00:00Sulla nomina di un rappresentante, diciamo di un inviato dell'Europa, lei sa come la penso, perché l'ho già
00:08proposto, l'ho già detto in diverse occasioni.
00:12Formalizzare, individuare e formalizzare chi parla a nome dell'Europa sarebbe un elemento che rafforza la posizione europea.
00:20E attenzione parlo di Europa e non di Unione Europea, nel senso che ovviamente credo che nazioni come la Norvegia
00:30e come la Gran Bretagna non potrebbero e non dovrebbero assolutamente essere escluse da questo.
00:35Però credo che rispetto a quello che sta accadendo oggi, in cui in buona fede chiaramente si moltiplicano i formati,
00:42si moltiplicano gli eventi, si moltiplicano gli interlocutori, avere un unico interlocutore in una fase che è delicata sarebbe un
00:50elemento che chiarifica, che semplifica e che dà forza alla posizione europea.
00:54Dopodiché, le formule possono essere le più svariate e io non ho e non ritengo di avere la soluzione al
01:03problema, anche se oggi noi siamo in Norvegia, chiaramente quando si guarda uno scenario di questo tipo, immaginare personalità che
01:11provengono da nazioni di media grandezza, che sono schierate con l'Ucraina, che conoscono la Russia e che hanno buoni
01:18rapporti con gli americani, credo potrebbe essere ad esempio utile e interessante.
01:24Ma questo è un tema che dal mio punto di vista l'Europa deve affrontare e risolvere. Serve a un
01:30certo punto che ci sia l'ufficialità su chi ha in carico questo dossier e chi parla a nome anche
01:36degli altri, perché altrimenti rischiamo di indebolire e non di rafforzare la nostra posizione.
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