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  • 2 giorni fa
VIENE DAL ROMANZO omonimo di Domenico Starnone (Einaudi), Scherzetto di Mario Martone, fedelissimo del concorso veneziano che quest'anno primeggia invece nella sezione Fuori concorso. Stavolta Napoli resta letteralmente fuori dal balcone: ma è possibile ambientare una storia a Napoli e lasciare Napoli fuori dal balcone? No.
Martone sceglie (ci mostra, per arrivare a quell'appartamento e quel balcone su poi si e ci chiude) uno dei quartieri più vivi ma meno, forse, conosciuti. La zona intorno alla Stazione Centrale, quartiere Lavinaio. Dietro la stazione, dicono gli abitanti. È lì che nonno (Toni Servillo) entra, per salire nell'appartamento dove è vissuto e che adesso è della figlia (Serena Rossi) che andrà via tre giorni col marito. Lasciando il figlio che va all'asilo (Lorenzo Perrotta, 6 anni e occhialini e ricci alla Martone) col nonno disegnatore di storie cupissime in crisi creativa. Tra disegni che diventano i fantasmi del passato e la realtà trasformata in gioco per il bambino, saranno 3 giorni al chiuso dell'appartamento: fino al balcone, vista ferrovia.
Il film, sceneggiato dallo stesso regista e da Ippolita di Majo, non ha ancora una data d'uscita al cinema. Alla Mostra del Cinema di Venezia, Toni Servillo e Serena Rossi l'hanno raccontato così. Per l'attrice l'esperienza è stata «un regalo inaspettato»: racconta l'emozione del primo giorno di riprese e la delicatezza di Martone, che invece di dare il "via" alla scena si è avvicinato per abbracciarla e baciarla sulla fronte, intuendo la sua agitazione. Per Toni Servillo, al suo primo ruolo da nonno ma alter ego consolidato del regista, la vera sfida è stata recitare con un bambino di cinque anni: «Ci ha invitato ad abbandonarci a un gioco ininterrotto». Il piccolo Lorenzo, dice l'attore, «non aveva nessuna malizia del recitare» e conosceva perfettamente tutte le battute, restituendole con naturalezza. Lorenzo Pezzotta, oggi 6 anni, da parte sua ha già detto che aspetta  Scherzetto 2. 

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Trascrizione
00:00Scherzetto, un film inusitato secondo me per Mario Martone, ma per voi com'è stata questa esperienza?
00:07A me è stato veramente un regalo, anche un po' inaspettato l'invito di Mario a prendere parte a questo
00:12progetto accanto a Tony.
00:13È stato bellissimo confrontarmi con lui e si è raccolta anche dalla grande umanità.
00:20Io ero molto emozionata il primo giorno e loro se ne sono accorti.
00:24Mi ricordo che Mario non ha neanche dato azione, ha dato il motore, era partito, non ha dato azione, si
00:29è presentato sul set e è venuto ad abbracciare e dare un bacio sulla fronte.
00:32Perché era forse palese che io ero un po' agitata, nonostante comunque non fosse la mia prima cosa.
00:39Però stare accanto a lui, accanto a Mario, è stata veramente una grande prova anche per me.
00:47Ho adorato il romanzo da cui è tratto il film.
00:51È stato bello e anche interessante vedere due vecchi amici che lavorano insieme, creando questo clima così creativo, così libero
00:59e così anche semplice allo stesso tempo.
01:02E poi c'è stato il bambino che ha sconvolto anche un po' tutti gli equilibri ed è stato divertente.
01:10Per te com'è stata la cosa?
01:13Perché tu ne hai fatti una marea di ruoli diversi, ma questo è una cosa un po' questo artista...
01:18Beh sì, è il mio primo nonno, spero che il prossimo me lo fanno fare un po' più tardi.
01:23Ma poi come artista, è un artista un po' a sé...
01:26Esatto.
01:29La particolarità di questo film è recitare sempre con un bambino di cinque anni, Lorenzo Perrotta,
01:36che ci ha invitato a abbandonarci a un gioco ininterrotto, che c'era durante le riprese ma fuori dalle riprese.
01:48Abbiamo avuto la fortuna di trovare un bambino, come è stato inventato da Domenico Starnone nel romanzo,
01:57un bambino che non aveva nessuna malizia del recitare.
02:02Ha interpretato l'avventura di queste otto settimane di riprese come un gioco,
02:09invitandoci anche noi a giocare con lui.
02:13Si sono alternati momenti in cui l'avremmo preso a schiaffi, a momenti in cui l'avremmo coperto di baci,
02:22perché giocava sempre, ma avendo accettato le regole di questo gioco del recitare,
02:27che era imparare perfettamente la parte.
02:29Quindi io non ho avuto nessuna difficoltà, perché lui conosceva le battute perfettamente
02:36e le restituiva con una naturalezza che a volte non solo mi sorprendeva, ma mi metteva anche un po' in
02:41difficoltà.
02:41Ma conosceva anche le tue battute?
02:43Conosceva anche le mie battute.
02:44Sì, lo sapeva tutto, incredibile.
02:46Il romanzo è bellissimo, è la vicenda di un artista, un grande illustratore,
02:54che sente avvicinarsi la vecchiaia e questo farà scricchiolare l'idea che quest'uomo ha di sé.
03:03Questa condizione drammatica è anche feconda, perché lo mette in grado di percepire con occhi nuovi
03:12di quello che gli accade dentro e quello che accade intorno a lui.
03:16E questo in tre giorni in cui è chiuso in una casa con un bambino di cinque anni da acudire,
03:24che è suo nipote, ma che lui praticamente non conosce.
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