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  • 3 mesi fa

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Trascrizione
00:00Ma lo spiego come inizio di solito il podcast, ovvero che in Italia, in Europa, nel mondo ci sono più
00:08brocchi che Messi o Cristiano Ronaldo.
00:11Questo per dire cosa? Per parlare dei nostri ragazzi, per parlare dei ragazzi che hanno le difficoltà che ci sono
00:18al giorno d'oggi,
00:19le difficoltà quelle di diventare magari dei campioni, di poter fare nel percorso della loro vita quello che magari abbiamo
00:28avuto la possibilità di fare noi.
00:30Io parto dalla mia esperienza che è stata quella di un ragazzino che è partito nei campi di provincia, ha
00:36avuto la fortuna di fare un settore giovanile importante come il Milan
00:38e poi di fare tutta l'escalation della Serie C, la Serie B, la Serie A fino ad arrivare a
00:45vincere la Champions League.
00:47Adesso i tempi sono cambiati e parlarne con due persone come Filippo e Gigi per me è un grande piacere,
00:56un grande onore
00:56perché Filippo Galli per me è stato un mentore quando ho iniziato ad allenare nei settori giovanili
01:02e per me, se non la persona più adatta in assoluto per parlare di questo, ma sicuramente quella che io
01:10ascolterei per ore e ore e ore.
01:12E Gigi per il suo percorso, per quello che ha fatto anche in questi anni è sicuramente una spalla importante
01:21a quelli che saranno i nostri discorsi odiali.
01:24Parliamo anche a livello direttantistico perché dimentichiamoci che esiste anche a livello direttantistico
01:30e anche lì ci sono, purtroppo mancano magari mezzi, mezzi economici, però se ci sono le idee e ci sono
01:38gli uomini giusti
01:39e la formazione giusta possono crescere e possono dare tantissimo.
01:44Io ricordo, faccio un esempio banale, visto che loro hanno parlato del loro percorso e Cristian ha evidenziato
01:50un percorso bello e importante dove gli attaccanti venivano poi, se avevano delle difficoltà, presi da allenatore.
01:58Io ricordo, io sono andato subito in prima squadra, era a Modena, allenavo in Modena in Serie B
02:05e ogni tanto prendevo qualche ragazzo della primavera che vedevo che poteva avere delle qualità per poter emergere.
02:13Uno di questi, un terzino che poi andò a giocare anche a Juventus primavera, che non sapeva saltare di testa.
02:20Allora io, memore di quello che avevo fatto da bambino, la forca, che magari qualcuno può essere tutta la forca,
02:27però la forca o il muro per me sono degli elementi in cui sono cresciuto.
02:32Poi è chiaro che nel percorso che si fa a fare, magari vado anche molto convenza, anche contro i simbocalli,
02:37proprio perché quello è stato il mio insegnante anche fuori dall'allenamento.
02:44Mi mettevo lì col muro, quante volte si mette lì in casa a giocare contro il muro.
02:48Quella è una formazione importante.
02:50Mi feci fare la forca a questo ragazzino.
02:52A distanza di qualche anno mi sento bussare sulla spalla, mi hanno appicienza a vedere la partita,
02:57mi sento bussare la spalla, fa io la devo ringraziare, mi dice un signore che dice io la devo ringraziare.
03:02Lei è stato l'unico che ha preso il mio figlio e gli ha insegnato a colpire di testa,
03:07perché questo era sgraziato, non riusciva a colpire di testa.
03:09Quindi mi rendo conto che ci sono anche, e soprattutto parlando poco a livello di attentistico,
03:14dove i mezzi sono pochi.
03:15Poi dopo nel percorso che fa il ragazzo, che spero che sia un percorso importante,
03:22lui ha parlato di allenatore, io parlo anche di educatore,
03:25perché comunque noi abbiamo a che fare con dei ragazzi che spero che diventano dei giocatori,
03:30ma spero con tutto il cuore, ma prima sono uomini.
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