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00:05Il palio di Siena bancario e le guerre tra Ucraina, Medio Oriente e la guerra dei Dazi.
00:10Sono questi i principali temi di oggi, lunedì 24 agosto.
00:14Allora ripartiamo da Milano Finanza con la prima pagina del settimanale, la posta in palio,
00:20la contromossa del CEO di MPS alla sede di Intesa Unipol con le Opas da 34 miliardi su BPM e
00:26Banca Generali
00:27che riaccende gli scenari di Terzo Polo.
00:30Italia oggi un part-time più flessibile, le novità di quest'anno, corsia preferenziale ai dipendenti
00:35con almeno tre figli e lavoratori già vicini alla pensione con la contestuale assunzione di giovani.
00:40Corriere della sera da un lato la battaglia delle accise, taglio prorogato per soli due giorni,
00:46Schlein, tassare subito gli extra, profitti e dall'altro la guerra in Ucraina con Zelensky,
00:50un piano di pace con Europa e USA.
00:52La Repubblica, l'Europa a Kiev, gli USA no, oggi ricorda la Repubblica, lui e i volenterosi
00:57con l'Ucraina per la festa dell'indipendenza, ma disertano gli Stati Uniti.
01:01Il messaggero, caro carburanti, scontro prorogato ma solo fino al 26, la stampa a petrolio,
01:06un pieno da 18 miliardi.
01:08Il giornale, il governo, ferma l'ONG tedesca che ci invade di immigrati,
01:12sole 24 ore bonus casa, stoppa il calo dei lavori 2026,
01:16e infine Financial Times con Kevin Worsh che punta a rassicurare in vista del suo primo intervento
01:21a Jackson Hole alla guida della Fed, tra nuovi dazi e l'inflazione,
01:25la strategia e l'incertezza delle prospettive.
01:34E allora ripartiamo dal risico bancario nazionale che scalda l'estate italiana,
01:39con Milano finanza, Siena torna in palio.
01:42La doppia offerta di MPS su Banco BPM e Banca Generali che riapre completamente la partita del risico,
01:48con l'ovaglio che punta a trasformare Siena da preda di intesa a protagonista del consolidamento.
01:54Il progetto punta a creare un terzo polo da oltre 800 miliardi di masse con Generali al centro
01:59e prevede quindi queste due offerte che sono interamente in azioni,
02:02accompagnate da una distribuzione straordinaria fino a 4 miliardi.
02:06A piena adesione, gli attuali soci MPS scenderebbero al 51% del nuovo gruppo,
02:11mentre BPM avrebbe il 37,2% e Banca Generali il 12,7%.
02:15Le energie stimate arrivano a 1,8 miliardi l'anno, ma il mercato resta prudente.
02:21Pesano i rischi di esecuzione.
02:23L'assenza di cash e soprattutto la necessità di convincere azionisti chiave come Credi, Agricola e Generali.
02:29Resta poi il nodo dei tempi con le assemblee previste a fine settembre
02:33e l'obiettivo di chiudere entro febbraio 2027.
02:39Insomma, la doppia OPS di MPS su BPM e Generali sarebbe un'operazione di enorme complessità
02:48che per ora non ha convinto il mercato.
02:51Dunque il primo ostacolo, lo vediamo, è il premio sottolinea Milano Finanza
02:57con BPM che incorpora già un premio superiore al 12% rispetto all'offerta di intesa su MPS,
03:03mentre Banca Generali quota sopra il valore implicito della proposta senese.
03:07Gli analisti segnalano poi l'elevato execution risk,
03:11l'assenza di una componente cash e soprattutto la necessità di conquistare
03:15il consenso di azionisti determinanti come la Bank Vert e Generali.
03:19A questo si aggiunge l'integrazione ancora in corso di Mediobanca
03:23e il problema ha dei tempi molto stretti.
03:25Sul fronte Generali pesa anche la possibile necessità di rivedere gli equilibri della governance.
03:30Insomma, la logica industriale viene riconosciuta,
03:32ma per il mercato la distanza tra il progetto e la realizzazione resta ancora molto ampia.
03:38Ci spostiamo sulla stampa.
03:40Per l'ovaglio la priorità è ora conquistare il sostegno dunque dei grandi investitori istituzionali.
03:47Il roadshow internazionale parte dagli Stati Uniti e coinvolgerà anche Londra e Parigi
03:52con BlackRock tra gli interlocutori decisivi in quanto azionista delle società coinvolte.
03:58Il piano deve dimostrare che la doppia operazione crea valore
04:01e può rappresentare una valida alternativa all'offerta di intesa.
04:04L'ovaglio punta anche al sostegno degli investitori dunque internazionali
04:08per rafforzare la credibilità del progetto.
04:10E la battaglia sul futuro di Siena si sposta dai CDA direttamente agli azionisti.
04:17Ci spostiamo ora sul giornale perché ci ricorda che intanto Banco BPM
04:22convoca per domani il CDA per esaminare l'offerta di Siena.
04:26Ma il vero ago della bilancia sarà Credi Agricol,
04:30che è prima azionista, ricordiamo, di Piazza Meda, con quasi il 30%.
04:34E poi chiaramente gli equilibri internazionali azionari diventano decisivi
04:39quanto la valutazione industriale delle offerte.
04:42Torniamo su Milano Finanza perché al centro dell'editoriale Orsettori
04:46c'è il risico, uno scontro quindi tra questi due progetti,
04:50quello di intesa e quello di MPS che vi stiamo raccontando,
04:54che vuole quindi preservare l'autonomia e l'integrità proprio di Siena,
04:57rilanciando con queste due OPS.
04:59Sullo sfondo emerge il ruolo della politica e in particolare del governo Meloni
05:04che avrebbe guardato con favore al risanamento di Siena e al progetto di Lovaglio.
05:09Viene ricordato anche il peso della banca francese Agricol,
05:13il Banco BPM e il ruolo centrale chiaramente che assumerebbe generali nel nuovo assetto.
05:19La partita però resta aperta con intesa Unipol
05:21che non si arrenderanno e potrebbero preparare nuove contromosse.
05:25E se la politica entra nella finanza, Antonio Tajani nell'intervista a Roberto Sommella
05:32ribadisce che nel risico bancario deve però decidere il mercato,
05:36mentre il governo deve limitarsi a fissare regole
05:38e garantire che le banche sostengano famiglie, imprese e l'economia reale.
05:43Sul futuro di Siena non entra nelle singole operazioni,
05:46ma sottolinea l'importanza di tutelare gli interessi generali
05:49e di non subordinare la finanza alla politica.
05:52Sul fronte fiscale Forza Italia punta a una nuova riduzione invece dell'IRPF
05:56obiettivo è portare la seconda liquota dal 35 al 33
06:00e allargare lo scaglione fino a 60.000 euro
06:03con una tredicesima detassata al 100% come ulteriore sostegno al ceto medio.
06:09Di simile avviso per quanto riguarda il risico bancario è l'Igline invece
06:13perché nella sua posizione netta si sottolinea che deve decidere il mercato
06:18che il governo non deve trasformarsi in banchiere.
06:21Così nell'intervista a Roberto Sommella,
06:25Schlein contesta l'immagine di un'Italia più forte di prima
06:28e sostiene che crescita, occupazione ed export mostrino segnali di debolezza
06:32mentre il potere di acquisto delle famiglie resti sotto pressione.
06:35La ricetta del PD parte da tre direttrici,
06:38ridurre il costo dell'energia,
06:39sostenere gli investimenti e rilanciare salari e domanda interna.
06:43Schlein propone una politica industriale europea più forte,
06:47maggiori investimenti comuni e un piano per colmare il ritardo dell'Europa nelle IAE.
06:51Sul risparmio chiede una maggiore mobilitazione verso l'economia reale
06:55senza però imporre destinazioni ai cittadini.
06:59E a proposito di risparmio, per Pietro Giuliani
07:03il consolidamento non finirà con le banche.
07:06Una volta conclusa infatti questa fase del risico,
07:08la prossima partita potrebbe riguardare proprio il gestito.
07:12con la nascita di un grande polo italiano,
07:14così nell'intervista al nostro direttore Andrea Cabrini su Milano Finanza.
07:18Azimut sarebbe disponibile a partecipare,
07:21ma Giuliani precisa che il gruppo non è in vendita
07:24e non cerca un azionista di controllo.
07:26Sarebbe invece pronto a mettere competenze e piattaforma
07:29a disposizione di un progetto nazionale.
07:32L'ipotesi quindi potrebbe coinvolgere generali,
07:34Natixis o altri partner,
07:36purché Azimut mantenga un ruolo significativo.
07:38Il gruppo punta intanto a rafforzarsi all'estero
07:41nell'asset management internazionale
07:44dopo l'operazione con gli api credit in Turchia.
07:47Giuliani rivendica oltre 200 miliardi di masse
07:49e una crescita costruita senza grandi acquisizioni,
07:52sostenendo che il titolo Azimut resti sottovalutato.
07:56Torniamo all'energia,
07:57di cui ho accennato poco fa nell'intervista a Schlein.
08:01Il diesel, infatti, in autostrada supera quota 2,20 euro al litro.
08:07Questo ce lo ricorda il Corriere della Sera,
08:09mentre il Governo proroga soltanto fino al 26 agosto
08:13il taglio delle accise da 17 centesimi.
08:16Una misura molto più breve rispetto alle ipotesi iniziali,
08:19mentre si cercano le coperture per eventuali nuovi interventi.
08:23Il Governo punterebbe a evitare che il caro carburante
08:25pesi ulteriormente su famiglie e imprese,
08:27ma deve fare conti con le risorse limitate.
08:29Il nodo entra direttamente nella preparazione della manovra
08:33con l'esecutivo chiamato a decidere se e come proseguire gli aiuti
08:36dopo questa mini-proroga.
08:38Davide Tabarelli, di Nomisma Energia,
08:41sostiene sulla stampa che gli attuali rincari
08:44siano una conseguenza naturale della crisi,
08:46con un rumuzzo bloccato, manca petrolio
08:48e soprattutto capacità di raffinazione.
08:50Per questo considera sbagliato puntare soltanto
08:53sul taglio delle accise e ancora di più
08:55sulla tassazione degli extraprofitti.
08:57Il problema strutturale, secondo Tabarelli,
09:00è la carenza di investimenti nella filiera petrolifera
09:02e nella raffinazione.
09:04I prezzi possono essere contenuti attraverso efficienza,
09:06razionalizzazione dei consumi e soprattutto nuovi investimenti.
09:10E tassare i profitti rischierebbe invece di scoraggiarli ulteriormente.
09:14Ancora sulla stampa, un cyberattacco attribuito ad Aker iraniani
09:20avrebbe spento per quattro giorni un generatore
09:22in una centrale elettrica britannica.
09:24L'impianto non avrebbe provocato blackout nazionali,
09:27ma il caso viene considerato un salto di qualità
09:30nelle capacità offensive di Teheran.
09:32L'episodio mostra infatti la vulnerabilità
09:34delle infrastrutture critiche occidentali
09:36e la possibilità di colpire un paese
09:38senza superare la soglia del conflitto armato tradizionale.
09:41Secondo il professore Luigi Martino,
09:43siamo davanti a una crescente istituzionalizzazione
09:46del crimine informatico da parte di stati come l'Iran e la Russia.
09:50Non essendoci stati di istruzioni fisiche o vittime,
09:53viene esclusa quindi per ora un'attivazione
09:55dell'articolo 5 della Nato.
09:57E Ormuz, per il Financial Times,
10:00sarebbe anche la base del deterioramento
10:02del rapporto tra Meloni e Trump,
10:04come un avvertimento ai leader europei
10:06che hanno costruito un rapporto ideologico
10:08con il presidente americano.
10:10La crisi iraniana avrebbe fatto emergere i limiti
10:12di questa vicinanza, con Meloni che si è opposto
10:14all'attacco unilaterale americano
10:16e ha criticato la prospettiva di un controllo USA su Ormuz.
10:20La Premier resta ideologicamente vicina a Trump
10:23su diversi temi, ma l'interesse nazionale italiano ed europeo
10:26la sta spingendo verso delle posizioni più autonome
10:30e quindi lontane poi da Trump.
10:33Sulla Repubblica, invece, nel giorno del 35esimo anniversario
10:37dell'indipendenza ucraina,
10:38il negoziato tra Kiev e Washington
10:41non appare nuovamente bloccato
10:42con Kushner e Witkow che hanno cancellato
10:45o rinviato comunque la missione prevista
10:47nelle capitali in guerra
10:49mentre resta lontano un accordo sul piano americano
10:52e questo è quanto viene sottolineato.
10:55I nodi riguardano soprattutto il cessato del fuoco
10:57e la creazione di una zona economica franca
10:59che separi le forze russe e ucraine
11:01e Zelensky continua a chiedere garanzia
11:03e sostegno militare all'Occidente
11:05mentre Trump vorrebbe accelerare verso un'intesa.
11:10Intanto ricordiamo che oggi c'è il vertice dei volenterosi
11:14a Kiev, tra i tremi al centro
11:16anche la richiesta di Zelensky di 300 Patriots
11:20e dunque l'Ucraina fa male a Mosca
11:22ha recuperato il terreno perduto
11:24ma il Donbass è a rischio.
11:26Vediamo qui invece tra gli investimenti
11:28le buone notizie per l'Ucraina
11:29sul Kiev Post
11:30si intensificano gli accordi con i paesi del nord Europa
11:35e al centro c'è anche la Norvegia
11:38che stanzia 9 miliardi e 2 di dollari
11:40a favore proprio di Kiev per il 2027.
11:43Invece a proposito della guerra commerciale
11:46ricordiamo che è fallito l'accordo con il Canada
11:51e dunque Kearney ha abbandonato i negoziati con Washington
11:55lasciando entrare in vigore i dazzi USA
11:58del 50% come ci ricorda il Wall Street Journal
12:02e invece sul New York Times
12:03si fa il punto su quelli che sono i beni più colpiti.
12:06Al centro infatti
12:07giocattoli, decorazioni natalizie,
12:09mazzi da occhi e pattini
12:11ma anche cani da pesca, bandieri, gioielli e miele.
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