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  • 19 ore fa
Nel suo discorso sullo Stato dell'Unione la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen "conferma la linea" che dettata dalla "maggioranza alternativa" al Parlamento europeo, costituita da Popolari, Conservatori e i gruppi alla loro destra. Lo dichiara il capogruppo di Fratelli d'Italia (Ecr) Carlo Fidanza a "Voci dal Parlamento" dell'Adnkronos, offrendo un giudizio positivo sulla parte del discorso relativa al capitolo sulla migrazione ma coomplessivamente "in chiaroscuro".

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Trascrizione
00:04Buon pomeriggio e benvenuti a Voci dal Parlamento, il nuovo format di ADN Kronos da e con il Parlamento europeo.
00:10Oggi siamo qui con Carlo Fidanza, che è capo delegazione di Fratelli d'Italia, qui all'Eurocamera. Benvenuto.
00:16Bentrovati, grazie per l'invito.
00:17Il momento è molto carico a livello di quella che è l'agenda annuale dell'Unione Europea,
00:24perché si è appena concluso lo State of the Union, ossia il discorso con cui la Presidente della Commissione Europea,
00:28Ursula von der Leyen, tira le fila dell'ultimo anno e delinea le priorità di quelle che sarà il prossimo
00:34anno.
00:35Come dire, una specie di check-up di quello che è la salute dell'Unione Europea, secondo lei.
00:40Quindi partirei Fidanza direttamente con un commento a quello che è stata la sintesi di von der Leyen
00:46su quello che è andato bene e male finora e cosa andrà in futuro.
00:49Ma direi un giudizio in chiaro-oscuro.
00:51Abbastanza bene la parte sull'immigrazione, dove si conferma la linea che siamo riusciti,
00:57in particolar modo grazie all'azione del governo Meloni e di una maggioranza alternativa
01:01che abbiamo creato in questo Parlamento nel centro-destra, dai popolari, con i conservatori
01:06di Fratelli d'Italia, con i gruppi alla nostra destra, per una linea più restrittiva sull'immigrazione.
01:11Mi pare che questa sia stata sostanzialmente confermata.
01:15Meno bene, credo più deludente, la parte sulla competitività, il contrasto alla desertificazione industriale,
01:21che è la china su cui pericolosamente l'Europa si è avviata per un eccesso di regolamentazione
01:27e per le follie del Green Deal che stanno appesantendo le nostre industrie e la loro competitività.
01:32Questa parte è stata una parte troppo blanda del discorso, mentre per noi rappresenta la priorità numero uno,
01:39perché questo vuol dire materie prime critiche, vuol dire energia, costi di energia, infrastrutture energetiche,
01:45che vuol dire tutto ciò che deve supportare la possibilità delle nostre imprese di essere più competitive
01:50e per i cittadini di avere minori costi.
01:52Questa è stata, credo, la grande incompiuta di questo discorso.
01:55C'è stata una grande novità quest'anno, sia la presenza del Premier canadese Mark Carney
01:59e quello che sembra, come dire, un abbraccio geopolitico.
02:02La proposta di diventare membro associato, che è un unicum nella storia dell'Unione Europea
02:06e delinea ovviamente un futuro in cui, come auspicava Carney stesso a Davos un anno fa,
02:10un mondo in cui le medie potenze si mettono insieme per provare a resistere a queste ondate storiche di tecnologia,
02:15di guerra, eccetera. Come è andata?
02:18Allora, partiamo dal presupposto che il rapporto che abbiamo con il Canada è un rapporto di amicizia antico
02:23a cui teniamo particolarmente, peraltro il Canada è membro del G7, membro della Nato,
02:28c'è una comunità italiana radicata, straordinaria, di milioni di oriundi e di italo discendenti
02:34a cui siamo particolarmente affezionati, quindi il rapporto di amicizia non è in discussione.
02:40Personalmente, sottolineo personalmente, perché non ho avuto ancora modo di confrontarmi
02:44con livelli diversi, l'ho trovato un po' particolare come proposta, perché io penso
02:49che l'Unione Europea, anche quando propone degli strumenti di maggiore integrazione con
02:54dei partner, dovrebbe intanto mantenere la sua caratteristica di europea, cioè farlo con
02:59i paesi che hanno un'appartenenza almeno geografica, diciamo fisica, al continente europeo.
03:04Con il Canada noi abbiamo un rapporto di cooperazione militare strategica negli ambiti che ho citato,
03:11abbiamo anche un accordo di libero scambio che è in corso, che è il CETA, quindi abbiamo
03:15già un livello di cooperazione molto forte e si può rafforzare, credo che non ci sia
03:18bisogno di farlo con un accordo di associazione, peraltro noi che siamo, come sapete, gelosi
03:24custodi del rapporto transatlantico e lo siamo stati anche nei momenti di maggiore tensione
03:30con gli Stati Uniti in questi anni, ecco non vorremmo che poi stringere col Canada in questa
03:35fase voglia dire lasciare andare l'America, gli Stati Uniti, noi abbiamo bisogno con tutti
03:40gli sforzi che si devono fare, anche dall'altro lato ovviamente, di proteggere, difendere,
03:45rinforzare le relazioni transatlantiche con tutta l'America e non soltanto con la sua parte.
03:51Breve inciso sul CETA, l'accordo di libero scambio che esiste nel 2016 è entrato in vigore
03:56nel 2017 ma che l'Italia è uno dei dieci paesi nell'UE che ancora non ha ratificato,
04:00possiamo aspettarci progressi su questo dossier?
04:02Diciamo che il CETA i suoi effetti li ha già sviluppati, credo che ci sia qualcosa
04:09da approfondire per quanto riguarda quello che è successo quando sono finite le salvaguardie
04:15per esempio sul tema del grano, delle importazioni di grano canadese che hanno portato qualche
04:20squilibrio nel mercato che non si era avuto nei sette anni precedenti finché c'era la salvaguardia
04:25quindi ragioneremo concretamente di questo, penso nella prossima legislatura realisticamente
04:30non credo che ci sarà tempo a livello di Parlamento nazionale di aprire questa pagina
04:36prima delle elezioni.
04:39Ovviamente è stato geopoliticamente molto intenso questo discorso e sull'aspetto securitario
04:43von der Leyen ha aperto a una sorta di rafforzamento di un equivalente europeo di quello che è
04:47l'articolo 4 della Nato in cui si apre un periodo di stretta cooperazione per agire insieme
04:52contro le minacce.
04:52Siamo maturi abbastanza come Unione per farlo e quali sono i risvolti di questa possibile
04:57espansione delle capacità europee?
05:00Lo valuteremo, io sono più concreto da questo punto di vista, penso che noi dobbiamo sviluppare
05:07soprattutto capacità industriale che è la vera mancanza che l'Europa ha oggi che ci rende
05:12dipendenti non soltanto da forniture militari che arrivano da fornitori extra europei e rispetto
05:18alle quali non basta imporre in una legge europea che ci deve essere il 65-70% di componentistica
05:25europea quando non siamo in grado di produrla, quindi questa è l'urgenza vera, l'urgenza
05:30è di natura industriale e poi dall'industria quando hai i mezzi poi discende anche la capacità
05:37politica di prendere delle decisioni, noi oggi abbiamo di fronte scenari bellici che sono
05:42da un lato molto ravvicinati, dall'altro molto rinnovati sul piano delle tecnologie, oggi
05:46combattiamo guerre di droni e ancora stiamo aspettando di capire come fare il famoso muro
05:51di droni, le capacità di difensive, di deterrenza contro la minaccia che oggi arriva proprio
05:57dai droni che è una minaccia diversa rispetto a quella del passato, mi concentrerei più
06:01su questo più che su proclami di nuovi organismi che fanno immaginare grandissime cooperazioni
06:09quando invece manca la base industriale europea che serve a sostanziare quella capacità
06:14di difesa.
06:15Nella risposta al discorso di von der Leyen il presidente dei popolari Manfred Weber ha
06:21auspicato un'integrazione della difesa europea come è successo con l'euro, spiegando che
06:26solo così aumentando l'integrazione a livello indissolubile si può pensare di costruire
06:30un grande esercito europeo e non 27 bonsai come li definiti, ha senso?
06:34Io penso che l'esercito europeo non possa che essere in questa fase storica la somma di 27
06:40eserciti nazionali integrati con delle forze di reazione rapida, con una capacità militare
06:45messa in condivisione e che non possa prescindere dall'essere il pilastro europeo della Nato, perché
06:51nella Nato noi abbiamo già una fortissima integrazione tecnologica, i nostri militari
06:56basta fare un'ora in una base italiana per comprendere che parlano ormai soltanto con codici
07:02Nato e così gran parte degli altri paesi europei ovviamente che partecipano alla Nato, quindi
07:08questo è un quadro di riferimento imprescindibile rispetto al quale non dobbiamo creare doppioni
07:13perché spenderemo dei soldi, creeremo burocrazie assolutamente inutili, quindi con questa
07:18clausola sono d'accordo, l'importante è non pensare in maniera un po' velletaria che si possa
07:22sostituire quello che la Nato oggi offre in termini di interoperabilità, di scambio
07:28di buone pratiche e anche di operatività congiunta che oggi non ha eguali al mondo, è quello che
07:36conferisce ancora oggi all'Occidente una primazia sul piano militare, è esattamente questa capacità
07:42che la Nato ha sviluppato in 70 anni che non va persa ovviamente.
07:46Passiamo ora ai temi verdi, nel senso che Wunderland pur sotto una pressione immensa direi da un paio
07:50d'anni da parte dell'industria di provare a ammortizzare quelli che sono gli effetti della transizione
07:55e del caro energia sull'industria europea che come sappiamo ha dei costi di energia altissimi,
08:00molto superiore al resto del mondo, Wunderland in questo discorso ha raddoppiato la spinta
08:04dicendo, confermando gli obiettivi di decarbonizzazione a 2040 ed essenzialmente spiegando che il Green Deal
08:12e dunque passando anche per la produzione di energia pulita autoctona come nucleare e rinnovabili
08:18è la soluzione e lo rimane anche in chiave industriale.
08:22Anche in questo caso c'è stato un ritorno al linguaggio del passato che non va bene
08:27perché noi dobbiamo spingere di più in una direzione in cui certamente la transizione ecologica si deve fare
08:33ma si deve fare tenendo insieme le esigenze delle nostre industrie e la loro competitività.
08:38Fondellain ha puntato molto ancora una volta sul tema dell'elettrificazione
08:41e ha completamente mancato di dire da dove produciamo questa energia elettrica
08:45che serve per tutto, ovviamente serve anche per i data center, non soltanto per la transizione industriale.
08:52La risposta a questo non possono essere soltanto le rinnovabili
08:55su cui pure l'Italia ha investito raggiungendo un record storico sotto il governo Meloni
09:00che è che ne dica la sinistra perché ci devono essere delle energie che forniscono dei flussi stabili
09:06e questo vuol dire in particolar modo per noi il gas nella fase di transizione
09:11e il nucleare nel medio periodo il tempo tecnico che servirà per realizzarlo
09:16e su cui il governo italiano come sappiamo ha riaperto finalmente questa pagina
09:20perché questa è l'unica risposta possibile, pensare di creare l'elettricità, l'energia elettrica dal nulla
09:26o soltanto con le rinnovabili è un'asserzione ideologica ma non trova risconto nella sua concretezza.
09:35Mi sembra che sia stato un tributo pagato ai Verdi e alla sinistra della coalizione
09:39in termini di narrazione ma senza alcun tipo di concretezza
09:42e senza come dicevo all'inizio una risposta vera in termini di forza industriale
09:46che invece è quella che gli europei si aspettano, i cittadini europei si aspettano
09:50che vuol dire poi difendere il lavoro degli europei perché senza industria non c'è lavoro.
09:54In chiusura le chiedo di immaginarsi se lei avesse avuto possibilità di mettere mano al discorso
10:01quali sono gli elementi che andavano rafforzati dal vostro punto di vista?
10:04Sicuramente questo aspetto della competitività e dell'industria totalmente assente
10:08maggiore forza anche nella difesa dei nostri produttori in generale
10:10agricoltori, pescatori, allevatori, artigiani, commercianti
10:15questa base produttiva d'Europa che mi sembra la grande assente in questi ragionamenti
10:20perché se noi dobbiamo certamente rafforzare la nostra autonomia strategica rispetto ai grandi player
10:25Cina, Stati Uniti, lo dobbiamo fare per loro e per garantire di conseguenza un futuro ai nostri figli
10:31ecco questo mi pare che stia scemando come attenzione ed è esattamente quello che non deve accadere
10:36più attenzione alla concretezza della vita dei cittadini che aspettano risposte sulle bollette
10:40sull'energia, su queste questioni e meno voli pindarici di cui l'Europa non ha più bisogno
10:45è esattamente quello che ha portato a un allontanamento dei cittadini, di una parte importante
10:50dei cittadini europei dall'Europa è stata esattamente questa mancanza di concretezza
10:54mi pare che per molti tratti il discorso di oggi ci ributti in quella strada sbagliata che l'Europa ha
11:00pagato
11:01Una mancanza di pragmatismo dunque
11:02Decisamente
11:03Grazie mille Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli Italia e Parlamento Europeo
11:06e da Strasburgo è tutto

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