Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 2 giorni fa
Ivy ha 17 anni, ha avuto il cancro e vorrebbe soltanto tornare a essere una ragazza di 17 anni. È da questo desiderio, molto semplice e molto potente, che parte Sunny Dancer, il film scritto e diretto da George Jaques, al cinema dal 2 settembre. A interpretarla è Bella Ramsey, che dopo Game of Thrones e The Last of Us si mette alla prova con un personaggio lontano dai grandi mondi fantasy e post-apocalittici che l'hanno resa famosa. Mandata dai genitori controvoglia in un campo estivo per giovani sopravvissuti alla malattia, Ivy vorrebbe soltanto tornare a essere una ragazza come tutte le altre. La protagonista trova un gruppo di coetanei con cui condividere fughe notturne, primi amori, amicizie, scherzi e piccole trasgressioni. Quello che sembrava l'ennesimo luogo in cui essere guardata con compassione diventa così l'estate più importante della sua vita.

[idgallery id="2717526" title="Cancro: perché è fondamentale prevenire e le iniziative in Italia"]
Sunny Dancer, il film con Bella Ramsey che racconta la vita oltre la malattia
La scelta più interessante di Sunny Dancer è proprio quella di non mettere il cancro al centro della storia. Non ci sono ospedali a scandire la narrazione, né la malattia diventa il tratto attraverso cui riconoscere ogni personaggio. Ci sono invece ragazzi che hanno perso tempo e che vogliono riprenderselo. Che fanno amicizia, litigano, si innamorano, infrangono le regole e organizzano piccole fughe. Ragazzi che hanno conosciuto molto presto una paura che spesso appartiene al mondo degli adulti e che, proprio per questo, sembrano avere ancora più fretta di vivere. Il campo diventa così una sorta di parentesi fuori dal mondo. Un posto in cui nessuno deve spiegare troppo quello che ha passato, perché tutti conoscono già quella parte della storia. E proprio per questo è possibile parlare d'altro.
[idarticle id="2073625" title="Bella Ramsey di “The Last of Us” contro le critiche omofobe alla serie: «Dovranno abituarsi»"]
Ivy vuole smettere di essere «quella malata»
Per Ivy la difficoltà non è soltanto lasciarsi alle spalle la malattia. È liberarsi dell'immagine che gli altri hanno costruito intorno a lei. C'è la preoccupazione dei genitori, il modo in cui le persone cambiano atteggiamento quando scoprono il suo passato, la sensazione di dover rassicurare continuamente chi le sta intorno. E c'è anche un senso di colpa: quello di sapere quanto la sua malattia abbia condizionato la vita della sua famiglia. Il campo le per...

Categoria

🗞
Novità
Trascrizione
00:06Non li fissare.
00:08Beh, perché non vai a salutarli?
00:10Basta, ti prego, dai, smetti.
00:11Potreste diventare amici?
00:14Non giudicarli dall'aspetto.
00:16È imbarazzante, non fare niente.
00:17Presto scoprirai che mi pagano per questo.
00:19No, mamma, ti prego, non farlo, per favore, no!
00:21Ehi, scusatemi, Eila, ciao!
00:23Ehi, ragazzi, volevo dirvi che lei è mia figlia Ivy e che è simpatica, ok?
00:28E probabilmente era gel alcol meglio di tutti voi strozzetti
00:31e ha un'enorme bottiglia di vodka nella borsa.
00:34Temo che la vodka non sia ammessa qui al canto.
00:36Oh, no, no, no, scherzavo, scherzavo.
00:38Lo scherzo è enorme.
00:39Sul serio?
Commenti

Consigliato