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  • 2 days ago
“Il Cybersecurity Act si colloca all'interno di un quadro regolamentare molto ampio che nel tempo ha voluto portare l'Unione Europea a innalzare le barriere di sicurezza, pur consentendo e promuovendo nella massima misura possibile lo sviluppo industriale. Il Titolo IV rappresenta il vero filone politico di questo atto, poiché presenta ipotesi di cambiamento importanti e porta con sé elementi di matrice geopolitica. Grazie ad esso si introduce una proposta che associa ai precedenti elementi di carattere tecnico e di valutazione del rischio anche la possibilità di designare fornitori ad alto rischio, imponendone l'esclusione dai settori critici, con un'attenzione particolare alle reti di telecomunicazione”. Lo ha detto Massimiliano Fara, esperto cyber, digitale, telecomunicazioni Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Ue, partecipando all’evento ‘Tecnologia, potere, regole: la nuova partita della sovranità europea’, organizzato da Adnkronos e Open Gate Italia, presso Palazzo dell’Informazione a Roma.

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00:04Cyber Security Act si colloca all'interno di un quadro molto ampio e regolamentare che
00:10nel tempo ha voluto portare l'Unione Europea a innalzare le barriere di sicurezza pur consentendo
00:17e promuovendo nella massima misura possibile lo sviluppo industriale che è fondamentale
00:24per fornire quei servizi che ci consentono di portare avanti le nostre vite nel quotidiano
00:31nel medio e lungo termine. Fatta questa premessa, il titolo quarto è il vero pilone politico
00:40di questo atto che presenta delle ipotesi di cambiamento importante, proprio degli elementi
00:48di matrice geopolitica direi, grazie ai quali si introduce una proposta che associa ai precedenti
00:57elementi di carattere tecnico, valutazione del rischio, introduzione di misure e di mitigazione,
01:04anche la possibilità di designare dei fornitori ad alto rischio, di imporne l'esclusione da
01:10settori critici, con una attenzione particolare alle reti di telecomunicazioni, è un phase
01:17out, quindi un liberarsi di elementi hardware e software che erano in dotazione e in uso
01:27attualmente in un periodo ancora da definire che ovviamente comporterà una grande attività
01:35degli sforzi tecnici, degli sforzi finanziari che dobbiamo considerare opportunamente. Il
01:42sentimento comune è quello favorevole, quindi l'esigenza di ridurre le dipendenze critiche
01:50è veramente largamente condivisa. La differenza al momento è sulla calibratura, cioè quali
01:58sono i tempi di attuazione, quali sono gli oneri per gli operatori, come coordinarsi con
02:05gli strumenti già esistenti a livello nazionale. L'Italia non arriva al negoziato senza esperienza,
02:14noi siamo forti del recepimento della NIS2, dell'implementazione del perimetro di sicurezza
02:20nazionale cyber e anche il golden power, strumenti che abbiamo utilizzato efficacemente quando se
02:29ne sono verificate le esigenze negli ultimi anni. Quindi abbiamo già sperimentato di fatto
02:37un meccanismo che il titolo quarto attualmente vuole europeizzare, quindi rendere disponibile
02:46per tutti e 27 stati membri. Questo non significa che abbiamo gioco facile, ma significa che abbiamo
02:59pieno titolo per intervenire, avendo già strumenti, avendo già esperienza e il nostro intervento,
03:08a mio parere personale, punterà proprio a mettere in campo questa esperienza, a portare
03:15degli esempi concreti, soprattutto sui costi reali degli operatori, prima si parlava di
03:23valutazioni anche molto diverse fra di loro, lì bisognerà entrare un po' più nel merito
03:30per capire veramente di quali volumi si parla e come intervenire al meglio.

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