- 9 minuti fa
Un incontro tra una dottoressa italiana e un direttore d'orchestra in fuga dall'Afghanistan.
Regia di Nicola Sorcinelli. Un film Da vedere 2026 con Matilda De Angelis, Prince Chughtai, Babak Karimi, Giovanni Toscano, Ivar Wafaei. Genere Drammatico, - Italia, Serbia, Croazia, 2026, distribuito da Fandango.
Regia di Nicola Sorcinelli. Un film Da vedere 2026 con Matilda De Angelis, Prince Chughtai, Babak Karimi, Giovanni Toscano, Ivar Wafaei. Genere Drammatico, - Italia, Serbia, Croazia, 2026, distribuito da Fandango.
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DivertentiTrascrizione
00:00Nicola, Andrea, benvenuti, grazie di essere qui con noi.
00:03Allora, Balcanica, prima stiamo dicendo appunto un titolo importante, una tematica importante
00:09legata molto alla contemporaneità, però il film parte, almeno nella tua esperienza,
00:13nel tuo pensiero, da tempo prima, da tempo in memore quasi, possiamo dire,
00:18perché tu hai citato le memorie di tua nonna, i racconti che ti faceva,
00:24però anche le notizie che leggevi dall'Afghanistan, quindi dalla fura obbligata
00:30di musicisti, artisti, da quel paese, ci puoi dire, ricostruire un attimo appunto come terminato il film.
00:38Allora, sì, ho scritto di mia nonna, ma un po' per raccontare perché queste storie di libertà,
00:49negate, mi fermentano dentro, insomma, trovano sempre un spazio e sono cresciuto con lei,
00:56lei è mancata qualche anno fa, ultra novantenne, quindi sono cresciuto con le sue storie di resistenza,
01:03di guerra partigiana e di lotta per la libertà, quindi questo è un po' il mio background,
01:10quindi appunto tutte le storie di libertà negate mi toccano sempre profondamente,
01:16non è la prima volta che affronto queste tematiche, ho fatto dei corti anche in passato,
01:24uno con emergency, quindi insomma, sicuramente sono cose che mi interessa esplorare.
01:29E sì, poi, quando dal 2021, con il ritorno dei talibani in Afghanistan, la musica è stata bandita,
01:37quindi un ulteriore limite alla libertà anche artistica di espressione,
01:43ho iniziato a leggere le storie di questo piccolo esdo che si è creato poi di artisti e musicisti
01:50che hanno lasciato appunto l'Afghanistan per cercare di, insomma, seguire il proprio sogno di vita
02:01e questo, quindi sì, questo interesse, questo fermento che tendo poi inevitabilmente
02:06trova sfogo nel raccontare, nel raccontare attraverso il mio lavoro.
02:12Poi c'è anche un altro pezzo del tuo percorso cinematografico che è Moby Dick del 2017,
02:18che comunque hai vinto una sforgente al miglior corto, che tratta anche appunto di migrazioni,
02:23di due personaggi, due donne che si incontrano, è interessante come anche magari poi si ritrovi
02:30in Balcanica o qualcosa.
02:32Sì, come ti dicevo, sono storie che mi toccano sempre profondamente,
02:36e quindi credo sia importante raccontare storie diverse per creare empatia verso questi esseri umani,
02:48verso queste persone e quindi andare anche oltre, quando si parla di immigrazione, del tema,
02:55poi spesso ci si ferma solo a percentuali, numeri, quindi nel mio piccolo,
03:01se posso raccontare storie smuovere un po' di empatia, magari qualcuno può riconoscersi in Balcanica,
03:11anche se un mondo apparentemente così lontano, però magari può riconoscersi in un padre, in un figlio,
03:17siamo tutti figli, magari io non sono padre, però insomma quello che mi piacerebbe
03:24che le persone si riconoscessero e quindi che provassero sempre più empatia
03:31e che in questo periodo storico è un po' dura.
03:35Michele, tu invece quando entri in questo percorso di ricordi, di anni di lavoro, di ricola,
03:43come ti sei, come ti ha approcciato, come hai approcciato il fine?
03:46In realtà io e Nicola abbiamo già collaborato su due serie Briganti in utero,
03:52e poi abbiamo lavorato alla confessione, che è questo corto bellissimo che lui ha fatto l'anno scorso,
04:02due anni fa, e mi sono sempre trovato bene, gli dico sempre che è un piacere lavorare insieme
04:11perché Nicola ha il pregio, secondo me, di sapere cosa vuole, ma sa anche ascoltare i suoi collaboratori
04:24e poi decide e riesce a essere un capitano, diciamo così,
04:34comunque dare la strada, mostrare la strada e contaminarsi nello stesso tempo,
04:40e quindi diciamo dell'arte delle persone che collaborano con lui.
04:45Quindi quando si arriva poi a meta e si finisce un progetto insieme,
04:49ti sembra sempre di lasciare un pezzo di te, un pezzo del tuo cuore anche in quel progetto,
04:54che hai fatto parte di qualcosa di più grande e solitamente siamo,
04:58cioè io sono sempre molto felice di lavorare insieme.
05:01In questo progetto qui in particolare mi ha catturato subito perché la musica diventa,
05:08e poi è il centro del racconto, è anche il centro della storia, è ciò che manca fondamentalmente.
05:17Ed è una storia incredibile, soprattutto perché è una storia vera.
05:21Nel 2021 i talebani prendono Kabul e i musicisti non possono più suonare,
05:28è una cosa incredibile, soprattutto poi in quartieri di Kabul che hanno una tradizione musicale molto grande, eccetera.
05:38Ho approfondito poi alcune cose di quella storia, di questa storia terribile tra l'altro,
05:43e scoprire che le persone devono lasciare il proprio paese quando non vengono invece picchiate o incarcerate
05:50perché cercano di fare ciò che hanno sempre fatto, cioè fare musica, è una scoperta molto triste.
05:57Quindi sapere di questa storia e sapere di poter contribuire a questo racconto,
06:05raccontato poi con la sensibilità di Nicola e delle altre persone che ci hanno lavorato,
06:09sicuramente era una bella sfida.
06:11Abbiamo scritto il tema, ho scritto il tema credo pochi giorni prima che lui partisse per le riprese,
06:21e poi lui mi raccontava e mi diceva che lo cantano tutti sul set ed è un tema per tube,
06:28quindi è qualcosa di particolare.
06:30Quindi voi avete girato con già il tema pronto, quindi lo facevate ascoltare sul set,
06:37lo potevate rivedere, magari metterlo subito sui giornalieri?
06:41Sì, il pezzo che ha composto Michele viene suonato nel film, in parte, in parte nel film,
06:50quindi era importante che i due interpreti, Babac e Var, Jalide e Nazar, lo conoscessero,
06:59insomma poi il film, abbiamo costruito questa cosa musicale, il tema principale del film arriva piano piano,
07:06prima viene fischiato, prima viene cantato, poi lo sentiamo attraverso una porta,
07:12per poi esplodere veramente nel finale, quindi questa escalation,
07:16e quindi proprio in scena ci serviva il tema del tube dei due nostri protagonisti,
07:23quindi per forza Michele ha dovuto comporre.
07:25È buffo perché viene anche canticchiato, cantato all'interno del film,
07:30viene raccontato da un personaggio all'altro, ed è anche molto simbolico,
07:35ci sono diversi simboli all'interno del film, anche il fatto che lui e lo sceneggiatore
07:41abbiano scelto di avere due tube, due suonatori di tuba, che è uno strumento più pesante,
07:48forse il contrabbasso, ecco, era peggio, e se lo devono portare in questa strada via micidiale
07:57è rischiosissima, ed è un fardello da un certo punto di vista, ma in realtà,
08:01come raccontava bene anche lui ieri, all'interno di quella custodia, anche simbolicamente,
08:07c'è la vita e l'anima che loro si portano dietro da ciò che è stato,
08:11e la speranza di ciò che sarà nel nuovo approdo.
08:16E l'ho trovata veramente emozionante e poetica anche questa cosa.
08:20E se ci pensi, ragionavo ieri, che il fatto anche che venga raccontato, canticchiato,
08:27poi suonato un pezzo, poi ascoltato nel finale, ti racconta molto anche di come cercare di fermare
08:34la musica, silenziare la musica, è impossibile sull'essere umano, è un po' come fermare
08:38l'acqua con le mani, quindi in qualche modo uscirà sempre, no?
08:42Lo raccontava anche Babak, quando alla conferenza stampa parlava del padre,
08:47il padre era un bravissimo attore iraniano, poi un grande artista iraniano,
08:51è sempre stato bloccato nella sua arte, però se gli bloccavano quell'arte,
08:58improvvisamente cercava di sfogarsi in un'altra arte, quindi è sempre...
09:01C'è una via, c'è sempre una via, no?
09:03L'ho detto una cosa bellissima ieri Babak, se ti incarcerano, se sei un artista,
09:07ti mettono in prigione, ti danno solo pane e acqua, dopo, il giorno dopo inizia a creare
09:11qualcosa con il pane, sì.
09:13Qualcosa.
09:15E invece come è andato l'incontro tra Babak, Ivar e Matilda, il triangolo, il viaggio, diciamo?
09:22Guarda, è stato molto bello, io volutamente non ho fatto incontrare Matilda con Babak e Ivar,
09:30per cercare di sfruttare anche magari quella timidezza iniziale, no?
09:36Che per forza di cose c'è in un primo incontro, quindi sfruttare anche un po' quella cosa
09:41e le distanze all'inizio del film non mi hanno aiutato, perché comunque Ivar abita a Berlino
09:49e Babak abita ad Eran, quindi insomma abbiamo avuto diversi incontri online per farli conoscere
09:57e iniziare un po' a sentirsi e poi una volta arrivati sul set abbiamo vissuto tutti insieme,
10:06eravamo una truppa piccola in questo alberghetto, in questo paesino nel sud della Serbia, quindi
10:10anche questo ha contribuito ad unirci, ad unirli ancora di più e spero sia arrivato un vero affetto tra loro
10:21due.
10:22E proprio parlando del set, della posizione mistica del film, sembra che è un film molto fisico come Camera a
10:29mano
10:29in cui si sente proprio anche lo sforzo di chi sta dietro nel farlo per seguire questi personaggi,
10:36quindi a metterti sullo stesso piano emotivo, sullo stesso sforzo emotivo che loro stanno facendo.
10:43Interessante appunto come ti sei posto.
10:46Perché per me il corpo era fondamentale, perché l'unico mezzo che hanno, il loro corpo è il mezzo che
10:53hanno per viaggiare,
10:55quindi per me era importante proprio la carne, la fisicità e quindi anche avere questa macchina a mano
11:02costantemente quasi a seguirli e fare gli stessi movimenti, infatti insomma per l'operatore non è stato facile sempre,
11:11perché poi è un film anche di piani di sequenza molto lunghi, in luoti molto selvaggi,
11:19quindi però se questa cosa arriva sono contento.
11:25E a livello compositivo invece, diciamo al netto passiamo il termine del coinvolgimento emotivo,
11:32essendo tu appunto un compositore musicista, quindi di simare immagino anche nel, come hai detto prima,
11:38nell'esodo dei più protagonisti.
11:42Cosa cambia quando appunto vai a scrivere? In questo caso era necessario farlo prima,
11:46però sapere di avere una storia in questo modo è un approccio visivo in questo modo,
11:51come diceva, molto fisico, camera a mano rispetto magari ad altri lavori su cui,
11:55comunque quello che trovi in utero o brillante ad esempio.
11:59Guarda, in generale a me piace molto quando è l'immagine anche che riempie il vuoto,
12:05quindi non sono di quei, lui lo sa bene, di quei musicisti che hanno bisogno che la propria musica
12:09si senta in continuazione e molto alta.
12:12Anzi, abbiamo avuto anche, diciamo inizialmente abbiamo anche pensato con Nicola
12:18che forse la musica sarebbe potuta arrivare proprio soltanto alla fine,
12:21perché comunque la musica c'è in quanto privazione, no?
12:27E quindi il silenzio avrebbe parlato moltissimo in realtà.
12:32e l'idea di avere la musica soltanto nel finale, magari nel titolo di coda,
12:37era, devo dire, interessante e accattivante.
12:39Poi abbiamo visto che nella narrazione 3, 4, 5 punti in cui la musica poteva essere anche utile
12:46come commento e funzionare, raccontare, era qualcosa di, diciamo, fattibile
12:53e effettivamente ha funzionato.
12:58E' interessante, secondo me, anche dal punto di vista praticamente compositivo,
13:02il fatto di avere un tema anche semplice, perché comunque non sono due musicisti stratosferici,
13:08loro sono due musicisti, no?
13:10E' un tema anche semplice, credibile, scritto per tuba,
13:15che piano piano senti e cresce,
13:18e intanto anche, diciamo, una sorta di contrappunto,
13:21un commento musicale fatto con elettronica, con strumenti acustici,
13:27non per forza filologici, perché comunque io non sono nato in Afghanistan
13:31e non ho chiaramente quella cifra musicale lì,
13:36ma ho cercato di mangiare il film, digerirlo,
13:42e poi far, diciamo, riproporre quello che sentivo
13:46ed è una, diciamo, anche una sperimentazione da questo punto di vista,
13:51quindi ho usato una mandola,
13:52che comunque è anche uno strumento tradizionale nostro, eccetera,
13:55quindi è stata anche una sfida.
13:58Non c'è tanta musica e io sono molto contento di questo,
14:01però quando c'è, si fa sentire, ecco.
14:05Ecco, come ti dicevo prima, mi sembra un più molto centrato
14:08sia per quello che vedi sullo schermo
14:10che per quello che c'era, che si percepisce tutto attorno.
14:15E se mi puoi dire appunto qualcosa in più
14:17su questo piccolo set del Sud della Serbia
14:19in cui, volete, eravate un miscoglio tra italiani, serbi,
14:23molti negrini, dal Dalaran, dall'Afghanistan,
14:25una piccola comunità che appunto sembra fare il paio
14:29con le comunità che vediamo nel film.
14:32Assolutamente, sì, è stato un set internazionale
14:36perché veramente eravamo dall'Italia, dalla Serbia,
14:39dalla Croazia, dalla Germania, dal Pakistan,
14:42insomma, tantissime vite, tantissimi sguardi diversi,
14:48vite diverse e guarda, anche con Matilda,
14:52la, come parlavamo ieri, è stata lavorativamente
14:57parlando dell'esperienza più bella della mia vita,
15:00per lei lo stesso, ho confessato ieri
15:04che è stata la cosa più bella, l'esperienza più bella
15:06che ha mai fatto, perché c'era un sentimento comune
15:13di voler fare bene, di voler raccontare bene questa storia
15:16e c'era proprio anche l'entusiasmo, ti parlo proprio tecnicamente
15:19di ogni volta che si andava a comporre, no, l'immagine visiva
15:23tutta la squadra di fotografia, ho visto proprio una passione,
15:27entusiasmo di far uscire qualcosa di bello, di unico.
15:33C'era proprio un calore sul set di Balcani,
15:36è veramente bello, quindi anche questo spero che...
15:40Arrivi. Arrivi. Arriva, arriva.
15:43Vi chiedo l'ultima per entrambi e abbiamo citato prima
15:48altre due vostre collaborazioni appunto, inutori e briganti.
15:53Questo tipo di film, Balcani, questo tipo di set,
15:56questo tipo di approccio serve anche magari a ripulire lo sguardo,
16:00a ripulirsi rispetto magari alle grandi condizioni
16:03oppure a tutta una serie di dinamiche molto più grandi
16:06e molto più puntate, giustamente anche al successo pubblico
16:11e alle grandi piattaforme.
16:14Permetti, Neshanes, Kenzo,
16:16io ho avuto in realtà due esperienze molto libere nella serialità,
16:20non ho mai avuto troppi paletti stretti.
16:25Sicuramente quando lavori con grandi canali
16:30che hanno un indirizzo editoriale magari preciso
16:32per forza anche se non hai paletti troppo vicini
16:35ma devi stare all'interno di un qualcosa
16:37e credo anche musicalmente, non lo so.
16:42Poi spesso nella serialità non sei l'unico regista
16:46quindi si deve trovare anche una...
16:49cercare un linguaggio comune
16:52quindi sicuramente è più difficile.
16:59Questo invece era totalmente mio.
17:02Poi il primo film tuo.
17:03Il mio primo film, quindi oltre alla libertà
17:06che ho avuto ma anche da parte di Narsim,
17:09di Wild Ride, tutte le produzioni coinvolte
17:12c'era proprio un trasporto diverso, questo è chiaro.
17:16Sì, io credo che...
17:18Hai ragione a porre questa domanda.
17:21Credo forse ripulire non è la parola giusta
17:23nel senso che sono proprio quasi due mestieri diversi a volte.
17:29È molto più industriale, produttivo un certo tipo di serialità
17:34e ha proprio un linguaggio diverso.
17:36Anche se c'è magari a volte della sperimentazione
17:41anche nella serialità o comunque nel mainstream
17:43comunque sicuramente ha i più paletti
17:47ma è proprio un linguaggio diverso spesso.
17:50Invece in un film cinema, opera prima di questo tipo
17:54hai sempre la sensazione che puoi esplorare nuovi territori
17:59e cercare di andare un po' oltre te stesso
18:02e questa cosa è fondamentale proprio a livello artistico
18:06quindi ce ne vorrebbero molti di più forse
18:10e quindi vedi di farne tanti.
18:13E l'augore di tutti.
18:16Ok, ci siamo. Grazie mille.
18:18Grazie mille.
18:19Grazie.