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  • 2 days ago
"Ad un certo punto della vita, tutti dovrebbero incontrare una persona, come quel bambino, capace di metterti in crisi e smontare tutto il peso che si accumula nel corso dell'esistenza". Così Mario Martone nell'intervista all'Adnkronos presenta 'Scherzetto', fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia. Tratto dall'omonimo libro di Domenico Starnone, il film è un dialogo intergenerazionale in cui un nonno, alle prese con il nipote "saccente" di cinque anni, si ritrova a fare i conti con il proprio passato. È in questo incontro che, secondo il regista, un "bambino così piccolo prende e smonta tutto, e tutto rinasce". (di Loredana Errico)

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Transcript
00:00La casa nel film è una prigione della memoria, lo scherzetto è forse il modo in cui il tempo ci
00:06costringe a fare i conti con il nostro passato?
00:10Sì, scherzetti sono tanti in questo film, che è un po' come un prisma, ha tante facce diverse, un film
00:18comico per certi versi,
00:20però inquietante da un altro, c'è una storia vicenda serrata, ci sono questi due personaggi e certo il nonno
00:30torna a Napoli in questo appartamento,
00:32che è l'appartamento della sua famiglia da sempre, dal quale è scappato a gambe nevate a un certo punto,
00:39costretto dalla figlia ad occuparsi del nipotino di tre anni.
00:43Lui che non ha nessuna voglia di fare il nonno, non ha nessun rapporto con i bambini, non ha nessuna
00:49nemmeno tenerezza,
00:51quindi è molto concentrato sui suoi umori, sui suoi malumori, sui suoi pensieri, come accade alle persone che arrivano a
01:03un certo punto della vita,
01:04si fanno i bilanci, tutto quello che è arrivato, quello che non è arrivato, insomma sei sempre lì e rimuggini.
01:12Dall'altro lato c'è una creatura completamente nuova, della quale non si può sapere nulla, perché è appena apparso
01:20sulla scena del mondo,
01:22e che lo mette in crisi, che non vuole fare altro che giocare, è un bambino e vuole giocare, il
01:27nonno non vuole giocare.
01:28E questo crea ostilità tra i due, un'ostilità che poi via via nel film avrà una tensione, sbocerà in
01:38cose che non possiamo raccontare,
01:39ma che però sono, alla fine in un certo senso risolvono anche, ecco, le malinconie del nonno.
01:48Però alla fine è un modo anche per dire che tutti a un certo punto della vita devono fare un
01:52bilancio e fare conti con quello che è stato il nostro passato.
01:56Ma è un modo per dire che tutti dovrebbero a un certo punto incontrare una persona come quel bambino,
02:03che ti mette in crisi e a un certo punto smonta tutte le tue, appunto, tutto il peso che la
02:13vita comunque accumula nel corso dell'esistenza.
02:17Ecco, un bambino così piccolo prende e smonta tutto e tutto rinasce.
02:22Che poi il nonno ha una grandissima carriera, eppure nonostante tutto lui ancora sente il peso di essere definito dallo
02:30sguardo degli altri.
02:31E' come no, ma questa è una cosa credo che accada a tanti se non a tutti.
02:38Cioè, si vive, la socialità è un terreno complesso, no?
02:45Perché è soprattutto per chi ha delle aspirazioni, per chi le ha avute,
02:49per chi pensa che queste aspirazioni non hanno alla fine trovato il giusto merito.
02:58Ecco, sono aspetti di cui mi sono occupato anche in altri film,
03:04proprio con Tony Servillo, per esempio, nella figura di scarpetta in cui rido io.
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