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  • 2 giorni fa

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Trascrizione
00:21Gentili telespettatori bentrovati, riprendiamo i nostri appuntamenti sui segreti
00:29del cervello. Grazie per l'invito, la benevolenza che hanno nei miei confronti TV Parma e la
00:38Gazzetta di Parma. Ringrazio il direttore Claudio Rinaldi, il direttore Pietro Adrasto Ferraguti,
00:45il direttore Stefano Cecineva di produzione di TV Parma. A loro devo la possibilità di riprendere
00:56questa serie di brevi incontri sulle neuroscienze. Faremo un viaggio all'interno della scatola
01:04cranica, soprattutto in scia alla illuminata, grande, straordinaria tradizione di ricerche
01:12e di studi sul cervello dell'Istituto di Fisiologia della nostra Università. Ricordo il professor
01:19Rizzolatti, ricordo il professor Gallese, il professor Bonini, il professor Avanzini,
01:26il professor Di Cesare e tanti altri e soprattutto anche per il fatto che le neuroscienze ci hanno
01:35consentito negli ultimi tempi di estendere un po' la nostra conoscenza sull'organizzazione
01:43anatomo funzionale del cervello. Questo è stato reso possibile grazie alle tecniche che abbiamo in
01:50diagnostica, la risonanza magnetica funzionale che sapete è basata sulle variazioni di circolo
01:56arterioso all'interno del cervello, la PET, la tomografia e emissione di positroni che si avvale
02:03di glucosio marcato e il glucosio è l'unico combustibile del cervello e quindi noi possiamo
02:09andare a vedere dove si accumula in determinate aree quando facciamo alcune cose e anche le mappe
02:16elettroencefalografiche che registrano l'attività elettrica del cervello e poi anche naturalmente
02:23studiando con la neuropsicologia le disfunzioni create da malattie del cervello, insulti traumatici,
02:33danni vascolari, situazioni postchirurgiche e così via. E allora siamo riusciti a creare una specie
02:41di cartografia, una mappa delle varie funzioni cerebrali. Insomma oggi possiamo sapere quali
02:48lampadine si accendono quando facciamo determinati compiti, se assaporiamo un cibo, se guardiamo un'opera
02:56d'arte, un paesaggio, se ascoltiamo un brano musicale, se recitiamo una poesia eccetera e quindi
03:03diciamo localizzare non vuol dire spiegare però un punto di partenza fondamentale altrimenti vuole
03:10anche dire che stiamo cercando qualcosa che non c'è nel cervello. Però sempre tenendo presente che le
03:16varie aree cerebrali lavorano integrandosi tra di loro in armonia di rete per non essere troppo
03:24neuromaniaci e tornare troppo riduzionisti e tornare all'antica frenologia di ottocentesca
03:32di Gall e Spurzheim che pensate facevano derivare i tratti di carattere e funzioni mentali dalle
03:39bozze dai bernoccoli del trane. Sapete che si diceva una volta al bernoccolo della matematica,
03:45al bernoccolo della poesia. E quindi oggi possiamo conoscere questo organo, questo oggetto
03:55fisico più complesso di tutto il mondo vivente che è il cervello. Pensate 100 miliardi di neuroni come
04:04le stelle della nostra galassia con cui nasciamo. Neuroni sono cellule specializzate che si interfacciano,
04:12si intersecano tra di loro, si lanciano continuamente messaggi elettrochimici, insomma un'ammirabile
04:22rete che nessuna computer, nessuna intelligenza artificiale riuscirà mai ad egualiare. È l'organo
04:31protagonista della nostra vita. Ci fa immaginare, fantasticare, conoscere, quindi apprendere, ci fa lavorare,
04:40ci fa innamorare e soprattutto è l'organo anche più plastico, più maneggevole, più autopoietico che
04:49abbiamo. Cioè noi costruiamo il nostro cervello tutti i giorni con le esperienze che facciamo, da quando
04:57nasciamo fino a 90 anni. E influiamo soprattutto sulla architettura delle connessioni tra i vari neuroni,
05:07il cosiddetto connectome, su cui è fondate e sono fondate le nostre funzioni simboliche superiori
05:14importanti. E quindi abbiamo, diciamo così, dobbiamo dare importanza alla genetica, come in tutte le
05:25problematiche mediche, cliniche, ma soprattutto per il cervello la etigenetica. Cioè come noi,
05:33diciamo stimoliamo e influiamo sul cervello è straordinariamente importante. È l'unico organo
05:42che presenta quattro peculiarità. C'è una ridondanza, cioè noi sappiamo che non utilizziamo nelle nostre
05:51attività abituali tutte le nostre risorse cerebrali, abbiamo per così dire delle aree di riserva che
05:59possono poi essere chiamate in servizio in caso di danni e usure. Possiamo, abbiamo la cosiddetta
06:06globalità. Ci sono aree specializzate che fanno determinati compiti, ma possono anche sostituire,
06:14diciamo, altre aree danneggiate e assumersene le funzioni. Per esempio, se pensiamo alla cecità,
06:21le aree visive diventano in parte aree tattili. E abbiamo soprattutto la plasticità, quella
06:29a cui accennavo prima, cioè la possibilità noi di innaffiare come una pianticella questa
06:36architettura di connessione tra le cellule. E diciamo, le vitamine più importanti per costruire
06:46questa rete sono stimoli che devono essere gratificanti sul piano emozionale, appassionanti,
06:55interessanti, coinvolgenti e anche significativi sul piano cognitivo. Ecco, quindi che, diciamo
07:03così, dobbiamo conoscere il cervello vuol dire usarlo bene e mantenerlo in forma.
07:19Grazie.
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