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  • 2 giorni fa
Roma, 17 set. (askanews) - I sub di Greenpeace Italia si sono immersi per la prima volta nelle acque dell'Area Marina Protetta (AMP) dell'isola di Ustica, a largo della Sicilia, con due biologi marini, per studiare lo stato di salute dei fondali, come parte del progetto Mare Caldo che monitora l'impatto dei cambiamenti climatici sulle specie marine. Quello che hanno riscontrato, racconta Greenpeace, è poco confortante, dopo il caldo estremo di questa estate.Valentina Di Miccoli, della campagna Mare di Greenpeace italia: "Dai 40 metri di profondità fino alla superficie abbiamo visto tantissimi segni di stress termico sugli organismi: sbiancamento, necrosi e vere e proprie morìe, anche del corallo tipico del Mediterraneo, la Cladocora caespitosa, totalmente sbiancata in tanti punti di immersione e un'intera prateria di Poseidonia, che è tendenzialmente verde, totalmente sbiancata: tutti indici del fatto che il Mediterraneo sta soffrendo del cambiamento climatico".Cambiano anche gli equilibri dell'ecosistema marino, denunciano gli ambientalisti, con il proliferare di organismi abituati alle alte temperature. Luigi Piazzi, biologo marino: "Il pesce pappagallo è diventato tra le specie più abbondanti e il vermocane, tossico, sta proliferando, mangiando madrepore, gorgonie e impoverendo quindi l'ambiente costiero dell'isola".Le aree marine protette come quella di Ustica aiutano a mitigare gli impatti dei cambiamenti climatici in mare, sottolinea Greenpeace, ma non basta:"Dobbiamo ridurre drasticamente le emissioni di gas serra in atmosfera che stanno distruggendo i nostri mari e tutti noi" ha aggiunto Di Miccoli.

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00:00I sub di Greenpeace Italia si sono immersi per la prima volta nelle acque dell'area marina protetta dell'isola
00:05di Ustica a largo della Sicilia con due biologi marini per studiare lo stato di salute dei fondali come parte
00:12del progetto Mare Caldo che monitora l'impatto dei cambiamenti climatici sulle specie marine.
00:17Quello che hanno riscontrato racconta Greenpeace è poco confortante dopo il caldo estremo di quest'estate. Valentina Di Miccoli della
00:24campagna Mare di Greenpeace Italia.
00:26Dai 40 metri di profondità fino alla superficie abbiamo visto tantissimi segni di stress termico sugli organismi, sbiancamento, necrosi ma
00:37anche vere e proprie morie, per esempio del corallo tipico del mar Mediterraneo, la cladogora cespitosa, totalmente sbiancata in tantissimi
00:45punti delle immersioni che abbiamo fatto.
00:48Inoltre abbiamo visto anche un'intera prateria di Posidonia che tendenzialmente è di color verde, totalmente sbiancata.
00:56Questi sono tutti indici che il mar Mediterraneo sta soffrendo per il cambiamento climatico.
01:03Cambiano anche gli equilibri dell'ecosistema marino, denunciano gli ambientalisti, con il proliferare di organismi abituati alle alte temperature.
01:11Luigi Piazzi, biologo marino.
01:13Il pesce pappagallo è diventato una delle specie più abbondanti e anche il vermo cane che è un verme tossico
01:21che sta proliferando nell'isola, mangiando tutti gli altri organismi bentonici come madrepore, gorgonie eccetera, quindi impoverendo moltissimo l'ambiente
01:32costiero dell'isola.
01:34Le aree marine protette come quella di Ustica aiutano a mitigare gli impatti dei cambiamenti climatici in mare, sottolinea Greenpeace,
01:41ma non basta.
01:42Abbiamo assolutamente bisogno di diminuire le emissioni di gas serra in atmosfera, che stanno distruggendo i nostri mari, ma anche
01:51tutti noi.
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