00:10Per questo, per i peccatori, per chi ha sbagliato, per i malati, non per chi non ha bisogno di niente.
00:16Quindi è importante riconoscere questi errori e questi sbagli.
00:38L'ottavo giorno, come nasce e cosa volevate raccontare con questo documentario così sensibile, così attento a livello d'uomo?
00:49Il film nasce dall'esigenza e dal desiderio di raccontare uno sguardo diverso sul giubileo, in qualche modo, o comunque
00:58nel tempo del giubileo.
01:00Quindi si concentra nella zona del Vaticano, nella zona della piazza San Pietro e segue dei personaggi uniti dalla loro
01:10esperienza di strada.
01:12Chi è ancora per strada, chi ne è appena uscito, chi ne sta uscendo, chi invece non ha ancora delle
01:20opportunità per uscirne.
01:21Comunque sono storie che si intrecciano intorno a questa piazza e in qualche modo concentrano lo sguardo su chi è
01:30fermo, piuttosto che sui pellegrini che si muovono,
01:33che diventano quasi un fondo della loro azione e delle loro diverse riflessioni e azioni su questa condizione della vita
01:45in strada.
01:58Il documentario per la sua natura profonda è esattamente questo, cioè è osservare, ascoltare e non appiccicare teorie già confezionate
02:12sulla realtà,
02:13ma è far emergere dalla realtà quello che è la sua vera natura ed essenza.
02:22Questo almeno è il mio approccio con questo lavoro, che ovviamente non è solo su questo film, ma che ha
02:30una storia abbastanza lunga
02:32ed è sempre molto concentrato sull'ascolto, per cui la scelta di non usare una voce off è fondamentale e
02:42pregnante rispetto a un'attitudine di lavoro.
02:47Ha maggior ragione quando si tratta di persone sicuramente fragili o fragilizzate dalla condizione in cui vivono
02:56e quindi è proprio lì l'interesse di dare la voce a chi normalmente non ha modo di esprimerla, ma
03:05non darla perché la do io,
03:06ma perché loro la hanno e la dobbiamo ascoltare.
03:09Quindi questo è il punto centrale proprio del mio lavoro come documentarista.
03:16In particolare queste persone hanno tanto da dire, hanno tanto da insegnare e quindi mi sembrava l'unico modo
03:24quello proprio di tacere e ascoltare le loro storie, nel loro desiderio di raccontarle.
03:33Quindi c'è tanto bisogno in qualche modo di avere anche una pazienza e una capacità di attesa, di trovare
03:47i momenti giusti
03:48per essere alla giusta distanza, per essere non eccessivamente invasivi, delicati, ma anche in qualche modo
03:58anche dirigere le cose verso un discorso, una costruzione narrativa.
04:04Quindi tutto questo è il lavoro del documentarista e quindi quello che ho cercato di fare.
04:17E cosa avete ascoltato? Cosa vi è arrivato? Cosa vi ha cambiato?
04:23Mi è arrivato personalmente, e poi ognuno sicuramente riceve questi messaggi in modo molto diverso,
04:30io ho sentito quanto ci fosse una saggezza dietro anche a queste storie,
04:39proprio nella perdita di possibilità materiali, ho visto anche tanta riflessione e tanto pensiero in queste persone
04:49e quindi anche un salto di qualità esistenziale, non solo delle perdite o sconfitte,
04:56ma anzi anche la capacità di rivedere la propria vita in un modo più profondo e più interessante
05:04e quindi anche un punto di partenza nuovo, che è un po' il senso di questo messaggio, di questo film.
05:12Qualsiasi sia la condizione in cui possiamo tutti noi trovarci, c'è sempre la possibilità di guardare le cose
05:21con un altro punto di vista e con un'altra profondità e questo può portare a un'evoluzione molto ricca,
05:28ricca emotivamente, spiritualmente.
05:32e quindi questa loro capacità di farlo, nel loro caso, certo non tutti i poveracci hanno la possibilità di trovare
05:42questa strada,
05:43però nel caso dei nostri protagonisti, chi in un modo più in un altro, sono riusciti a elaborare questa perdita
05:51trasformandola.
05:52Quindi questo è un po' una cosa che mi ha lasciato molto e mi ha lasciato profondamente
05:58e che sono molto grata di aver potuto esplorare.
06:02È un prodotto che si inserisce perfettamente nella linea, nello stile narrativo di TV2.000.
06:08L'identità della nostra televisione è nota, però come diceva Sabrina,
06:13che voglio ringraziare ancora pubblicamente per lo straordinario rafforo che ha fatto insieme con Gianni Bucai
06:20e Beatrice Bernacchi, che sono i due che hanno scritto questa...
06:25Perfettamente si inserisce perché TV2.000, forte della sua identità, vuole confermare una presenza anche civile
06:38nel modo di esserci, di fare televisione.
06:43Avete visto, abbiamo dato voce ascoltando, non c'era una voce narrante.
06:52Quindi protagonisti autentici, ed è quello che ci piace raccontare.
06:56Poi c'era questa volontà di raccontare questi che hanno avuto la sfortuna di rompersi la gamba,
07:05come dice uno dei protagonisti, ma anche in qualche modo senza pietismo, senza spettacolarizzazione,
07:13davvero mi pare con un grande rispetto per la dignità della persona,
07:18oltre a raccontare loro, che come avete visto sono storie magnifiche, bellissime,
07:22con protagonisti proprio forti, anche raccontare il mondo ecclesiale, ma non solo,
07:29che ci sta dietro.
07:31Cioè, davvero quanti uomini e quante donne dedicano gran parte del loro tempo a aiutare queste persone,
07:37senza che chiedano medaglie e che abbiano riflettori.
07:41Quindi Sabrina è stata bravissima.
07:43E se posso dire c'è una cosa che mi ha colpito particolarmente,
07:49lo dico anche proprio da, in qualche modo da tecnico, dalla comunicazione.
07:53La scelta di Sabrina di posizionare a una certa altezza la telecamera.
08:00Avete notato che la telecamera non supera mai la linea degli occhi,
08:04o alla stessa altezza o sotto.
08:07E spesso, non solo nel racconto ampio, ma penso anche al mondo dell'informazione,
08:15questa telecamera è messa sempre un po' troppo alta,
08:18e quindi non intercetti davvero i bisogni, l'anima, lo sguardo delle persone.
08:22Questo è un altro grande merito di Sabrina.
08:25E chiamo sul palco il direttore artistico, Monsignor Davide Milani.
08:28Grazie.
08:31Grazie Sabrina, grazie Vincenzo, grazie Giulia.
08:35Ci sono tanti motivi per cui questa visione, immagino, ha emozionato voi,
08:39ma anche ha emozionato me nelle altre occasioni in cui l'ho visto.
08:43Ci sono questioni più personali.
08:45Io abito sopra quel cavalcaria dove abbiamo visto tante scene,
08:50dove appunto questo religioso, dal cuore straordinario, ordinario,
08:56perché ce ne sono tantissimi di frati, di suori, di laici che fanno questo lavoro a Roma,
09:00svolge questa sua attività.
09:02Io vado spesso a celebrare l'Eucaristia in quella chiesa,
09:06in via Gregorio VII, e abito proprio di sopra.
09:10L'emozione è perché poi questi senza fissa dimora,
09:13che cambiano, alcuni di loro incontro tutte le mattine,
09:16tutti i mezzogiorno, tutte le sere, passando di fianco al loro ufficio,
09:20che è il coronato di San Pietro.
09:22Però, vi devo dire, mai li avevo visti.
09:25C'erano, ci passavo accanto, ma li avevo mai visti.
09:29Da quando ho visto questo lavoro, che l'amicizia con Vincenzo
09:33e la cordialità di Sabrina,
09:35hanno avuto la bontà di mostrarlo un anno fa, penso,
09:38quando appunto era pressoché così finito,
09:41da allora ho cominciato, grazie a questo lavoro,
09:44a dire che queste non sono persone che sono qui
09:46che hanno bisogno di essere aiutate,
09:48sono come me, hanno una storia,
09:51hanno un prima, speriamo abbiano un dopo.
09:54E da lì l'abbiamo cambiato veramente il mio sguardo,
09:56come diceva Giulia prima, l'augurio che ci ha fatto.
09:59E poi ci sono tanti altri motivi.
10:01Il tema del Festival di Questano, con tutte le sue creature,
10:04e l'immagine che Delasco ci ha consegnato,
10:07che vedete proiettata qui, dice proprio questo.
10:09Io in tante interviste presentando il Festival
10:11dicevo che uno dei momenti più sintonici rispetto al tema
10:15sarebbe stata proprio questa proiezione.
10:17Perché?
10:17Le creature che vediamo appunto sono quelle che si impongono,
10:20quelle che stanno sopra, quelle che comandano,
10:22quelle che sono belle, quelle che sono appariscenti,
10:24quelle che hanno tanti follower sui social.
10:26Per vedere persone così bisogna fare il lavoro
10:29che Gianni Bucai, Beatrice Bernacchi,
10:31che hanno scritto il film,
10:33Sergina Varani che appunto l'ha girato,
10:35Vincenzo che l'ha voluto.
10:36Bisogna fare come questa figura mitologica
10:39che Delasco ha dipinto.
10:41Cioè bisogna entrare a vedere la realtà
10:44da un punto di vista non convenzionale.
10:46Non è uno spot messo in un faro acceso sopra
10:49o una telecamera puntata in alto
10:52per squadrare il mondo.
10:54Bisogna entrare di lato, come fa questo animale,
10:58capovolgersi, torcersi, vedete tutti questi giri che fa,
11:00e poi guardare.
11:02Ecco, per vedere tutte le creature bisogna fare questo sforzo.
11:06Nella scelta delle opere di questo festival
11:08abbiamo cercato proprio di trovare quelle opere
11:11che ci consentissero di vedere tutte le creature.
11:14Un altro tema per cui sono particolarmente felice
11:16è la presenza di Vincenzo Morgante
11:19che rappresenta TV2000.
11:22La nostra amicizia,
11:24l'amicizia anche con Massimo Porfiri
11:26che è il direttore generale della televisione,
11:28un emittente cattolico, un giornale cattolica
11:31è cattolico se fa questo lavoro,
11:33cioè se fa vedere quello che c'è bisogno di vedere
11:36e gli altri non ci fa vedere.
11:37È una sorta di controinformazione
11:39dove non si è contro nessuno
11:41ma si è dalla parte della verità.
11:43Ecco, cerchiamo di fare sistema.
11:45Vedete anche sui loghi che ci sono,
11:47alcuni sono visibili qui
11:48e altri li vedete incarnati.
11:51Quindi grazie di questa amicizia,
11:52di questa collaborazione
11:53e grazie per questo lavoro.
12:10Grazie a tutti.
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