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  • 1 giorno fa
L’applausometro, tanto per cominciare. Con una sorpresa tra gli «altri», Francesco Totti. Accolto da un’ovazione quasi da Curva Sud, con lui che guarda sorpreso e ride di gusto. Poi arrivano i nostri ed è emozione allo stato puro. Toldo, Borja, Pepito e Mutu su tutti, l’unico coro è per Batigol, come da copione. Entra Baggio e il tempo si ferma. L’ultima volta al Franchi era stata per l’amico Borgonovo, in una serata entrata nella storia. La penultima sei anni prima, con due reti in fotocopia contro la «sua» Fiorentina, ma non se lo ricorda nessuno, nemmeno lui, forse: ha un sorriso che ti spedisce dritto al 1990 quando sembrava essere felice solo se poteva continuare a rimanere qui. Adesso però per favore niente tristezze, ma un pizzico di nostalgia canaglia possiamo pure concedercela, magari vedendo quei signori palleggiare in mezzo al campo: quanto varrebbero oggi la trentina di giovanotti tra i quaranta e i sessanta che hanno riempito per almeno tre decenni la nostra fantasia? Prandelli si accomoda in panchina e la tribuna si scioglie. Si parte. Totti e Batigol sono i capitani, il tifo è assordante, ma davvero tre giorni fa c’è stata da queste parti Fiorentina-Frosinone? Quando Baggio indossa la maglia numero 10 del centenario e poi dà il calcio di inizio a qualcuno (abbiamo le prove fotografiche) spuntano le lacrime. Il trio d’attacco viola è da fantascienza: Mutu, Toni, Batistuta: si passeranno il pallone? Se lo passeranno. Ribery si piazza a centrocampo, perché davanti non c’è posto e allora lui si mette diligentemente agli ordini di Pizarro e Borja Valero che governano il gioco come se in panchina ci fosse ancora Montella.


Il cileno è impressionante, è ovunque: quanti anni ha meno di Brozovic? Al quarto d’ora Bati si mangia un gol e allora ci pensa Toni a sbloccare il risultato con un destro non proprio irresistibile, ma efficace. Raddoppia Gabriel, che chiude una discesa imperiosa di Borja, ancora in gran forma, poi il Re Leone concede il bis ed esce: qualcuno per favore chiami subito Renato Zero a cantare «I migliori anni della nostra vita». Si sblocca pure Mutu e intanto esce Pizarro, peccato, ma mica vuoi contestare Prandelli per un cambio? Totti passeggia, in piena apnea, qualcuno è in sovrappeso, ma non è il caso di sottilizzare. Di Natale cerca con grinta la rete e invece segna Pazzini, uno dei più giovani, su cross millimetrico del 56enne Torricelli. Cinque a zero alla mezzora e forse sarà il caso di fermarsi… E infatti alla fine il solito Di Natale segna lanciato da Candreva, tra i più tonici. Cinque minuti dopo Totò cerca il bis di tacco, ma Frey non ha scordato come si sta tra i pali e respinge. Non esiste il cooling break, ce ne vorrebbe uno ogni dieci minuti, ma si rimedia con il misericordioso fischio dell’arbitro che manda tutti negli spogliatoi al quarantesimo. Comincia il secondo tempo ed è il momento di Toldo. Entra tra gli applausi e l’abbraccio di Frey, è visibilmente emozionato mentre saluta il suo vecchio stadio. La prima parata è su Totti, poi prende la rete da Di Michele, ma salva su Moscardelli e Candreva: è ancora in forma, grazie alla bici a cui si è appassionato. Segna Totti, rivitalizzato: un gran gol, poi esce, salutato dall’entusiasmo del Franchi, chi l’avrebbe mai detto? Si divertono in campo (la partita è finita 7-3 per i viola) e si divertono gli oltre 20 mila che sono riusciti a prendere i biglietti, introvabili già a metà agosto. La notte delle stelle (per nulla cadenti) scivola via bellissima e affascinante: grazie splendidi ex ragazzi.

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