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  • 2 giorni fa
I PROCESSI sono quelli del 2008 - 2013. Diversi da quelli, i primi, splendidamente raccontati in Argentina, 1985. Se questi, più eclatanti, furono la Norimberga argentina, quelli che mostra Marco Bechis in Ritorno a Buenos Aires (ultimo film italiano in concorso alla Mostra del cinema di Venezia 2026, in uscita al cinema il 17 settembre) sono quelli di Vincitori e vinti. Se vogliamo trovare un parallelo cinematografico. Nella realtà, i primi furono quelli che portarono alla sbarra i vertici del regime militare al potere dal 1976 al 1982. Quelli successivi annullarono la grazia che era stata concessa dai regimi di destra e portarono davanti alla legge i responsabili minori. Non le alte gerarchie, ma i loro strumenti quotidiani. Con le testimonianze dei sopravvissuti che accettarono di ritornare in quell'incubo, 30 anni dopo. E per la prima volta la violenza sessuale subita dalle vittime femminili fu considerata aggravante della pena.
Ritorno a Buenos Aires ha per protagonista uno straordinario, umanissimo e struggente Adriano Giannini. che se non ci fosse John Malkovich sarebbe da Coppa Volpi per il Miglior attore del festival. Il suo medico che torna a Buenos Aires per testimoniare ai processi, ci fa entrare nella sua mente e nei suoi occhi. E nelle sue colpe. Una discesa nell'incubo privato che è collettivo, passato e presente. Universale. Di tutte le violenze e le guerra, dai golpe militari anni 70 ai conflitti ibridi e fluidi di oggi.
Sono passati 27 anni da Garage Olimpo, il film con cui Marco Bechis mostrava i crimini compiuti dalla dittatura militare argentina attraverso la storia di Maria. L'eco di quel film si dissolve presto. I luoghi sono gli stessi, ma Bechis fa un film diverso. Ambientandolo nel 2008, mostra cosa voglia dire per un sopravvissuto a sequestri e torture tornare in quel Paese per testimoniare al processo contro gli ex militari. Dopo 33 anni vissuti in Italia, a Torino, deve confrontarsi con cosa voglia dire essere rimasto vivo.
Marco Bechis è nato a Santiago del Cile, da padre italiano. Nel 1977 è a Buenos Aires e viene arrestato dai militari al potere. Quattro mesi di torture nel Garage Olimpo (la prigione A01) poi il rilascio, il viaggio in Italia. Dice: «Non è facile, non tutti i sopravvissuti riescono a diventare testimoni, non hanno il coraggio di farlo. Esporsi anche di fronte ai propri carnefici, che sono stati arrestati e in giudizio. E la cosa che mi ha spinto è più un legame con l'attualità: oggi quanti sono i sopravvissuti a Gaza che non possono fare i testimoni perché non ci sono tribunali che li ascoltino? Oggi siamo circondati da guerre, con un sacco di sopravvissuti a quelle guerre, a quelle catastrofi, e nessuno che li ascolta». Bechis aveva 22 anni quando fu sequestrato dalla polizia argentina. Nel 2010 è tornato a Buenos Aires per testimoniare contro i militari. Oggi, rispetto al Presidente Milei e alla diffusione delle nuove autocrazie, afferma: «Credo che siano dei fenomeni social. Se Milei è stato eletto è perché i 20enni, trasversalmente, dai più ricchi ai più poveri, hanno votato per un fenomeno social. Se rimaniamo rinchiusi in noi stessi, senza aprirci agli altri, finiremo per essere una dittatura. L'Europa sarà una dittatura».

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00:00Quanto tempo sei rimasta dentro tu?
00:0234 giorni, ero al Vesubio. Tu?
00:05Due anni e 46 giorni. Ero al Garagio Limpo.
00:09Sono passati 27 anni dall'uscita di Garagio Limpo, il film con cui Marco Bechis mostrava i crimini compiuti dalla
00:18dittatura militare argentina.
00:20E all'83esima mostra del cinema di Venezia il regista ha portato Ritorno a Buenos Aires.
00:27Ambientato nel 2008, il film mostra cosa voglia dire per un sopravvissuto a sequestri e torture tornare in quel paese
00:35per testimoniare al processo contro gli ex militari.
00:39Il protagonista è un uomo interpretato da Adriano Giannini che nel suo ritorno a Buenos Aires, dopo 33 anni vissuti
00:46in Italia, deve confrontarsi con cosa voglia dire essere rimasto vivo.
00:51Non è facile, non tutti i sopravvissuti riescono a diventare testimoni, hanno il coraggio di farlo, esporsi anche davanti ai
00:59propri carnefici che sono stati arrestati e in giudizio.
01:05La cosa che mi ha spinto è più un legame con l'attualità, cioè oggi quanti sono i sopravvissuti a
01:12Gaza che non possono fare i testimoni perché non ci sono tribunali che li ascoltino.
01:18Oggi siamo circondati di guerre con un sacco di sopravvissuti a quelle guerre, a quelle catastrofi e nessuno che li
01:25ascolta.
01:26Lo stesso Bekis, a 22 anni, fu sequestrato dalla polizia argentina. Nel 2010 è tornato a Buenos Aires per testimoniare
01:35contro i militari.
01:36Oggi, rispetto al presidente Milei e alla diffusione delle nuove autocrazie, dice
01:43Credo che siano dei fenomeni social, cioè se Milei è stato eletto è perché i giovani ventenni hanno votato transversalmente
01:54i più ricchi e i più poveri per un fenomeno social.
01:57E se rimaniamo rinchiusi nel non volere gli altri, finiremo per essere una dittatura. Un'Europa sarà una dittatura.
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