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  • 3 ore fa
Roma, 22 set. (askanews) - "Riprendono in Commissione Giustizia alla Camera i lavori sulla riforma dell'ordinamento professionale dei commercialisti. Ci auguriamo che vi sia ancora spazio per apportare modifiche al testo, considerato che gli emendamenti diretti a migliorarlo e a rendere la professione più attrattiva per le nuove generazioni sono stati ritirati o respinti. Si tratta, invece, di interventi indispensabili per restituire centralità alla nostra categoria. La riforma è necessaria, ma deve essere capace di guardare al futuro. Tra le priorità figurano una chiara delimitazione delle responsabilità, maggiori garanzie sull'equo compenso e il riconoscimento di tutele ed esclusive che definiscano con precisione il perimetro professionale. Abbiamo consegnato alla politica un documento di sintesi con le nostre proposte e auspichiamo che venga valutato con attenzione, affinché questa importante occasione di rinnovamento non si trasformi in un fallimento". Lo ha dichiarato Marco Cuchel, presidente dell'Associazione nazionale commercialisti, nel corso dell'incontro pubblico sul tema "Dalla riforma dell'ordinamento al futuro della professione di commercialista", promosso dall'Associazione nazionale commercialisti, che si è svolto nella sala Capranichetta dell'hotel Nazionale di Roma.Sul fronte della maggioranza Daniela Dondi, deputata di Fratelli d'Italia ha sottolineato che "la riforma professionale dei commercialisti e degli esperti contabili sarà discussa a Montecitorio la prossima settimana. È una riforma organica che tiene conto dell'evoluzione della professione stessa. Tra le priorità quella dell'anticipazione dell'accesso per cui i 18 mesi di tirocinio potranno essere svolti nel corso dell'ultimo biennio della laurea magistrale e poi incentivi per la digitalizzazione, semplificazioni e chiarimenti sulle attività esclusive della professione, il reinserimento della possibilità di svolgere attività giuslavoristica".Auspica modifiche necessarie il senatore Antonio Misiani (Partito Democratico): "E' una riforma attesa da molti anni. Dovrebbe essere una occasione per aggiornare regole e dare risposte alle problematiche di una professione importante che è cerniera tra contribuenti e pubblica amministrazione. I commercialisti sono in sofferenza. Tra crisi vocazionale e difficoltà dei giovani professionisti e il testo che sta venendo fuori rischia di essere un po' debole su questi punti. Speriamo di avere la possibilità in sede di discussione parlamentare di inserire le proposte che arrivano dall'Anc e dai commercialisti italiani".Secondo Andrea De Bertoldi (Lega) "la priorità sarà sicuramente quella di dover controllare i decreti delegati. Questa legge doveva arrivare soprattutto dopo i profondi cambiamenti della professione. Noto che finalmente è stata formalizzata la consulenza del lavoro tra le funzioni dei dottori commercialisti. Cosa che era già in re ipsa ma non era formalizzata. Il governo ha fatto bene a inserirla per togliere ogni forma di dubbio".A evidenziare l'impegno del Parlamento è Chiara Tenerini (Forza Italia): "La riforma approda in aula e ci sarà la possibilità di portare a casa un risultato atteso da anni. Il testo è stato leggermente modificato ma è stato fatto un gran lavoro parlamentare. È stato introdotto l'ambito giuslavoristico, la questione dell'equo compenso e altri temi importanti che l'Anc ha posto come priorità. Ci sono questioni che meritano ulteriori approfondimenti come gli ordini territoriali e le specializzazioni. Ma la proposta subirà integrazioni dall'Aula e ci sono termini di apertura prima dei decreti attuativi".Guarda lontano Giulio Centemero (Lega): "Dobbiamo guardare alla professione del futuro. Come categoria ci siamo rimasti un po' indietro nel pensare come avere appeal per le nuove generazioni. Serve una scossa e per questa riforma come Lega abbiamo presentato diversi emendamenti per superare il rischio esistenziale di questa figura fondamentale per il Paese".Marco Natali, presidente di Confprofessioni, ha ribadito che "la 'riforma' fissa dei punti interessanti come le società tra professionisti, l'attenzione ai giovani, il tirocinio, la formazione che è già obbligatoria oggi ma mette l'accento sull'aspetto dell'adeguamento alle nuove tecnologie, all'intelligenza artificiale. C'è una notevole attenzione del legislatore a quella che è la riforma, c'è l'introduzione dell'aspetto giuslavoristico che chiarisce che anche l'attività dei commercialisti è di attività giuslavoristica, ci sono degli spunti assolutamente interessanti bisognerà vedere come verrà declinata la cosa in sé. Noi commercialisti come gli avvocati abbiamo delle leggi ad hoc mentre tutto il resto del mondo delle professioni vengono regolamentati in un modo unico, sarà interessante vedere lo sviluppo perché c'è collegato l'equo compenso, i rapporti con i clienti importanti ma la declinazione potrebbe essere completamente diversa". Secondo Mario Michelino, presidente dell'Andoc, "è importante porre l'acc

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Trascrizione
00:00La riforma dell'ordinamento dei dottori commercialisti e il futuro della professione
00:04sono i temi affrontati nel corso dell'incontro pubblico organizzato a Roma
00:08dall'Associazione Nazionale Commercialisti, che ha visto tecnici e politici
00:12confrontarsi alla vigilia della discussione in Parlamento del nuovo testo normativo.
00:17Ascoltiamo Marco Cucco, il presidente dell'ANC, Danila Dondi, deputata di Fratelli d'Italia
00:22e Antonio Misiani, senatore del Partito Democratico.
00:25Una legge che riteniamo necessaria, quella di modifica, perché è una norma ormai di oltre 20 anni
00:32e in questi 20 anni la professione è cambiata sostanzialmente, per renderla effettivamente attrattiva
00:40e proiettarla nel futuro bisogna partire da principi fondamentali che attualmente non sono ricompresi
00:46nella legge delega, però alcuni principi devono essere ribaditi, quello del circoscrivere
00:53quelle che sono le responsabilità, quello di dare garanzia su un eco-compenso per le attività
00:58professionali, quello di dare delle tutele, quello di garantire anche delle riserve, delle
01:03esclusive, perché non è possibile che una professione come la nostra, centrale nell'economia
01:08del Paese, centrale per la crescita delle imprese, ma anche nell'interesse, ripeto, collettivo
01:14del Paese non abbia un perimetro nel quale i professionisti possono e devono operare.
01:23L'oggetto della riforma è sicuramente l'anticipazione di entrare nella professione da parte dei giovani
01:31che i 18 mesi di tircignoli potranno fare contestualmente all'ultimo biennio dell'università magistrale,
01:40un incentivo alla digitalizzazione, semplificazione e chiarimento di quelle che sono le attività
01:49esclusive della professione.
01:52La riforma è o dovrebbe essere un'occasione per aggiornare le regole e per dare risposte
01:58alle problematiche di una professione molto importante che è cerniera tra i contribuenti,
02:03siano essi cittadini e imprese, la pubblica amministrazione e l'amministrazione finanziaria.
02:07I commercialisti svolgono da questo punto di vista una funzione civica estremamente importante,
02:13sono però in una condizione di sofferenza, c'è una crisi di vocazione per la professione,
02:18il numero di iscritti sta diminuendo, c'è una sofferenza specialmente nei giovani professionisti,
02:24lo si vede anche dai dati di versamento dei contributi.
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