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00:04In questa estate 2026 per l'Europa è ovviamente di riflesso anche soprattutto per l'Italia con
00:11proteste che sono scattate a causa dei blackout che ci sono stati per il grande caldo con manifestanti
00:19che hanno bloccato gli ingressi a una centrale di gas collegata proprio con l'Italia strategica
00:26e proteste contro il governo. Un paese spaccato in due, da una parte c'è un governo che doveva essere
00:31provvisorio
00:31quello di Abdul Hamid Zhaibab, dall'altra la forte influenza degli Haftar con gli Stati Uniti che guardano proprio
00:39alla situazione della Libia e stanno cercando di trovare una mediazione tra queste due componenti.
00:44Una crisi che riguarda ovviamente anche l'Italia e che significa soprattutto per il nostro paese tre cose
00:48sicurezza energetica, stabilità nel Mediterraneo e controllo dei flussi migratori perché dopo quello che è successo
00:54e che potrebbe ancora succedere a Ceuta tra Spagna e Marocco potrebbe anche verificarsi in Libia.
01:01Cerchiamo di capire che cosa sta succedendo perché è così importante anche per noi questa situazione.
01:06Ne parliamo oggi con Daniele Ruinetti collegato con classe CNBC tra i maggiori esperti italiani di Libia e Nord Africa.
01:12Ben arrivato e grazie per essere collegato con noi Ruinetti.
01:16Grazie, grazie per l'invito e grazie a voi e a tutti i telescoltatori.
01:20Dalla fotografia, dalla situazione, da quello che stiamo vedendo e che sta succedendo appunto in Libia.
01:27Queste proteste, partiamo da lì, quanto possono trasformarsi in qualcosa di più serio e perché c'è così grande attenzione?
01:36Allora, le proteste che si stanno verificando specialmente in Tripolitania
01:41sono proteste derivate, uno, dalle condizioni economiche, perché è vero che la Libia, come sappiamo, è un paese ricco,
01:50ma come diceva giustamente lei, specialmente il governo di Tripoli in particolare,
01:55di Beiba è di fatto in prorogazio dal 24 dicembre del 2021,
02:00che era la data in cui doveva portare alle elezioni il paese.
02:05Da quel momento si è entrato in una fase particolare, nel senso che ricordiamo che appunto il governo di Tripoli
02:13ha delle risorse limitate che può utilizzare perché il budget del governo deve essere autorizzato dal Parlamento,
02:21che è a Benghazi e il Parlamento ormai non riconosce più, come sappiamo, il governo di Tripoli
02:26e quindi questo ha provocato, uno, un deterioramento proprio della qualità della vita dei libici
02:32che ovviamente erano abituati a vivere comunque mediamente bene,
02:36dall'altra parte c'è il tema dell'energia dei blackout, come giustamente diceva lei,
02:40specialmente in questi periodi molto caldi,
02:43e questo provoca ovviamente dei grandissimi disagi alla popolazione libica
02:47e automaticamente ha un problema importante per il governo di Tripoli, di Beipa,
02:54che si trova ovviamente a fronteggiare un malcontento sempre più forte
02:58con delle proteste che sono nate anche, se ricorda, ci sono state delle proteste specialmente in dei quartieri,
03:05faccio il nome di Suk Juma, che è questa protesta del venerdì,
03:10e lì il venerdì è la giornata diciamo anche di preghiera,
03:13ma anche una giornata di protesta che ha visto appunto le piazze principali di Tripoli
03:17comunque piene di gente, quindi è una situazione ovviamente particolare.
03:22Rovinetti, proprio di fronte a quello che sta suggerendo con queste proteste
03:26abbiamo visto anche dei veri e propri attacchi con droni a Zawiyah.
03:31Quanto ci si interroga, quanto è oggi delicata, vulnerabile,
03:35tutte le infrastrutture energetiche, petrolifere, del gas della Libia
03:41e di riflesso poi lo vedremo anche quanto impattano sull'Italia.
03:46Allora, sicuramente c'è una situazione di fragilità dovuta appunto a
03:50un non controllo reale che il governo di Tripoli ha sulle milizie,
03:55anzi viceversa, sono le milizie di Tripoli ma anche di Zawiyah, di Zuwara,
04:01del resto della Tripolitania che di fatto controllano uno il territorio
04:04e quindi ovviamente anche le infrastrutture energetiche sul territorio
04:09e non il governo che controlla le milizie.
04:13Questo provoca appunto nel momento in cui ci sono delle difficoltà economiche,
04:17ricordiamo che le milizie generalmente sono molto interessate ai soldi,
04:21questo provoca degli scontri perché le milizie si muovono per rivendicare
04:26quelle che sono le loro esigenze e quindi vanno a creare dei problemi
04:30proprio sulle infrastrutture e questo ovviamente può diventare un problema
04:35per l'Italia, noi abbiamo una presenza molto importante, ricordiamolo con l'ENI,
04:39devo dire insomma che per ora tendenzialmente non c'è una situazione preoccupante
04:45dal punto di vista energetico per l'ENI, però è chiaro che va tenuta sotto controllo
04:50perché per noi è un asset importante dal punto di vista energetico.
04:55Noi ricordiamo, come lei giustamente spiegava, che con questa joint venture
04:59siamo collegati con un gasdotto che dalla Libia, Green Stream porta proprio a Gela in Sicilia
05:07ed è quella centrale in Libia che è stata bloccata nei giorni scorsi.
05:11Ecco, in questo contesto quanto è alto il rischio che una nuova escalation
05:17possa portare a interrompere le forniture verso l'Italia, Ruinetti?
05:23Allora, lei ha ricordato benissimo il Green Stream che è un'autostrada
05:27che noi abbiamo appunto a Gela, appunto arriva a Gela come diceva lei.
05:32Per fortuna sotto certi punti di vista il gas che oggi arriva non è moltissimo,
05:37anzi è poco gas rispetto a quelle che sono le capacità del gasdotto,
05:43anzi io ho fatto anche un'intervista da voi in passato pochi mesi fa
05:48in cui lanciavo proprio l'idea eventualmente di utilizzare di più il Green Stream
05:54visto che c'è appunto capacità.
05:57Quindi un blocco eventuale, totale, tendenzialmente non dovrebbe oggi crearci enormi problemi
06:04perché il gas che arriva non è tantissimo.
06:06E' chiaro che in un quadro già molto difficile vista la situazione in Iran
06:10e quindi nel Golfo chiaramente dobbiamo porci grande attenzione
06:16come secondo me dobbiamo invece cercare di capire se possiamo aumentare
06:21le forniture che riceviamo dalla Libia proprio perché è un gasdotto diretto
06:26e quindi un'autostrada che noi abbiamo direttamente a casa nostra.
06:29In questo scenario dicevo che si stanno muovendo gli Stati Uniti
06:33con rappresentanti del governo americano voluto proprio da Donald Trump
06:38hanno avuto degli incontri con rappresentanti soprattutto del campo degli Haftar
06:45con Saddam Haftar che sta assumendo sempre più un ruolo centrale.
06:50Qual è il disegno vero di Trump sulla Libia?
06:55Allora lì si sta muovendo l'inviato speciale Boulos
06:59che è un libanese ricordiamolo
07:01che sta cercando, che è l'inviato speciale di Trump
07:05che sta cercando di mettere d'accordo la parte di Beiva
07:11e ovviamente gli Haftar che sono quelli che comandano in Cirenaica.
07:16Quindi di fatto Boulos parla anche con la parte della Cirenaica
07:21ma parla anche con la parte di Tripoli
07:24e in particolare ha fatto incontrare più volte Saddam Haftar
07:28con Ibrahim Beiba che è il nipote del primo ministro
07:32che è un personaggio molto legato ovviamente
07:35ma molto forte nella famiglia Beiba.
07:37È chiaro che è un progetto ambizioso
07:41stiamo tutti mettendo chi segue la Libia
07:43le speranze che si riesca in qualche modo a formare un governo più o meno unificato
07:49visto che oggi c'è una forte divisione, non è semplice
07:51perché ognuno non vuole, in particolare Beiba
07:54non è così convinto perché ha paura di dare spazio agli Haftar
07:58e non vuole mollare la presa sulla Tripolitania
08:01ha paura di aprire una porta agli Haftar verso Tripoli
08:06però c'è anche da dire che anche gli Stati Uniti non sono così compatti
08:10cioè il Dipartimento di Stato è un po' più freddo rispetto all'iniziativa di Boulos
08:16che è un inviato di Trump
08:17ma sappiamo che lì ci sono anche delle correnti
08:21mentre il Dipartimento di Stato fa riferimento a Rubio
08:24diciamo che lo vede con più distanza questo progetto
08:30però vediamo, per ora la situazione è abbastanza ferma
08:34sembrava che qualcosa dovesse capitare ad agosto
08:37ma credo che difficilmente capiterà ad oggi
08:39anche perché ricordiamoci che c'è un governo che doveva essere provvisorio
08:43che è in carica da parecchio tempo
08:45si parla ancora di elezioni
08:47ma questo interesse degli Stati Uniti
08:51che dovrebbe portare stabilità e poi probabilmente a elezioni
08:55non c'è in realtà dietro questa situazione
08:57il rischio che un'intesa apparentemente stabilizzatrice
09:00possa in realtà finire per rendere la Libia ancora più instabile
09:04con tutte le conseguenze che possiamo immaginarci?
09:08Allora, l'interesse degli Stati Uniti
09:10è secondo me un interesse più che altro economico ovviamente
09:14e ricordiamo appunto come dicevo che Boulos
09:18è fondamentalmente un uomo d'affari anche lui
09:21un libanese
09:22quindi i libanesi sono molto forti sugli affari
09:25e quindi vedono nella Libia giustamente
09:28una grande opportunità economica
09:30sia dal punto di vista energetico, petrolio e gas
09:33ma anche dal punto di vista delle risorse
09:35perché appunto è un paese fondamentalmente ricco
09:38è chiaro che bisogna conoscerla bene la Libia
09:41e bisogna fare i passi giusti per evitare
09:43che poi si arrivi a un'ulteriore frammentazione
09:46è un paese pieno appunto di tribù
09:48un paese con forti divisioni
09:51e che era tenuto su appunto da Gheddafi con una dittatura
09:55nel momento in cui si è liberata dalla dittatura
09:59come abbiamo visto purtroppo governi sono durati non moltissimo
10:03comunque non si è riusciti a fare una vera unificazione
10:06quindi tentare di mettere insieme le due anime
10:09può essere un'idea però va fatto nel modo giusto
10:12e più che altro bisogna avere il consenso
10:14non solo dei libici ma della popolazione
10:16perché se no il rischio è sempre di fare un accordo solo in alto
10:21ma poi la popolazione non è contenta
10:23e quindi le elezioni è ancora prematuro dal mio punto di vista
10:27purtroppo non sarà semplice poterle organizzare a breve
10:30ricordiamo che Beba doveva portarle nel 2021
10:33sono passati altri cinque anni
10:34infatti ricordiamo come diceva giustamente lei
10:37che il paese è diviso in milizie, in gruppi locali, in famiglie
10:40ma ci sono anche sponsor se così vogliamo chiamarli
10:43stranieri dalla Turchia alla Russia agli Emirati Arabi
10:47in questo contesto che spazio c'è per l'Italia e per l'Europa
10:50come vedremo tra poco anche per il rischio di nuovi flussi migratori?
10:55Allora come giustamente diceva lei
10:58oggi la Turchia, la Russia, gli Emirati, l'Egitto
11:02insomma è diventato un paese al centro della geopolitica
11:05direi quasi mondiale, non solo regionale
11:08e quindi ci sono molti interessi in Libia
11:11l'Italia continua ad avere un ruolo specialmente
11:15diciamo ovviamente guarda Tripoli
11:17perché abbiamo il tema appunto migratorio
11:19sono le coste di fronte a noi
11:20ma anche con gli Haftar ci sono comunque dei buoni rapporti
11:23quindi continuiamo a mantenere delle relazioni importanti
11:27è chiaro che c'è il tema migratorio
11:30che ci preoccupa sempre
11:31ma devo dire che negli ultimi anni, anni e mezzo
11:34insomma c'è stata una diminuzione rispetto al passato
11:38quindi si sono fatte e messe in campo delle iniziative
11:42proprio per cercare di contenere un'immigrazione incontrollata
11:47è chiaro che però è sempre una situazione molto instabile
11:49quindi va monitorata molto bene
11:52e poi non possiamo non tener conto di quello
11:55dicevo prima che è successo e sta succedendo
11:57potrebbe, secondo notizie, accadere ancora a Ceuta
12:01con una forte tensione
12:04che potrebbe estendersi un po' a tutto il Nord Africa
12:08una nuova instabilità che riguarda tutta quella zona
12:11si parla di weaponization delle migrazioni
12:14ovvero che la possibilità di aprire o chiudere
12:18i flussi migratori, le rotte, allentare, tollerare le reti dei trafficanti
12:23possa diventare una leva negoziale anche nei confronti dell'Europa
12:27le cose stanno così
12:28c'è un rischio da questo punto di vista, Rubinetti?
12:31il rischio c'è ma questa non è una cosa nuova
12:34ricordiamo che Gheddafi già a suo tempo utilizzava le migrazioni
12:38per ottenere dal governo italiano dei tempi, dai vari governi
12:42qualche cosa che gli interessasse
12:44quindi apriva e chiudeva i rubinetti dei centroafricani o degli africani
12:49perché ricordiamo ad esempio che dalla Libia
12:50non sono i libici che vengono
12:53ma è un passaggio dall'Africa, dal centroafrica
12:56per poi arrivare in Europa
12:57quindi sicuramente è un'arma in mano a chi vuole
13:01eventualmente destabilizzare o creare problemi all'Europa
13:05tant'è che anche la nostra intelligence
13:08oltretutto ha lanciato un tema di sicurezza
13:10in queste migrazioni da Ceuta
13:13di possibili infiltrazioni anche di tipo terroristico, giadistico
13:19è chiaro, è un'arma che evidentemente
13:23ad esempio la Russia
13:24che comunque ha una presenza non solo in Libia
13:26ma anche sappiamo benissimo in altri paesi africani
13:28che potrebbe utilizzare per una sorta di guerra simmetrica
13:32e mettere pressione all'Europa
13:34quindi sono dinamiche che vanno seguite in modo molto attento
13:39e sicuramente la migrazione ormai è non solo un tema di sicurezza
13:44ma un tema che entra anche in una sorta di pressione
13:47di guerra simmetrica
13:48in un mondo che è sempre più purtroppo diviso
13:51e ha sempre più crisi
13:53In 30 secondi, giusto per chiudere
13:55Ruvinetti, le chiedo
13:56in questa situazione, in questo contesto
13:58con tutti gli elementi che abbiamo visto e messo sul tavolo
14:00l'Italia dovrebbe preoccuparsi della situazione libica?
14:04L'Italia secondo me deve sempre seguire la Libia
14:09io anche pochi giorni fa ho fatto un articolo
14:12per cercare di mantenere il focus
14:16anche su un paese per noi così importante
14:18che rimane secondo me prioritario
14:19però bisogna seguirlo con attenzione
14:23sta passando una fase molto delicata
14:25potrebbe esserci una svolta
14:27ma potrebbe esserci anche un peggioramento
14:29come stiamo vedendo
14:30e l'utilizzo anche ultimamente di droni
14:34potrebbe creare problemi anche all'infrastruttura energetica
14:37quindi io spero
14:39ma ne sono convinto
14:41che il governo
14:41segua la situazione
14:43e quindi cercare di mantenere
14:45sempre molto alta la guardia
14:46Massima attenzione
14:48grazie a Daniele Ruvinetti
14:49grazie a voi
14:50signor advisor fondazione Medor
14:52Massimo, uno dei massimi esperti
14:53della situazione libica e del Nord Africa
14:56buon lavoro e grazie
14:57grazie, grazie anche a lei
14:59e grazie a voi per aver seguito
15:00questo speciale classe CNBC
15:02grazie a tutti
15:04grazie a tutti
15:06grazie a tutti
15:08grazie a tutti
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