamo fare per loro e per garantire di conseguenza un futuro ai nostri figli
10:31ecco questo mi pare che stia scemando come attenzione ed è esattamente quello che non deve accadere
10:36più attenzione alla concretezza della vita dei cittadini che aspettano risposte sulle bollette
10:40sull'energia, su queste questioni e meno voli pindarici di cui l'Europa non ha più bisogno
10:45è esattamente quello che ha portato a un allontanamento dei cittadini, di una parte importante
10:50dei cittadini europei dall'Europa è stata esattamente questa mancanza di concretezza
10:54mi pare che per molti tratti il discorso di oggi ci ributti in quella strada sbagliata che l'Europa ha
11:00pagato
11:01Una mancanza di pragmatismo dunque
11:02Decisamente
11:03Grazie mille Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli Italia e Parlamento Europeo
11:06e da Strasburgo è tutto