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  • 1 giorno fa
Quattro anni, fa quando iniziarono i restauri giotteschi della Cappella Bardi, due aspetti del ciclo dedicato dal grande pittore alle Storie di San Francesco si erano persi: la sua concezione dello spazio e delle architetture - come ricorda Emanuela Daffra, soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure deus ex machina di questo intervento - e il gioco di sguardi tra i personaggi delle storie, che siano le Esequie del santo o la Rinuncia ai beni terreni o la bellissima immagine d’obbedienza che sta su una lunetta. Non dettagli dunque, su cui i 13 restauratori coinvolti si sono posti molte domande dopo aver sottoposto la cappella a indagini sofisticatissime sulla natura dei materiali usati, sulle lacune, sulle giustapposizioni nei secoli di materiali non originali e dopo averla anche ricostruita in 3d.

Dopo la pulitura dai sali solubili implementati dall'alluvione, dal cambiamento climatico e dai troppi turisti, si è deciso di integrare - poco e in modo visibile grazie alla scelta di colori leggermente più chiari  - proprio le cornici delle scene e del soffitto, per rendere il senso dello spazio, e alcuni dettagli dei personaggi per restituire i giochi di sguardi di un ciclo pittorico di straordinaria importanza per la storia dell'arte nel mondo. Restano certamente le lacune generate da una storia complicata per questo luogo. L'imbiancatura del primo Settecento, l'inserimento di due tombe all'inizio dell'800 nel registro inferiore delle pareti laterali, poi il ritrovamento nel 1851 degli affreschi sotto l'imbiancatura fatta però grattando anche la pittura. L'ultimo restauro, antecedente a questo del 1957, quando Leonetto Tintori tolse tutte le integrazioni dell'intervento precedente. Dati solo tecnici? Certo che no.

Perché appunto grazie al lavoro di questi anni, costati 1 milione di euro offerti da mecenati tra cui Veronica e Dominique Marzotto, appunto quegli sguardi e quegli spazi ora sono visibili. D'altro canto sono state trovate circa 5.000 lacune che avevano danneggiato quel capolavoro che Giotto e la sua bottega realizzarono in 135 giorni di lavoro.

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00:12Grazie a tutti.
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