Per raccontare la collezione autunno/inverno 2026, firmata da Matthieu Blazy, Chanel torna nel luogo più simbolico della maison: l’appartamento privato di Gabrielle Chanel al numero 31 di Rue Cambon, a Parigi. È qui che Coco lavorò per decenni. Ed è qui che, seduta sui gradini della scala degli specchi, osservava senza farsi vedere le reazioni del pubblico alle sue sfilate. La nuova campagna, la seconda firmata da Blazy per il prêt-à-porter Chanel, trasforma quelle stanze in un luogo sospeso tra passato e presente. Le immagini sono state affidate al fotografo Julien Martinez Leclerc, mentre il film di accompagnamento porta la firma del regista Stuart Winecoff. [idgallery id="2541978" title="Come abbinare la giacca in tweed, stile Chanel, copiando i look delle dive di oggi e di ieri"] Una festa dentro le stanze di Coco Nelle immagini della campagna, l’appartamento non è un semplice sfondo. Diventa il cuore della storia. Una festa affollata prende vita tra le stanze, gli oggetti raccolti da Gabrielle Chanel nel corso della sua vita e gli specchi che moltiplicano gli spazi. A muoversi negli ambienti sono undici modelle. Nel film di Winecoff, Rue Cambon diventa un vero palcoscenico. Passato e presente si incontrano e le diverse identità della donna Chanel prendono forma. La scelta dell’appartamento non è soltanto un omaggio all’archivio. Dal suo arrivo alla guida della maison, Blazy ha più volte sottolineato la volontà di costruire un dialogo con l’eredità di Gabrielle Chanel, senza limitarsi a riprodurne i codici. La collezione è stata presentata al Grand Palais lo scorso 9 marzo, davanti a circa mille ospiti. [idarticle id="2700767" title="È Chanel mania: nel 2026 tornano di moda le scarpe bicolor, icone del brand parigino"] «Bruco e farfalla»: il filo conduttore Alla base della collezione c’è una frase di Gabrielle Chanel che Blazy ha scelto come filo conduttore: «La moda è insieme bruco e farfalla. Sii un bruco di giorno e una farfalla di notte». Una metafora che racconta due anime della maison. Da una parte la comodità e la praticità del giorno. Dall’altra la seduzione e la spettacolarità della sera. Lo stesso Blazy, presentando la sfilata di marzo, aveva sintetizzato così la sua visione: «Chanel è funzione, Chanel è finzione. Chanel è sensato, Chanel è seducente. Chanel è giorno, Chanel è notte». E ancora: «Rappresenta ...
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