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  • 1 giorno fa
Naturalmente ho guardato tutte d’un fiato le tre puntate della docuserie su José Mourinho realizzata da Joel Pearlman per Netflix, non avrei potuto aspettare un minuto di più da quando, e sono almeno un paio d’anni, s’era saputo in giro che José la stava girando. Tre ore in poltrona per dirvi che alla fine ci ho trovato tutto quello che immaginavo di trovarci, e mi rendo conto che questo possa essere un complimento per la puntualità del lavoro, ma anche una critica per l’assenza di sostanziali novità. Quella che mi ha divertito di più - credo sia inedita, o comunque non la conoscevo - è la storia della richiesta che gli fece Abramovich di allenare per una partita la squadra dell’equipaggio del suo yacht, frustrato perché perdeva regolarmente contro lo staff di un hotel. José si rifiutò perché doveva allenare un’altra squadra di sua proprietà, il Chelsea, e occorre un carattere diciamo solido per negarsi a un datore di lavoro che si chiama Abramovich.Tornando alla docuserie, Mourinho racconta tutte le vittorie, e sono tante davvero, specie nella prima metà di carriera, e tace o quasi sulle sconfitte, e sono parecchie pure quelle, specie negli ultimi dieci anni. Lo stesso montaggio degli ultimi cinque minuti, che comprendono il periodo Tottenham, Roma, Fenerbahce e Benfica e contengono un unico titolo, la Conference vinta con i giallorossi, è così frettoloso da farmi pensare che oltre alla scarsa voglia di narrare gli insuccessi abbia pesato l’esigenza improvvisa di far uscire la docuserie. Mourinho infatti è stato richiamato a sorpresa sulla panchina del Real Madrid per organizzare un gruppo di campioni così numeroso da rasentare l’incredibile. Questo dunque è il momento perfetto per uscire con la serie. Tutti riparlano di lui con grandi aspettative, e quindi fra dieci mesi potremmo ritrovarci a celebrare un ritorno trionfale, oppure a criticare un flop definitivo. Rischiare non avrebbe senso, ha fatto bene Netflix a programmarla subito.Ma come andrà questa stagione del Real? Florentino Perez, che in cuor suo non ha stima della figura dell’allenatore, ma come tanti di noi (anch’io, certo) è affascinato dal carisma di Mourinho, l’ha chiamato come 16 anni fa per interrompere un ciclo di successi dell’odiato Barcellona: allora il confronto fu addirittura letterario, perché Mourinho sfidò un altro personaggio assoluto come Pep Guardiola. Prima perse, poi vinse, infine lo costrinse a mollare per lo stress, ma ne venne coinvolto anche lui visto che l’anno dopo il ritiro di Guardiola per il famoso anno sabbatico, Mourinho non vinse niente e venne congedato. Il rivale diretto di oggi sarà il tecnico tedesco Hansi Flick, che non possiede la leadership dei duellanti di allora, e dunque non so se sarà lui il bersaglio delle arti oscure dialettiche del portoghese. Vedo peggio Lamine Yamal, per dire. Oppure i madridisti che non lo seguiranno: dalla docuserie esce male Iker Casillas, che però ha avuto la classe di partecipare alle riprese pur immaginando che Mou l’avrebbe infiocchettato per le feste. Di certo José, la cui grandezza risiede nella comunicazione, il calcio comunque lo conosce bene: chiedendo Rodri in mezzo al campo e spingendo fuori Vinicius, in attesa di rinnovo, aveva disegnato un Real Madrid perfetto. Florentino invece s’è lasciato sfilare Rodri, che non ama, e ha rinnovato Vinicius, il suo pupillo. La quarta puntata della docuserie ha già un ottimo incipit.

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00:06Naturalmente ho guardato tutte d'un fiato le tre puntate della docu-serie su Giuse
00:11Murigno realizzata da Joel Perman per Netflix. Non avrei potuto aspettare un minuto di più da
00:18quando, su almeno un paio d'anni, si era saputo in giro che Giuse la stava girando. Tre ore in
00:24poltrona per dirvi che alla fine ci ho trovato tutto quello che immaginavo di trovarci. Mi
00:31rendo conto che questo possa essere un complimento per la puntualità del lavoro, ma anche una critica
00:36per l'assenza di sostanziali novità. Quella che mi ha divertito di più, credo sia inedita o comunque
00:44io non la conoscevo, è la storia della richiesta che gli fece Abramovic di allenare per una partita
00:50alla squadra dell'equipaggio del suo yacht, l'Eclipse, frustrata perché perdeva regolarmente
00:57il controllo staff di un hotel. Giuse si rifiutò perché doveva allenare un'altra squadra di sua
01:02proprietà, il Chelsea, e occorre un carattere, diciamo, solido per negarsi a un datore di lavoro
01:10che si chiama Roman Abramovic. Tornando alla docu-serie, Murigno racconta tutte le vittorie,
01:16sono tante davvero, specie nella prima metà di carriera, e tace o quasi sulle sconfitte.
01:23E sono parecchie pure quelle, specie negli ultimi dieci anni. Lo stesso montaggio degli
01:28ultimi cinque minuti, che comprendono il periodo Tottenham, Roma, Fenerbahce e Benfica, che
01:35contengono un unico titolo, la conference vinta con i giallorossi, è così frettoloso
01:41da farmi pensare che, oltre alla scarsa voglia di narrare gli insuccessi, abbia pesato l'esigenza
01:48improvvisa di far uscire la docu-serie. Murigno, infatti, è stato richiamato a sorpresa sulla
01:54panchina del Real Madrid per organizzare un gruppo di campioni così numeroso da rasentare
02:00l'incredibile. Questo dunque è il momento perfetto per uscire con la serie. Tutti riparlano
02:06di lui con grandi aspettative e quindi fra dieci mesi potremmo trovarci a celebrare un
02:12ritorno trionfale oppure a criticare un flop definitivo. Rischiare non avrebbe senso, ha
02:18fatto bene Netflix a programmarla immediatamente.
02:22Ma come andrà questa stagione del Real? Florentino Perez, che in cuor suo non ha stima
02:29della figura dell'allenatore, di ogni allenatore, ma come tanti di noi, anch'io, certo, è affascinato,
02:36dal carisma di Murigno, l'ha chiamato come 16 anni fa per interrompere un ciclo di successi
02:42dell'odiato Barcellona. Allora il confronto fu addirittura letterario, perché Murigno sfidò
02:48un altro personaggio assoluto come Pep Guardiola. Prima perse, poi vinse, infine lo costrinse a
02:55mollare per lo stress, ma ne venne coinvolto anche lui, visto che l'anno dopo il ritiro di
03:01Guardiola per il famoso sabbatico, Murigno non vinse niente e venne congedato.
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03:13dei duellanti di allora e dunque non so se sarà lui il bersaglio delle arti oscure dialettiche
03:19del portoghese, credo peggio Lamia Mal per dire, oppure i madridisti che non lo seguiranno.
03:27Dalla docuserie esce male Iker Casillas, che però ha avuto la classe di partecipare alle
03:32riprese, pur immaginando che Murigno l'avrebbe infiocchettato per il festival.
03:38Di certo José, la cui grandezza risiede nella comunicazione, il calcio comunque lo conosce
03:43bene, chiedendo Rodri in mezzo al campo e spingendo fuori Vinicius in attesa di rinnovo,
03:49aveva disegnato un Real Madrid perfetto.
03:53Florentino invece si è lasciato sfilare Rodri, che non ama, e ha rinnovato Vinicius, il suo
03:58pupillo.
04:00La quarta puntata della docuserie ha già un ottimo incidente.
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