00:00Oggi il dolore sociale è ovunque, nei telegiornali, sui social, nelle immagini che consumiamo ogni giorno.
00:08E il titolo appunto del film Nessun dolore è quasi una provocazione.
00:13Siamo secondo te così anestetizzati da non vivere più nulla come un'urgenza?
00:20Allora sicuramente mi attacco al film, questo è un film anche sul senso di indifferenza,
00:27e su quanto a volte non sia più possibile essere indifferenti.
00:30Io mi ricordo perfettamente quali sono stati gli anni in cui ho detto, ma questa cosa che vedo non è
00:34normale.
00:37Quindi è vero no? Si dice tanto che le piccole azioni di ognuno di noi poi possano fare la differenza,
00:42a volte è molto difficile pensare che davvero una nostra azione possa cambiare qualcosa.
00:46E allora credo che lo si debba fare per necessità, cioè quando tu vedi qualcosa e quella cosa non riesci
00:52più a sostenerla,
00:54provi in qualche modo ad andare verso quella persona, verso quella situazione, verso quel pensiero.
01:00E a me è successo perché non riuscivo più ad essere indifferente, perché penso che sia il dovere delle persone
01:06che stanno bene
01:06aiutare le persone che stanno male. Questo mi hanno insegnato i miei genitori, questo mi viene normale,
01:10questo è quello che insegnerò a mio figlio, questo è quello che fa la mia famiglia.
01:13Nelle cose piccole, senza fare cose straordinarie.
01:16È un film che parla di questo, parla di quanto questa anestetizzazione di cui parli faccia proprio parte della nostra
01:24realtà,
01:25cioè il camminare sul marciapiede e rendersi conto che ci sono delle persone che non hanno una casa,
01:30che non hanno niente, che non hanno da mangiare, sia uno per l'uomo in una normalità.
01:33Quindi continuare a camminare su quel marciapiede senza curarci di questa situazione.
01:38Quello che succede a questo personaggio è che a un certo punto questa persona si ferma davanti a questo marciapiede
01:44e non gli permette di continuare la sua corsa e lo mette davanti ad una, non ad una scelta,
01:48ad una situazione più grande di lui.
01:51All'inizio lui si comporta come mi comporterei anch'io, dicendo ti posso dare qualcosa, ti aiuto.
01:56Questa volta non è abbastanza e credo che il cinema questo debba fare,
02:01prendere una cosa e farla diventare paradosso, dire vabbè ma ti sembra, ti pare che succede questa cosa?
02:05Sì ma se succede tu che fai?
02:07E allora in questo modo riusciamo a creare un processo emozionale, riusciamo a coinvolgere lo spettatore
02:13e soprattutto facendogli chiedere ok ma io che cosa avrei fatto al posto suo.
02:17Succede un evento scatenante forte e da lì Davide, che è il protagonista del film,
02:24prova a sanare questa ferita facendo la cosa che gli viene più naturale,
02:27che dice ok adesso io per sanare questa ferita provo ad aiutare tutte le persone che incontro,
02:31ma non va bene neanche quello, perché neanche quello va fatto con la testa,
02:34perché c'è un modo giusto per fare qualunque cosa anche per aiutare le persone.
02:37Quindi è un film di una complessità estrema che può venire fuori soltanto dalla testa di Gianni e Melio,
02:42ne abbiamo parlato tanto, ci siamo messi molto in discussione, abbiamo cambiato tanto idea.
02:48Io molte volte ho avuto anche, non ti dico delle crisi, ma dei momenti di grande difficoltà
02:53nell'espressione di alcune scene perché non sapevo bene quale fosse il posto giusto dove andare,
02:56soprattutto perché abbiamo cercato di portare questo personaggio in luoghi molto lontani
03:00da quelli che fanno parte della mia normalità, perché facciamo una vita diversa,
03:04perché siamo due persone molto diverse, quindi è stato anche bello fare questo,
03:07è stato bello allontanarsi dalla mia vita, andare a scoprirne un'altra
03:11e credo che quando si ha la fortuna di fare un film con un tema, con una tematica così forte,
03:17la cosa bella è proprio quella di perdersi in quel racconto,
03:20quasi cercando di farsi meno domande possibili e poi scoprire alla fine del film
03:24se hai fatto un buon film o hai fatto un casino.
Comments