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  • 1 giorno fa
«Visto che il tema è l'Europa e l'integrazione, cercherò di parlare del futuro dell'Europa e del futuro dell'Italia, ma intanto dovremmo dare per scontato che esista un futuro, perchè con un tasso di fertilità all'1,41% in Europa il nostro futuro, quello del mondo che conosciamo, probabilmente è di corta durata». Lo ha detto Roberto Vannacci, leader di Futuro nazionale, durante il dibattito "Il progetto europeo tra integrazione e sovranità: il punto di vista italiano", presso il Forum Teha di Cernobbio. «Se vogliamo un futuro migliore per le prossime generazioni dobbiamo anche pensare di generarle le prossime generazioni, altrimenti il futuro migliore se lo godrà qualcun altro. E quindi - ha aggiunto - forse invece che un ReArm Europe sarebbe stato più coerente avere un Reborn Europe come strategia emergenziale». L’ex generale ha poi aggiunto nel suo discorso: «L'Europa fortunatamente cambia, i leaders più in pista traballano, Starmer che è già caduto, Farage che è pronto a lancio, Macron, Merz, Sanchez credo che non mangeranno il panettone del 2027 se non quello del 2026. In Francia Marine Le Pen è stata vincente in qualsiasi scenario possibile. L'Ungheria, la Slovacchia e la Bulgaria hanno l'atteggiamento dannunziano del 'me ne frego' davanti a Bruxelles».

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Trascrizione
00:00Oggi mi chiedo come mai sono qua, come mai purtroppo sono qua, come direbbe il dottor
00:06De Portoli che saluto cordialmente.
00:09E allora ho cercato di trovare una risposta e la risposta l'ho trovata nel discorso inaugurale
00:14che ha fatto proprio il presidente Valerio De Molli durante la scorsa edizione, ovvero
00:21per offrire alla classe dirigente italiana e internazionale elementi indispensabili per
00:26anticipare gli scenari del futuro ed elaborare strategie competitive e vincenti per disegnare
00:31un futuro migliore.
00:35E visto che il tema è l'Europa e l'integrazione io cercherò di parlare del futuro dell'Europa
00:40e del futuro dell'Italia e dei paesi che compongono questo bellissimo continente.
00:45Ma intanto dovremmo dare per scontato che esista un futuro, perché con un tasso di fertilità
00:51all'1,41% in Europa, il nostro futuro, quello del mondo che conosciamo, quello di tutta questa
01:00platea, probabilmente è di corta durata.
01:03Se vogliamo un futuro migliore per le prossime generazioni, dobbiamo anche pensare di generarle
01:09le prossime generazioni, altrimenti il futuro migliore se lo godrà qualcun altro.
01:14E quindi forse invece che un Rearm Europe sarebbe stato più coerente avere un Reborn Europe
01:22come strategia emergenziale.
01:26E poi che sia un futuro migliore per tutti, sicuramente per le imprese, sicuramente per
01:31l'industria, ma anche per i cittadini, che oltre al benessere economico devono vivere
01:37in un ambiente sicuro e sereno per le famiglie e per tutti i lavoratori.
01:42Ma ritornando alla situazione contingente, qualche cosa si muove.
01:46L'Europa fortunatamente cambia.
01:48I leaders più in vista traballano, Starmer è già caduto, Farage è pronto al lancio.
01:54Macron, Mertz, Sanchez credo che non mangeranno il panettone del 2027 se non quello del 2026.
02:02In Francia Marine Le Pen è data vincente in qualsiasi scenario possibile, ho letto un sondaggio
02:07che sia Melanchon, Attal, Edouard Philippe.
02:10In Germania domani si vota, in Sassonia Anald e AFD è data il 42% nei sondaggi.
02:17L'Ungheria, la Slovacchia e la Bulgaria hanno un atteggiamento dannunziano nei confronti
02:21di Bruxelles.
02:22Passatemi il termine, molto spesso se ne fregano.
02:25E io, insieme al gruppo di ESN, stiamo lavorando alacremente per cambiarla questa Europa, un'architettura
02:31che torni a costruire una piattaforma di collaborazione e non una cattedra impositiva.
02:36Con il professor Monti io condivido una preoccupazione.
02:40L'Europa reschia di diventare irrilevante, purtroppo per molti versi lo è già.
02:44Ma lei propone di trasferire altro potere alle istituzioni che non hanno prodotto i risultati
02:49promessi.
02:50Noi proponiamo di conservare ciò che funziona, se funziona la cooperazione, la capacità di
02:56scala, il mercato con i suoi correttivi, restituire alle nazioni ciò che richiede identità, responsabilità
03:03e controllo democratico.
03:04L'integrazione senza consenso diventa imposizione, la sovranità senza cooperazione diventa impotenza.
03:11Noi rifiutiamo entrambe.
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