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  • 18 ore fa

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Trascrizione
00:00L'obiettivo era piazzare i quadri il prima possibile, puntando alla Russia, sperando nella
00:04passione di un qualche oligarca, ma anche a Ucraina, Spagna, Francia e naturalmente gli
00:09Emirati Arabi. Speranza che si sono infrante con la cruda realtà. Troppo clamoroso il furto
00:14del Renoir, del Cezanne e del Matisse alla fondazione Magnani Rocca, capolavori il cui
00:19valore sfiora i 10 milioni di euro, ma diventati un bottino troppo pericoloso, anche per il
00:24collezionista più spregiudicato. Ecco cosa emerge dall'indagine che vede in carcere
00:29i 5 banditi accusati del furto dello scorso marzo alla Magnani Rocca e mentre il giudice
00:34per le indagini preliminari ha confermato il carcere per tutti in attesa del processo, si
00:39delinea il profilo di una banda di professionisti che pare però abbia alzato troppo la posta.
00:44Ed è proprio questo forse il dato più curioso. Sembra infatti che i 5 accusati, fra l'altro
00:49di associazione a delinquere, non avessero i contatti necessari per piazzare l'area furtiva,
00:54nonostante ci abbiano provato in tutti i modi. Trapelano viaggi e numerosi tentativi per contattare
00:59figure capaci forse di reperire acquirenti nel mondo del collezionismo parallelo e su
01:04questo fronte, ancora da mettere a fuoco, sarebbe ruolo giocato dalle figure femminili
01:08della banda, due donne fra cui la moglie di Costantin Ciobanu, indagata a piede libero,
01:14che sarebbe più di una semplice spettatrice. Per ora comunque non ci sono conferme e proseguono
01:19le indagini degli investigatori coordinati dalla Procura di Parma. Intanto dalla Fondazione
01:24Magnani Rocca confermano che presto i capolavori torneranno a casa e proprio i primi di settembre
01:29verrà organizzato rientro in grande stile con un momento rivolto alle istituzioni e alle
01:34autorità cittadine, prima che i tre capolavori tornino visibili al pubblico.
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