Dopo l'anteprima mondiale di Ink di Danny Boyle, le star hanno calcato il primo tappeto rosso del Festival di Venezia. Bianca Balti ha brillato di luce propria. Un pò Nike di Samotracia, un pò Madonna durante il tour di Confessions II. Per l'occasione la top model ha scelto un abito couture rosa cipria. Sulle spalle ha portato due grandi ali scultoree, omaggio dichiarato alla città dell'acqua.
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Il rosa cipria contro il mare di nero
In una serata dominata dal total black, la scelta di Bianca Balti ha funzionato proprio per contrasto. Il suo abito rosa cipria, delicato e quasi etereo, si è fatto notare immediatamente tra smoking e abiti neri. Una scelta romantica e teatrale grazie alla silhouette scultorea. Il risultato è un equilibrio tra femminilità e forza, delicatezza e costruzione.
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L'abito scultura di Ilya Migmoon: le ali come omaggio a Venezia
A firmare l'abito è Ilya Migmoon, giovane designer classe 2005, insieme allo stylist Lorenzo Oddo. Un capo couture e su misura: un bustier senza spalline, una gonna drappeggiata con ampio strascico e uno spacco che accompagna il movimento. Il cuore dell'abito è un bustier rigido con le coppe tagliate a cono alla Jean Paul Gaultier. La stessa struttura viene reinterpretata in chiave couture, con la chiusura affidata non a una zip ma a una stringatura a vista che corre lungo tutta la schiena, lasciando intravedere la pelle tra un incrocio e l'altro dei lacci. Ma sono le due grandi ali sulle spalle a trasformarlo in un vero omaggio alla città. La loro forma richiama infatti le Ali di San Marco, il simbolo di Venezia e del premio assegnato ai vincitori della Mostra. Anche le décolleté, realizzate su misura da Alevì Milano, sono state pensate per seguire lo strascico e completare l'insieme. «Bianca non è attrice, né regista. Ma al cinema ha voluto rendere omaggio nel linguaggio che le appartiene davvero: la moda», ha spiegato lo stylist Lorenzo Oddo a Vogue Italia. «L'abito diventa il suo tributo al Festival. Ogni dettagli...
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